Dopo una indimenticabile settimana nell’arcipelago delle Louisiade salpiamo in direzione della capitale Port Moresby che si trova prima dello stretto di Torres.

Percorriamo poco piu’ di 350 miglia in 3 giorni e abbiamo condizioni molto buone e soprattutto senza la pioggia che ci aveva accompagnato insistemente negli ultimi passaggi.

Come sempre arriviamo pero’ con il buio a destinazione. Bisogna superare una passe per entrare nel grande bacino protetto che si trova davanti alla città. Fra le luci delle boe di segnalazione, quelle delle navi ormeggiate e quelle delle case c’è una bella confusione. Ci aggiungiamo pure i bassi fondali per cui siamo molto cauti. Troviamo un tranquillo ancoraggio proprio davanti al porto, ci chiudiamo dentro e ci facciamo una bella dormita.

La Papua Nuova Guinea (PNG) e’ una delle aree culturalmente più diversificate del mondo: ancora oggi vi si parlano oltre 800 lingue. Per millenni le popolazioni hanno vissuto in comunità relativamente isolate, soprattutto nelle montagne dell’interno, sviluppando culture, lingue e tradizioni molto differenti. Pare che il cannibalismo fosse praticato fino al 1950.

I primi europei arrivarono nel 1500 e furono portoghesi e spagnoli e la chiamarono “nuova” Guinea perchè la popolazione ricordava qulla della Guinea africana.

Alla fine dell’Ottocento l’isola venne divisa fra le potenze coloniali: la parte nord-orientale divenne Nuova Guinea Tedesca, mentre la parte sud-orientale divenne un protettorato britannico, successivamente amministrato dall’Australia come Territorio di Papua.

Durante la Prima guerra mondiale, l’Australia occupò la Nuova Guinea Tedesca e, dal 1920, ne amministrò il territorio per mandato della Società delle Nazioni. Papua e Nuova Guinea rimasero formalmente due territori distinti, ma entrambi sotto amministrazione australiana.

Durante la seconda guerra mondiale PNG divenne uno dei principali campi di battaglia tra Giappone e Alleati nel Pacifico. Port Moresby assunse un’enorme importanza strategica: i giapponesi tentarono di conquistarla per isolare l’Australia dagli Stati Uniti, ma furono fermati prima nella Battaglia del Mar dei Coralli (1942) e successivamente lungo il Kokoda Track. La città divenne quindi una delle principali basi alleate nel Pacifico sud-occidentale.

PNG ottenne la piena indipendenza dall’Australia nel 1975 e oggi è uno Stato indipendente del Commonwealth.

Port Moresby è considerata una città con un livello di criminalità elevato, è la quarta città piu’ pericolosa al mondo: i problemi principali sono rapine, furti e aggressioni soprattutto in alcune aree periferiche in particolare operate da bande criminali chiamate Raskols. Ci hanno consigliato di non uscire dal porto da soli e comunque di non portare borse, orologi costosi e gioielli e nascondere macchine fotografiche.

La mattina di venerdi 21 agosto rimaniamo all’ancora aspettanto la biosecurity che dovrebbe salire a bordo… ma evidentemente si è dimenticata per cui in tarda mattinata ci fanno entrare direttamente in porto: il Royal Papua Yacht Club. Ci ormeggiamo prima al molo del benzinaio dove arrivano Custom ed Immigration che ci fanno abbassare la bandiera gialla molto velocemente. Avevamo già mandato tutti i documenti compilati on line ma abbiamo dovuto ristampare quasi tutto per i Customs.

Facciamo anche benzina e poi ci ormeggiamo. Che bello essere in un marina e questo è molto ben organizzato: è in realta’ un vero club e durante il nostro soggiorno siamo anche noi membri. C’è anche la gym e la spa e, dopo un godutissimo pranzo al baretto faccio subito un massaggio.

Una volta ormeggiati viene a salutarci Brian, che “abita” nella sua grande barca Utopia ormeggiata da anni proprio sul nostro pontile, Lui ha 87 anni e tanta voglia di compagnia per cui va ad incontrare tutti gli equipaggi di passaggio, che a dir la verità non sono poi molti. Ci invita per un aperitivo da lui e poi andiamo insieme al Club dove il venerdi sera viene organizzata la lotteria.

Comperiamo anche parecchi biglietti ma non vinciamo, peccato perchè il jackpot era bello alto.

Sabato 22 agosto: oggi diamo una bella sistemata alla barca e troviamo un ragazzo di nome Ombo che si propone di pulire tutto l’esterno per 20 euro. Come si fa a dire di no? Inizia subito a fregare e ci metterà tutta la giornata a togliere tutto il sale e lucidare gli acciaia facendo un buonissimo lavoro.

Io vado in lavanderia e, in attesa che le lavatrici facciano il loro lavoro, decido di andare in supervisione al supermercato vicino per vedere se si puo’ trovare tutto in un posto o bisognerà saltellare da un negozio all’altro. Chiedo indicazioni ad una guardia che mi dice che il supermercato è all’esterno per cui mi deve scortare (!!). Sono solo 600 metri ma John (questo è il nome della guardia) mi cammina a fianco e quando passiamo davanti a degli ambulanti dice di lasciarci in pace. In realtà mi accompagna anche dentro al supermercato e mi porta il cestino. E’ la prima volta che ho una guardia del corpo!

Comunque il supermercato è enorme e c’è proprio tutto…quasi come l’Esselunga.

Brian ci porta poi con la sua macchina a pranzo nel business district dove c’è una zona waterfront con tanti ristorantini e lui sceglie l’indiano…perche’ ci viene tutti i sabato a pranzo. Ci porta poi a fare un giro in macchina nella zona piu’ vecchia della città che è rimasta la piu’ povera, il villaggio su palafitte di Koki.

In realtà, a Port Moresby esistono due realtà distinte: il centro città e i sobborghi sul lungomare, dove vivono gli espatriati e i residenti benestanti (e dove si trovano anche la maggior parte degli hotel principali). Poi c’è l’altra Port Moresby, dove vivono gli abitanti del posto.

Koki è uno dei due villaggi su palafitte rimasti a Port Moresby ed è praticamente un agglomerato di capanne e palafitte che si estendono a lato di lunghi pontili sul mare. Ovviamente non scendiamo nemmeno dalla macchina e facciamo le foto attraverso il finestrino. Non percepiamo nessuna paura e forse la fama che la città ha è un po’ esagerata e le preclude anche la possibilità di far sviluppare il turimo. Ha decisamente un problema di immagine.

Nel pomeriggio abbiamo massaggio di coppia e poi cenetta noi due sempre al club.

Domenica 23 agosto: abbiamo appuntamento con Kenny alle 11. Ma chi è Kenny? Che storia questa! Quando eravamo alle Louisiade-Blue Lagoon abbiamo aiutato Warren a mettersi in contatto con le persone che lo avevano aiutato in passato. Una di queste era Doi, un australiano di Brisben che vive a Port Moresby che aveva dato una mano ad organizzare l’operazione all’occhio alla moglie di Warren. Avevo parlato direttamente io con Doi chiedendo se poteva trovare il modo di mandare delle batterie Dunlop a Blue Lagoon. Doi molto carinamente mi disse di contattarlo quando saremmo stati al Royal Papua Yacht Club in quanto lui è membro e cosi abbiamo fatto. Purtroppo Doi era fuori città ma ci ha messo a disposizione il suo fidato autista privato Kenny di cui potevamo usufruire quanto volevamo.

Kenny arriva con un pick up molto aggressivo e ci porta fuori dalla città. Per circa mezz’ora guidiamo su una grande strada con tantissime rotonde che supera sobborghi poverissimi e dopo piu’ di mezz’ora arriviamo al Nature Park, che è un insieme di giardino botanico e di zoo a cielo aperto. C’è tutta una zona dedicata agli uccelli di queste aree con pappagalli di tutti i colori e i famosi uccelli del paradiso con la piumosa coda gialla. Ma anche il giardino di orchidee (un po’ spennacchiate a dire la verita’), gli animali di fattoria con mucche, capre e poi coccodrilli e bradipi. Il tutto con pochissime gabbie e reti e tante zone pic nic e laghetto con pedalo. Davvero un posto molto e rilassante. Kenny ci aspetta fuori e ci scorta poi al Banana Market che è li’ vicino e dove possiamo comperare un po’ di frutta fresca e delle melanzane (merce rarissima).

Andiamo poi a veder il National museum la cui collezione comprende oltre 30.000 oggetti, tra cui manufatti tradizionali, reperti archeologici, opere d’arte contemporanea e fotografie. Gli oggetti provengono da tutta la Papua Nuova Guinea e rappresentano le numerose e diverse culture del paese. Tante maschere utilizzate nelle tradizionali danze dalla varie tribu e tante sculture di legno.

C’è poi un’area dedicata alla storia della Seconda guerra mondiale in PNG e soprattutto alla storia del Kokoda track, percorso sulle motagne attraverso il quale i giapponesi volevano raggiungere e conquistare la capitale ma furono fermati dagli australiani aiutati dagli indigeni e fu un massacro ( si trovano ancora oggi ossa nella foresta).

Dopo mesi in cui mi faccio la tinta da sola, lunedi 24 vado dal parucchiere che fa un ottimo lavoro mentre Fabio e Onbo finiscono la pulizia di fino dell’esterno della barca. Nel pomeriggio invece Kenny ci accompagna a fare lo spesone… e come sempre esageriamo e poi abbiamo tanti sacchi da svuotare e sistemare.

Ma comunque anche oggi ..massaggio. Come non approfittare di una spa praticamente sul pontile che offre massaggi di un’ora a meno di 30 euro. Io ne faccio 4 (uno al giorno) e Fabio solo 2 che gli rimettono in sesto la schiena.

Kenny ci accompagna poi per un’ultima cena al ristorante.

Martedi 25 prepariamo la barca per una lunga traversata di 6 giorni attraverso lo stretto di Torres, chiudiamo velocemente tutte le formalità di uscita e paghiamo il Marina una sciocchezza per quello che ci ha offerto (25 euro a notte…in Italia ce lo sogniamo).

Alle 11 molliamo gli ormeggi e salutiamo la PNG.

5 Comments

  1. Gianpiero

    Fantastico! Mi sembra di essere li’ con voi !
    Una curiosità: Il vivere per mesi e mesi nello spazio ristretto di una barca non porta a voler a contrasti o discussioni anche sostenute?

    1. Tipota

      Caro Gianpiero,
      Bella domanda a cui abbiamo pensato insieme e concluso che per fortuna noi “discutiamo” in barca meno di quanto lo facessimo sulla terraferma.
      Detto ciò, ovviamente succede ma non potendo scappare, si fa pace infretta

  2. Luciano Bertuzzi

    Il piumaggio di questi uccelli è fantastico 🤩

  3. Anonymous

    I love all of your entries but this one is fantastic. What varied and amazing experiences! I think you may have a book with all these entries!! Xx Susan (Pelican)

  4. Anonymous

    Cuánta historia, cultura y felicidad en este post!!!. Solo os ha faltado hablar de su música, :). Abrazos! Franky

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