Fare la pasta fresca a casa è sempre stato per noi una festa, sinonimo di giornata tranquilla con famiglia unita, mai di fretta e sempre con un buon bicchiere di vino in mano. La tradizione ce la ha passata la nonna Bruna che la faceva con le ragazze quando erano piccole usando la macchina a manovella per stendere la pasta che lei chiamava “nonna papera”.

In barca non ci avevamo mai pensato, ma poi per Natale 2024 le ragazze ci hanno regalato un attrezzo veramente intelligente e pratico per fare dell’ottima pasta fatta “in barca”. Si tratta di una semplice pressa a vite che spinge l’impasto attraverso una trafila. Ci sono varie forme di trafila e noi per ora abbiamo usato quella che produce degli spaghettoni spessi e che noi tagliamo corti a forma di trofia ligure.

La abbiamo usata per la prima volta con Claudia e Jo a Fakarava e da allora è diventato un brand di Tipota.
Invitiamo gli amici e si fa la pasta insieme prima di cucinarla, è molto conviviale e simpatico mentre si prende l’aperitivo.
Abbiamo invitato i ragazzi di Apnea e Sovmorgon e poi, con Flavia, Deniz, Mahmut e i ragazzi di Deriska e sono state serate molto carine.

Per la cottura, finora abbiamo fatto la carbonara, finchè abbiamo il pecorino e sopratutto il guanciale che ci ha portato Gio; ma le trofie fresche che si ottengono possono essere fatte in ogni modo.

La ricetta è semplicissima: 100g di farina e 1 uovo per ogni commensale, un poco di sale e un filo d’olio, poi si impasta, rigidamenete a mano, fino ad ottenere una consistenza solida e dura, non appiccicosa e non farinosa.
Si divide in blocchetti di 150g circa e li si infila nella trafila; si gira la vite e si tagliano le trofie ogni 5cm.

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