LOG Minerva Reef – Opua New Zealand

DISTANZA: 758 Nm (18.995)
DURATA: 4gg 23h (119h)
EQUIPAGGIO: 3

V. MEDIA: 6,4 Kn ( 153 Nm/day)
MOTORE: 38 h (1.258)
WATERMAKER: 5h – 500l (513)

VENTO : 5/34 Kn
GENERATORE: 3h (427)
PESCA: 0


Giorno 1 – 16 Novembre 2025 (173 Nm)

Eccoci all’ultima traversata del 2025, mancano 780 Nm per la Nuova Zelanda e sono tra le più complesse da affrontare.

Navigheremo con rotta SSO passando da circa 20 gradi Sud a circa 40 gradi Sud di latitudine: questo significa uscire dalla fascia degli alisei che soffiano regolari da Est a Ovest ed entrare nella zona dei venti e delle perturbazioni che invece si muovono da Ovest verso Est con la loro tipica sequenza di alte e basse pressioni, fronti e venti che qui, nell’emisfero sud, ruotano in senso orario intorno alle depressioni.

La pianificazione di questa traversata è una delle più complicate perchè occorre sincronizzare la partenza con il susseguirsi di fronti a sud e quindi fidarsi di previsioni a 4-5 gg.

Tipicamente le barche che vanno in Nuova Zelanda dalle Tonga o dalle Fiji, lo fanno in questa stagione per uscire dalla zona dei cicloni prima della stagione e per avere tempo migliore a Sud vicino alla Nuova Zelanda dove sta finendo la primavera e il 21 Dicembre inizia l’estate.

La rotta classica prevede di partire quando sta passando una perturbazione in NZ e navigare due tratte ben distinte: la prima per SO con gli alisei in andatura portante fino al John’s point (30 gradi S, 173 gradi E); la seconda per SE prendendo l’inizio della nuova perturbazione con i venti che ruotano da NE a NO, arrivando a destinazione prima che arrivi la coda della perturbazione con i venti da SE che spesso fanno burrasca. Il John’s point è un way point immaginario inventato dai velisti. (Vedi anche Routing nel pacifico centro-meridionale)

Con l’avanzare della bella stagione a Sud, ogni tanto, tra le basse pressioni che si susseguono sulla Nuova Zelanda, si instaura una alta pressione che ruota in senso antiorario e nella sua parte nord si unisce all’aliseo accelerandolo e creando zone umide e temporalesche. Questa situazione mantiene venti variabili da SE a NE per 4-5 giorni e consente una rotta diretta senza passare dal John’s point

Ebbene, da ieri sulla Nuova Zelanda sta passando una alta pressione e la prossima bassa non è prevista prima di domenica prossima: abbiamo quindi deciso di partire consci che le prime 36 ore e forse le ultime 24 saranno con pioggia, temporali e mare grosso, ma eviteremo di navigare con una bassa pressione in transito vicino ai 40 ruggenti.
MetBob ci ha confermato la scelta e ci ha mandato il routing Come si vede dalle due immagini qui sopra la rotta è quasi diretta, è prevista molta pioggia, la temperatura cala di 6 gradi e il vento dovrebbe stare sotto i 30 nodi..

Inoltre, il volo di ritorno di Ed è flessibile, ma la prenotazione sarebbe per Sabato 22, partendo oggi abbiamo buone possibilità di arrivare Venerdì notte.

Come da previsioni, questa mattina il vento era forte e abbiamo aspettato che calasse un poco, alle 15:00 abbiamo levato l’ancora e salutato il paradiso di Minerva Reef. Usciti dalla passe ci siamo messi con 110 TWA, e una rotta per 125 gradi, leggermente a Ovest della diretta, sapendo che il vento ruoterà da SE a NE.

Filiamo molto veloci, costantemente tra 7,5 e 9 Kn con punte sopra 10 Kn, ma il mare al traverso è grosso con onde di 3-3,5m e muoversi in barca è complicato. Per le prima 3 ore piove molto e ci sono tuoni e fulmini, poi verso sera si apre uno spiraglio che crea una luce surreale.
Verso sera il vento rimane tra 20 e 25 Kn e il mare grosso.

Nel pomeriggio abbiamo tenuto tutta tela, verso sera ho ridotto la randa, per poi riaprirla un poco. Con queste onde se rallentiamo la navigazione diventa scomodissima, bisogna tenera la barca sopra 7 Kn.


Giorno 2 – 17 Novembre 2025 (143 Nm)

La notte è molto difficile, il vento sale a 25-30 Kn con raffiche sopra; le onde sono ormai ben più di 3m; si fa fatica a muoversi e non si riesce a riposare sia per il rollio che per le parecchie manovre di riduzione ed aumento tela.

Navighiamo con randa piccola e genoa ridotto ma proporzionalmente generoso per tenere la barca alla poggia e limitare le sbandate causate dalle onde al traverso.

Parecchie onde salgono in coperta, sia a prua che a poppa, piove e ci sono lampi.
Verso le 00:30 io e Laura sentiamo un rumore strano che ci allarma, ispezioniamo vele e attrezzatura ma sembra tutto ok… ma non lo era. All’alba mentre è di turno Laura, sento: Faaaaabio… è sparito il gennaker!

Da quando siamo nel pacifico navighiamo con il Gennaker e il BWR nelle loro sacche e legati a prua. Lo facciamo per evitare di dovere lavorare a prua nella cala-vele per tirarli fuori quando servono. La nostra battagliola è alta e le sacche robuste (pensavamo).
Ebbene ieri notte una delle onde deve avere sollevato il gennaker al di sopra della battagliola e magari una successiva lo ha spinto fuori strappando tre cinghie e la sacca a cui erano cucite…

Unica consolazione era che proprio a Tongatapu avevamo dovuto riparare il gennaker il cui tessuto aveva cominciato a cedere vicino alle cuciture, evidente segnale di fine vita per il nylon di cui sono fatte le vele leggere. Forse però poteva durare altri 6 mesi.
Ci piace pensare che non tutto il male viene per nuocere e che forse è proprio il momento migliore per farsi fare un gennaker nuovo ad Auckland.

Alle 15:00 (02:00 GMT) a 24h dalla partenza abbiamo registrato 173 Nm molto vicino al nostro record di 178, ma quello era stato fatto uscendo da Panama con 2 Kn di corrente a favore.

Durante il giorno esce il sole e riusciamo a fare asciugare i cuscini e a riposare un poco.

Purtroppo le previsioni indicano un meteo molto complesso con il vento da Est che si sta scontrando con l’alta pressione sulla Nuova Zelanda passando in poche miglia da 30 a 5 Kn.

Noi stiamo cercando di rimanere sulla linea di confine e seguirne il movimento verso sud. Per mercoledì è prevista nebbia e bonaccia ma con 3m di onda… speriamo che cambi qualcosa.

Verso sera tra un temporale e l’altro abbiamo un bellissimo tramonto e anche l’arcobaleno che rincuora gli animi.
Laura non sta benissimo, riesce a stare sdraiata senza nausea, ma fa fatica a mangiare e a stare dritta; speriamo che migliori come succede di solito abituandosi al rollio da traversata.


Giorno 3 – 18 Novembre 2025 (150 Nm)

Nottata tranquilla senza manovre e vento costante tra 15 e 20Kn.

Continuiamo a navigare sul bordo della alta pressione e il vento da E rimane costante oscillando ora a NE ora a SE per tutto il giorno; filiamo veloci.
Al mattino il cielo è sereno, poi si riannuvola.

Purtroppo nel gruppo Whatsapp delle barche in navigazione verso la Nuova Zelanda leggiamo che una barca Francese, Tiboulen, un Sun Odissey 37 piedi, partita dalle Fiji, ha un’avaria grave al timone e chiede aiuto.

Non li abbiamo mai incontrati, a bordo sono in due, una coppia sui 30 anni come tante di quelle che abbiamo conosciuto. Sono distanti da noi per poterli aiutare, a circa 150 Nm NO.

Hanno provato a sistemare un timone di emergenza, ma pare che non si riesca a governare la barca e sono a 500 Nm dalla Nuova Zelanda. Stanno chiedendo un traino, ma sembra poco praticabile con questo mare e la distanza.
Speriamo che riescano a cavarsela! La cosa ovviamente ci fa riflettere su cosa faremmo noi se capitasse.

Le previsioni davano il vento in calo e rotazione verso N, ma per ora abbiamo ancora 8-10 nodi e da SE, siamo di bolina e riusciamo a fare 6-7 SOG. Il mare si è calmato e si sta più comodi a bordo.


Giorno 4 – 19 Novembre 2025 (141 Nm)

Durante la notte il vento scende sui 6-7 Kn e accendiamo il motore per tre ore, poi verso le 0400 ruota verso O e sale sui 10Kn. Giriamo la ritenuta del boma e ci mettiamo mure a dritta facendo 5-6 Kn.
Con poco vento e mare formato teniamo la ritenuta anche al treverso e di bolina per evitare che il boma sbatta sulle onde quando la randa sventa.

Il vento tiene per tutto il giorno e nel pomeriggio si pulisce il cielo, finalmente un poco di sole. Siamo ormai oltre i 30 gradi S e l’aria è più fresca e tersa, limpidissima e il tramonto è molto bello.

Purtroppo le previsioni, tutti i modelli, danno una grossa area di bonaccia a NE del North Cape e ci stiamo andando diretti dentro.

Verso le 7, il vento cala, dobbiamo accendere motore, e temo lo dovremo usare per le prossime 24 ore almeno, sperando che il vento da E riesca ad entrare e ci accompagni per le ultime ore. Abbiamo comunque gasolio per arrivare ad Opua. ETA è Venerdì pomeriggio o sera

Di solito abbiamo il nostro limite per il motore a 3Kn, sotto questa soglia si accende, ma in questa traversata abbiamo il vincolo del volo di Ed Sabato mattina e quindi abbiamo alzato il limite a 4Kn.

Tra l’altro le correnti in questo tratto di mare sono molto strane e capita di passare da 1 Kn a favore ad 1 Kn contro nell’arco di poche miglia.

Oggi i customs Neozelandesi ci hanno risposto, garantendoci un “expedite check in” per consentire ad Ed di andare a KeriKeri a prendere l’aereo per Auckland Sabato mattina alle 11:30. Speriamo bene.

Abbiamo anche calato la lenza, il mare è più morbido (anche se ci sono sempre 3m di onda) e penso si possa gestire un pesce a poppa… ma purtroppo nulla. Ci godiamo il tramonto


Giorno 5 – 20 Novembre 2025 (152 Nm)

Siamo a motore da ieri sera e purtroppo il vento non sale per tutto il giorno, rimanendo ballerino tra 6 e 9 Kn. Non capitava dalla traversata tra Panama e le Galapagos di fare così tanto motore, e sta succedendo in uno dei tratti di mare notoriamente più ventosi e burrascosi. La nostra dose di ventone la abbiamo avuta i primi giorni e sembra che dovremo arrivare a motore fino ad Opua.

Durante la notte, turno di Laura, verso le 04:00 sentiamo una vibrazione anomala! Sia io che Laura ce ne accorgamo immediatamente e ci precipitiamo a controllare motore e trasmissione in sala macchine ed elica dalla finestra di ispezione sotto la cabina di poppa. Sembra tutto in ordine e piano piano riportiamo il motore a 1450 RPM che è la nostra andatura di conserva. Per fortuna la vibrazione non c’è più: sarà stata una cima o lenza finita nell’elica e tagliata dal taglia cime.

La mattina ci troviamo un mare calmo, le onde ancora alte, ma lunghe e la nebbia! Non vedevamo la Nebbia in mare da Luglio 2023, nell’atlantico davanti a Cascais. Verso mezzogiorno si dirada e viene fuori un sole che fa scintillare tutto.

L’aria è più fredda e meno umida ed è visibilmente più limpida di quella a cui ci siamo abituati alle latitudini più vicino all’equatore: oramai siamo a 33 gradi S.

Faccio la doccia con l’acqua di mare ed è decisamente fredda! Per fortuna il sole scalda.

Ed ha parlato con i customs e gli hanno detto che l’ultimo check in è possibile alle 15:00, speriamo di farcela per domani venerdì così da essere più tranquilli per il volo di Ed Venerdì.

Verso le 16:00 finalmente, finisce la corrente contraria che ci ha accompagnato per 80 Nm e guadagniamo 1,5Kn, la nostra ETA è ora per le 14:00. Nonostante la lenza sempre in acqua, il mulinello tace, strano, pensavo fosse un mare più pescoso.

Per portarci avanti alziamo la bandiera di cortesia e la lettra Q. Domani mattina dovremmo vedere terra, il north Cape della Nuova Zelanda


Giorno 5 – 20 Novembre 2025 (152 Nm)

Nottata a motore e mattinata gloriosa con un sole splendido.
Verso le 11 avvistiamo terra e siamo tutti eccitati di arrivare.

Vediamo parecchie barche che stanno pescando e mettiamo giù anche la seconda canna, ma nonostante le teniamo in acqua fina a tre miglia dalla costa…non prendiamo nulla. Dobbiamo capire come pescano in queste acque che sono più fredde.

Alle 14:00 con un’ora di anticipo sul limite, ormeggiamo all’inglese al pontile della quarantena del marina di Opua. Poco dopo salgono a bordo i funzionari dell’immigration, dei customs e della biosecurity. Tutto fila liscio, tranne che per alcune conchiglie, 2Kg di Pollo e poco altro che viene confiscato; per le 15:00 siamo ormeggiati al posto 15A del marina e ammainiamo la bandiera Q (Gialla): siamo in Nuova Zelanda!

E’ stata una traversata tosta all’inizio, con mare e vento, poi tranquilla e alla fine purtroppo a motore.
Non abbiamo pescato nulla e non capitava da tanto

6 Comments

  1. Anonymous

    Vi seguo costantemente e un po’ vi invidio 😆👍👍👍⛵️🤟👋🥂

  2. Silvia

    Il povero Gennaker.. RIP!!

  3. LOL Maggie.

    Buon tutto fino a NZ. Wow ragazzi già sono ansioso per conto mio e leggendo il vostro progresso ora lo sono ancor di più. Divertitevi. E che Dio sia con voi.

  4. Luciano Bertuzzi

    Auguri a tua moglie e buon vento 💪

  5. Martin Hauske

    Sea is unforgiving- luckily you are very cautious and well prepared. Still, all the Best and fair winds. Hope the French make it

  6. Penny

    Bravo, you made it without too much drama.

    Welcome to the Bay of Islands and New Zealand!

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