Da Minerva Reef alla Bay of Island

Essendoci una buona finestra meteorologica, domenica 16 novembre lasciamo il paradisiaco Minerva Reef per l’ultima traversata dell’anno verso la Nuova Zelanda. Nonostante tutti i modelli di Predictwind siano abbastanza consistenti e stabili, ho un po’ apprensione perchè ho sentito racconti terrificanti di onde alte 7 metri e venti fortissimi in questo tratto di mare. Con noi partono ovviamente anche le altre barche ormeggiate vicino con cui formiamo un gruppo whattsapp e ci teniamo aggiornati sulle posizioni.

Prima di partire preparo un’alta parmigiana di melanzane e una torta salata che ci nutriranno per ben 3 giorni. Inizialmente la nostra stimata data di arrivo era sabato 22 mattina il che metteva pero’ un po’ a rischio il volo di rientro di Ed ma, strada facendo, dato che andiamo belli veloci all’inizio, il tempo si riduce a impieghiamo 5 giorni esatti per coprire 760 miglia con una velocità media di 6,4 nodi e arriviamo venerdi 21 pomeriggio.

I primi due giorni sono abbastanza tosti: vento che supera anche i 35 nodi e onde al traverso anche oltre i 3,5 metri che si sommano a pioggia e fulmini. Non si riesce a stare in piedi e tutto risulta difficile mentre le onde passano sopra la coperta e un po’ di pioggia entra anche nel pozzetto. Io prendo le mie belle pilloline e rimango sdraiata quasi tutto il tempo, quando non sono di turno.

Il mare è cosi’ forte che durante la seconda notte, a furia di ondate, il gennaker che sta nella sua bella sacca legata a prua sparisce nell’oceano: sentiamo un rumore anomalo ma realizzo solo al sorgere del sole che è davvero sparito. A dire la verità era già un po’ sofferente e con qualche rappezzo e comunque, volendo trovare il lato positivo, per fortuna è successo ora e non all’inizio del Pacifico dove non saremmo riusciti a recuperarne uno nuovo: incominciamo a pensare al colore per quello nuovo 🙂

Seguiamo con apprensione la vicenda della barca Tiboulen che sta navigando dalle Fiji e dista circa 100 miglia da noi. Hanno perso il timone e ne hanno costruito uno di emergenza utilizzando il tangone e alcuni paioli ma procedono molto lentamente e chiedono sul gruppo whattsapp “going to NZ” se qualcuno si puo’ prestare a trainarli. Ci sono un po di barche dietro di loro e speriamo che qualcuno risponda anche se davvero il mare non è dei migliori per un’operazione di salvataggio e circa 300 miglia da fare. Per fortuna ci sono ancora persone dal cuore grande e la barca Seamer, canadese ormeggiata ad Opua che ha già fatto alcune volte operazioni del genere, parte e va in loro soccorso e dopo due giorni li aggancia e davvero riesce a trainarli in salvo.

Il mondo dei navigatori continua a sorprendere e ad insegnare che comunque non bisogna mai far calare l’allerta perchè di pericoli ce ne sono davvero tanti.

Dal terzo giorno le cose migliorano, la nausea diminuisce, il mare si calma e cala completamente anche il vento costringenci ad andare a motore per una trentina di ore; arriva anche il sole e l’aria si fa meno umida e piu’ frizzante fino a che avvistiamo terra ed entriamo nella bay of Island con gli occhi sgranati e felicissimi.

Tirando le somme anche questa tanto temuta traversata è andata bene pur avendo avuto di tutto: pioggia, raffiche a 38 nodi, corrente contraria, corrente a favore, mure a destra, mure a sinistra, nebbia e tante ore con zero vento …. e non abbiamo pescato nulla!

Come sempre il dettaglio giornaliro della traversata si trova nel LOG.

One Comment

  1. Anonymous

    Ma quanto siete forti !! Un grande abbraccio dalle nostre montagne sulle quali sta scendendo la prima neve. Cucinando verze e finocchi dell’orto sento il profumo delle vostre aragoste ed ostriche !!
    Buon riposo e buon vento

💬 Share your thoughts

Your email address will not be published. Required fields are marked *