Tongatapu – Nuku’alofa

Martedi 4 novembre lasciamo l’arcipelago di Ha’apai e l’isola di Kelefesia e ci dirigiamo ancora piu’ a sud verso l’ultimo arcipelago delle Tonga che si chiama Tongatapu e comprende l’isola piu’ grande di tutte con la capitale Nuku’alofa.

Poco dopo aver alzato l’ancora e 15 secondi dopo aver messo in acqua la traina abbocca un bel piccolo tonnetto che recupero facile facile e con cui ci faremo domani una bellissima cenetta a base di sushi.

Facciamo una bellissima veleggiata edi poco piu’ di 40 miglia e arriviamo nel primo pomeriggio nella grande rada esposta a nord che si trova proprio di fronte al paese.

L’isola con Nuku’alofa è l’isola più popolosa del paese, circa il 70% della popolazione nazionale, ha una dimensione di 260 km² e la sua altitudine massima è di 28 m sul livello del mare. E’ anche sede del governo e della monarchia.

Noi ci ormeggiamo di fronte all’isolotto Pangaimotu insieme ad altre barche che stanno qui al riparo del vento da nord che arriverà nei prossimi giorni.

La baia è molto ampia e disseminata di relitti in quanto è stata devastata dallo tsunami del 2022: non è molto rassicurante aspettare il brutto tempo vedendo pezzi di barche emerse. Andiamo subito a terra a conoscere Big Mama: per molti anni, il Big Mamas Yacht Club è stato un iconico bar per marinai, dove molte imbarcazioni attraccavano per la loro prima o ultima tappa sulla rotta da o per la Nuova Zelanda.

Purtroppo è stato anch’esso devastato dallo tsunami ed ora ci sono solo alcune capanne dove vive Big Mama con il marito ma non gestiscono piu’ il ristorante. Noi capitiamo proprio il giorno del compleanno del marito di Big Mama per cui c’è tutta la famiglia riunita per un grande barbeque. I giovani giocano a pallavolo intorno alla rete montata in acqua mentre i piu’ anziani stanno all’ombra a chiacchierare. Ci sediamo anche noi ma non per molto perchè devono preparare per la sera. Gli portiamo 3 taniche da riempire di gasolio cosi’ siamo piu’ tranquilli nelle prossime settimane e poi torniamo in barca.

Oggi Tonga festeggia il 150 anniversario della costituzione ed è festa nazionale con tanto di fuochi di artificio che vediamo un po’ da lontano.

Mercoledi 5 novembre arriva il brutto tempo: nuvoloni, pioggia e vento forte in serata che gira da nord. Questa perturbazione durerà alcuni giorni, ci dobbiamo rassegnare. In realtà pensavamo a molto peggio e in un momento di pausa saliamo sul Potino e attraversiamo la grande baia fra alte onde e arriviamo in porto tutti fradici. Andiamo a cercare l’ufficio del Custom dove dobbiamo dichiarare l’ingresso in questo arcipelago: in una zona industriale, segnalato solo da un cartello scritto a mano troviamo l’ufficietto in un capannone e l’ufficiale è davvero super gentile, prende semplicemente il nostro foglio senza nemmeno chiederci i passaporti e ci augura buona giornata.

Incontriamo anche Apnea e Sovmorgon che hanno fatto la stessa procedura e insieme camminiamo verso il centro del paese. Qui le strade sono tutte asfaltate, non ci sono semafori e nemmeno strisce pedonali ma è una vera città con tante attività anche se tutto è molto distribuito e sparso su vari chilometri. Prima visitiamo una grande panetteria che ci fa venire l’acquolina alla bocca. Qui non ci sono panini o baquette ma il pane viene fatto solo in cassetta. Nel tragitto vediamo ben due cimiteri pieni zeppi di fiori (finti) e cartelloni con nomi in grande e foto giganti tipo quelli elettorali. Poi cerchiamo un posto per il pranzo e ne troviamo uno molto carino che si chiama Friends (cosi’ come Cook chiamo’ queste isole). Andiamo quindi a fare la spesa sia al supermercato che al mercato di frutta e verdura. C’è praticamente di tutto ma ci carichiamo tantissimo e facciamo letteralmente i muli con i sacchetti sulle spalle fino al dinghy dock sotto la pioggia.

Si mette a piovere a dirotto e noi ci chiudiamo in barca a vedere Netflix.

Passiamo parecchio tempo con i nostri amici di Apnea, Sovmorgon e Aloy che come dicevo sono ormeggiati vicino a noi e attendono speranzosi il vento per andare a Minerva …come se fossimo tutti sulla stessa barca.

Facciamo spedizioni in centro per pranzo, per fare altra spesa, per riempire le taniche e…per fare meravigliosi massaggi (io ne faccio ben 2!). Andiamo anche a cena nel posto piu’ bello del paese che si chiama Top perchè è ben al terzo piano di un edificio e qui è considerato davvero un roof top: il posto è davvero molto carino e si mangia anche bene, è gestito da un californiano che ci racconta come è arrivato fin qui ma che alla fine non riusciamo a salutare perchè la cameriara ci dice che è ubbriaco.

Sabato 8 novembre organizziamo una gita tutti insieme: pulmino da 8 con guida per tutto il giorno a fare il giro dell’isola. Peccato che ancora piove tutto il giorno ma vediamo tutte le cose principali.

Prima andiamo sulla punta a ovest che è dove è sbarcato il primo europeo Abel Tasman nel 1643. La cosa piu’ interessante è che si vede bene il reef che ha spezzato in due la grande onda dello tsunami nel 2022 (onda alta 18 metri) e ha fatto si’ che portasse devastazione sulla costa sud e sulle isole a nord senza assolutamente toccare la città principale. Fu totalmente distrutta un’isola dove vivenano 65 famiglie e il governo ha ricostruito per loro un apposito villaggio.

Vediamo poi un grande albero dove dormono centinaia di pippistrelli della frutta detti anche Volpi Volanti che possono arrivare a pesare anche 3 kg. L’albero sorge al centro di uno dei migliaia cimiteri colorati disseminati per l’isola. Non è che sia particolarmente interessata al culto dei morti ma mi colpisce la numerosità, la grandezza e il colore di tutte queste tombe. Inokes (la guida) ci racconta che il governo ha fissato una importante celebrazione ogni quarter in cui tutti devono andare a trovare i conoscenti sulle tombe ed è per questo che sono cosi’ curate e grandiose.

Vediamo poi una grande roccia che si narra sia stata portata qui da uno tsunami e una palma con 3 teste prima di arrivare agli sfiatatoi di Mapu’a Vaea ove le onde dell’oceano si infrangono in grotte sotterranee, forzando acqua e aria attraverso fori nelle rocce. Questo crea trombe d’acqua e nebbia e l’effetto è più evidente durante il mare agitato o l’alta marea…noi lo vediamo con mare calmo e bassa marea ma è comunque molto impressionante.

Vediamo poi il punto esatto in cui è approdato James Cook (niente di che pero’ ovviamente un posto molto protetto all’interno della baia) e arriviamo poi al Trilite di Ha’amonga ‘a Maui che è come una Stone Enge del Pacifico, tre imponenti pilastri in pietra risalenti al XIII secolo che non si capisce come abbiano fatto a montarle cosi.

Arriviamo infine alla Grotta di Anahulu che si trova proprio vicino al mare ma è un insieme di formazioni calcaree, con imponenti stalattiti e stalagmiti, e una grande piscina di acqua dolce dove ci si puo’ anche tuffare. Facciamo il bagno e confesso che non è neppure troppo fredda. Non è imponente come altre che abbiamo visto (Castellamare e Gibilterra) ma è comunque notevole e l’impatto sarebbe decisamente maggiore se all’esterno ci fosse il sole invece di continuare a piovere.

Inokes ( la nostra guida) è originario di Samoa, era insegnante di economia al liceo e, andato in pensione, ha aperto alcune società di servizi ai turisti per tenersi attivo: ha 5 figli che ha fatto studiare in australia e in nuova zelanda ed ora sono un po sparsi per il mondo. Gli mancano i denti davanti ma per Natale andrà in UK dal figlio dentista utilizzando le miglia della figlia pilota.

Ci racconta che la tassazione qui è del 7% e comprende la sanità pubblica e le scuole dell’obbligo anche se poi tutti vanno nelle scuole private della chiesa di appartenenza: sono tutti molto religiosi ma c’è evidente grande povertà.

La terra non puo’ essere acquistata ma viene data in locazione per 99 anni. Ai tanti cinesi che pero’ arrivano numerosi e gestiscono quasi tutti i negozi viene concessa una locazione massima di 35 anni

Il re (Topou VI) è persona molto alla mano che spesso cammina per strada e si ferma a chiacchierare o compare di sorpresa agli eventi. Gli si puo’ parlare senza prendere appuntamento. Il palazzo reale è una grande casa di legno bianco con il tetto rosso e viene esposta la bandiera quando il re è in sede. Tonga è una monarchia costituzionale con un primo ministro e un parlamento; il potere legislativo è pero’ nelle mani del re. Fra due settimane ci sono le elezioni per votare i membri del parlamento. Il personale del governo deve indossare abiti tradizionali.

Merita qui menzione una fantastica catalana preparata da Fabio con le aragoste di Kelefesia e la verdura freschissima!

Infine, dopo 2 giorni di viaggio ritorna su Tipota anche Ed Stark che ci accompagnerà fino ad Aukland… ormai quasi ci siamo, bisogna solo aspettare che il tempo si rimetta al bello e che l’aliseo riprenda a soffiare cosi’ come sa fare.

Per questo, domenica 8 novembre organizziamo una cena su Tipota con tutti (siamo in 9) per augurarci un buon passaggio e fare insieme la danza del vento.

Aggiornamento Nuova Zelanda: Evviva! abbiamo ricevuto anche noi email positiva dal Biosecurity Management MPI ! Non dobbiamo alare la barca e dobbiamo entrare in NZ entro il 24 novembre, cioè entro 30 giorni da quando abbiamo fatto l’ultima pulizia e preso le foto. 24 ore prima di partire dovremo sottomettere altri form dichiarando tutto quello che abbiamo in barca.

5 Comments

  1. Tongan Tim

    congrats and hurray on getting the BioSecurity Approval!

  2. Anonymous

    Great to hear you have received BioSecurity Approval! You must be relieved!
    Have a safe trip to New Zealand!

  3. Martin Hauske

    and thank you for sharing the details of your journey! While I most likely won’t see most of the places – your vivid descriptions bring them close! Martin

  4. Luciano Bertuzzi

    Are you ready to go to New Zealand ? 💪

  5. Birgit

    Gute Winde für die Reise nach Neuseeland. Faszinierende Bilder und ein tolles Logbuch. Danke 🙂

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