Premessa: per tutti i lunghi passaggi compiliamo un giornale di bordo che ritrovate sotto il nome di LOG e che riporta il dettaglio giorno per giorno di condizioni meteo, manovre ed altro. Viene compilato prioprio ogni giorno perchè nei lunghi passaggi la quotidianità è molto simile ed è facile mischiare e confondere i vari giorni. Scriviamo pero’ anche questo riassunto del LOG che descrive la traversata in modo piu’ sommario ed è di piu’ veloce lettura.

Dopo poco più di un mese alle Vanuatu è venuto il momento di riprendere la navigazione verso Ovest; queste isole remote ci sono piaciute molto e ci resteranno nel cuore per le persone locali che abbiamo conosciuto e le esperienze vissute con loro. Per la grande maggioranza abbiamo incontrato persone semplici, serene, autentiche e ospitali, per nulla rovinate dal turismo (ancora poco) e dal progresso. Mai come alle Vanuatu abbiamo passato tempo con i locali e ci siamo immersi nella loro cultura, senza che questo fosse un’attrazione turistica.
Purtroppo pero’ il meteo non ci ha supportato ed è stato coperto e piovoso per piu’ di due settimane sulle quattro che abbiamo passato qui.
Il 4 agosto mattina sotto un cielo ancora plumbeo prepariamo la barca per andature di poppa (tangone e blue water runner) e salpiamo in direzione ovest, verso la Papua Nuova Guinea.
Impieghiamo 6 giorni a percorrere 843 miglia con una media di 140 miglia al giorno che non è niente male. Utilizziamo il motore solo qualche ora all’uscita dal canale di Lunganville e poi per entrare nel grande reef delle Louisiade per un totale di sole15 ore avendo avuto sempre un buon vento, in alcuni momenti anche fin troppo.
I primi due giorni il mare ha onde sui 3 metri e praticamente piove sempre: siamo chiusi nel pozzetto ma comunque è tutto molto umidiccio. Ci sono due treni di onde per cui si naviga scomodi e sotto coperta bisogna stare attenti a non cadere. Quanto rimpiangiamo le traversate ad inizio del Pacifico!



Il terzo giorno verrà ricordato per il piu’ grande rischio e spavento che ci siamo presi da inizio viaggio. Ecco, d’ora in poi quando qualcuno ci chiederà “quando avete avuto piu’ paura”, diremo la notte del 6 agosto andando in Papua Nuova Guinea.

Succede che andiamo a farfalla con 20-25 nodi e il timone automatico impostato sul vento (cioe’ mantiene sempre l’angolo di 170 gradi rispetto alla direzione reale): la rotta è ben evidenziata sul chart plotter… tutto mare. Per fortuna, durante il suo turno, Fabio prova a zoomare sullo schermo dove è comunque tutto azzurro e….compare un gigantesco reef che stiamo proprio puntando !!!
Si tratta dell’ ”Indispensible reef”, due atolli chiusi che emergono solo di qualche metro con la bassa marea e quindi anche l’allarme del radar non avrebbe segnalato nulla.
Dobbiamo dunque strambare velocemente: usciamo al buio, belli legati in coperta e chiudiamo tutto, giriamo il tangone e riapriamo sulle altre mura. Detto cosi’ sembra semplice e veloce, in realtà ci si mette quasi un’ora.
Un altro evento che ci ha fatto dannare è stata l’apertura del blue water runner il quarto giorno. Probabilmente era stato chiuso di fretta per cui si è incaramellato eproprio quando il vento si mette pure ad aumentare. Tira di qui, molla di la’ alla fine ce la facciamo.
E nel frattempo continua a piovere, i cuscini sono fradici e abbiamo sempre il sedere umido. Anche un uccellino tutto nero con la fronte bianca non ne puo’ piu’ di stare sotto l’acqua e cerca in ogni modo di entrare in barca. Riesce ad intrufolarsi di nascosto e si e si mette al computer e noi ce ne accorgiamo dopo un bel po’: con le buone lo rimettiamo fuori e lui se ne sta buono buono in un angolino a riposare per un bel po’ di tempo.




Il quinto giorno vediamo delle schiarite alternate pero’ sempre a scrosci: non ne possiamo davvero piu’ (lo so che l’ho già detto). Il mare migliora per cui caliamo la traina. Perdiamo ben due esche probabilmente agganciate da pesci troppo grossi ma alla fine arriva un gigantesco tonno pinna gialla! Lo facciamo stancare per una buona ora e poi a gran fatica, perdendo un rafio riusciamo a trascinarlo sulla spiaggetta di poppa e da li a tirarlo sulla poppa. E’ davvero grandissimo e continua a dimenarsi spruzzando sangue denso …. ancora una volta siamo veramente molto grati alla canna agganciata alla pompa d’acqua salata con cui riusciamo a pulire abbastanza facilmente. Segue un accurato photo shooting che poi va diretto sui social, ovviamente.
Comunque siamo molto contenti perchè ora il freezer è ancora pieno di proteine!




Finalmente al termine del sesto giorno, cioè la mattina del 10 agosto costeggiamo la Sudest Island (nome di grande fantasia) dell’arcipelago delle Louisiade. Ovviamente piove, ma ce l’abbiamo fatta e come sempre l’emozione di vedere terra dopo tanti giorni di solo mare è davvero grande!.

4 Comments
Il tonno veramente notevole….complimenti per l’ora di lotta che alla fine vi ha portato un bel po’ di cibo nel congelatore 💪
So Glad Fabio saw that reef!!!
Molto bene. Pesce così grande l’ abbiamo pescato solo alle Maldive, anche se non era un tono ma un pesce spada. Comunque mi raccomando filmate tutto perché spero che quando torniate a Milano possiate fare una serata nella quale rivedere insieme così tante belle avventure. Aspetto il prossimo aggiornamento buon vento Gianpiero.
Enjoyed reading about your
successful crossing and grateful that Fabio spotted the Indispensable Reef in time to change course and avoid. Fabulous catch! Tuna looks delicious 😋 Safe travels.
Hugs, Davee