
Martedi 11 novembre in mattinata, dopo piu’ di 6 settimane, lasciamo le Tonga che ci rimarranno davvero nel cuore. Tutti aspettavamo questa finestra per cui la baia di Tongatapu rimane vuota. Iniziamo la lunga traversata verso la Nuova Zelanda che è di ben 1300 miglia ed è rinomato per essere abbastanza complicato ma per fortuna a circa un terzo del percorso si puo’ fare una pausa al Minerva Reef.
Copriamo la distanza di 263 miglia in poco piu’ di 2 giorni di buona navigazione con vento quasi sempre intorno ai 10 nodi che pero’ ha cambiato spesso direzione imponendoci frequenti cambi di vele di prua.
In tarda mattinata di giovedi 13 novembre avvistiamo ….non la terra bensi’ degli alberi di barche ormeggiate in un’acqua un po’ piu’ chiara e onde che si frangono sulla barriera. E’ surreale!

Il Minerva Reef prende il nome da una baleniera che vi si schianto’ ad inizio ottocento ed è costituito da due atolli che rimangono completamente sommersi con l’alta marea e offrono comunque una buona protezione dall’oceano aperto. La barriera corallina settentrionale è leggermente più alta e offre una migliore protezione, soprattutto all’estremità meridionale e si stima comunque
che metà dell’onda dell’oceano aperto si riversi sulla barriera corallina durante l’alta marea. In altre parole, con l’alta marea, un’onda di quattro metri in oceano aperto provoca onde di 2 metri all’interno della laguna.
La profondità è relativamente uniforme al centro di ciascuna laguna e non supera mai i 30 metri.
Minerva Reef fu teatro di un tentativo di micronazione libertaria nel 1972. Un milionario americano di nome Michael Oliver, attraverso la Phoenix Foundation, cercò di fondare una nuova nazione libertaria libera da tasse e regolamenti. Furono gettati scavi di cemento sulla barriera corallina nel tentativo di costruire un’isola artificiale (si vedono ancora i resti).
Proclamarono il “Regno di Minerva”, coniando persino monete e issando una bandiera. Tuttavia, il tentativo fu rapidamente sventato quando Tonga, affermando la sovranità sulla barriera, inviò una piccola forza per rimuovere gli occupanti. Il re di Tonga, Taufaʻahau Tupou IV, annesse Minerva formalmente nel giugno del 1972.
Noi andiamo ad ormeggiarci sul lato nord est dell’atollo settentrionale dove ci sono già una decina di barche. Appena arrivati Steve di Not All There chiama sul canale 16 tutti gli equipaggi e in modo molto carino invita tutti quanti per un sundowner sul suo catamarano alle 17. Noi ci riposiamo un po e poi, nonostante la pioggia andiamo a fare snorkeling intorno ad un relitto ….ma non troviamo le aragoste!
All’aperitivo, oltre ai soliti già noti (Sovmorgon e Apnea che ci hanno raggiunti), si uniscono tutti gli equipaggi che sono qui ormeggiati e alla fine siamo in piu’ di 20 persone: che mondo magnifico quello dei velisti in giro per il mondo. Conosciamo altri equipaggi: una coppia di NeoZelandesi su Morning Star che stanno ritornando a casa dopo essere partiti ad agosto dai Caraibi, una famiglia francese su Taimiti con tre bambine deliziose che faranno il nostro stesso giro, ma loro stanno già navigando da alcuni anni e tanti altri. Tutti quanti a raccontarsi storie e a condividere idee sulle previsioni del tempo e su quando partire per l’ultimo grande salto.



Venerdi c’è parecchio vento che non invoglia a fare escursioni particolari. Ci mettiamo d’accordo sempre sul VHF e Fabio ed Ed si uniscono a Mads, Niklas ed Ester e vanno a caccia di aragoste all’esterno della barriera….e tornano felici ed esaltati con ben 10 bestie, ma il limite è stato dato solo dal fatto che non ci stavano nella rete.
Invitiamo a cena Steve e Lizzy


Alla mattina successiva andiamo noi 3 da soli a caccia di aragoste. C’è bassa marea e dobbiamo oltrepassare l’anello di coralli per arrivare sul lato esterno. Ci sono onde in entrata ed è difficile mantenere la direzione in superficie ma sotto è una meraviglia. Coralli bellissimi ed enormi parrots fish blu oltre a tanti altri pesci.
E poi, nascoste nei buchi di roccia di piccoli fiordi, ecco le aragoste! Ce ne sono a decine! Fabio ne acchiappa con le mani 7, di cui una grandissima. Potremmo prenderne a decine, ma la nostra rete è piccola e per di più si taglia facendo scappare le due piccoline..
Nel pomeriggio, analizzando il video fatto con il drone attorno alla barca notiamo che il loop della drizza di spi in testa d’albero è un po’ spelacchiato e quindi issiamo Fabio …ma che colpo di fortuna…altro che spelacchiato, era vicino alla rottura e non avrebbe resistito ancora per molto.
Al tramonto si va ancora a caccia di aragoste e ne arrivano ben 16 di cui alcune davvero grandi: ce le dividiamo fra gli equipaggi e le mettiamo in freezer.









Ovviamente facciamo cena a base di aragosta (siamo in 9) innaffiata da tanto vino e a seguire musica e luci per festeggiare l’ultima serata insieme nel Pacifico: domani salpiamo tutti quanti!!

5 Comments
Avrete la nausea con tutte quelle aragoste..🦞🦞
You two! You know how to live! What a fabulous adventure. I didn’t know it was possible to catch lobsters so quickly!
Che posto meraviglioso!! 😘
Che meraviglia😘😘😘
Bravo, you made it without too much drama.
Welcome to the Bay of Islands and New Zealand!