Incontriamo Warren alla Blue lagoon, nel mezzo della Calvados Chain all’interno della grande laguna delle Louisiade. Ci viene incontro con la sua canoa e subito ci risulta simpatico, ci fa una grande tenerezza e ci viene proprio voglia di aiutarlo. Parla un buon inglese e ha un atteggiamento molto garbato, quasi signorile.

Warren viene dalla mainland, dalle parti di Alotau dove ha studiato per diventare maestro. E’ stato poi mandato ad insegnare alle elementari di Motorina (o forse era Misima, difficile ricordare questi nomi). Li’ ha conosciuto Helena e quindi ha raccolto pietre, collane e maiali e l’ha chiesta in sposa. Avendo pagato tanto, Helena ha tagliato tutti i ponti con la famiglia di origine ed è diventata solo di Warren. Qui funziona ancora cosi’, c’è ancora il concetto che il marito possiede la moglie. Si sono trasferiti sull’isola di Mabneian che è stata data in dote a Helena e li’ hanno cresciuto 4 figli e poi hanno accolto anche qualche altro parente.

Sono solo loro, isolati dal mondo, senza connessione, nessuna nave e pochissime barche di passaggio: noi siamo la quarta quest’anno. Per grandi approvigionamenti Warren deve andare a Misima che dista 28 miglia dove c’è anche un ospedale e un aereoporto. Sono pero’ 28 miglia impossibili da fare con la sua canoa per cui utilizza la piroga a vela di un parente che ogni tanto passa … non sappiamo come fanno a mettersi d’accordo.

Ci racconta che la barca a vela che è passata a febbraio era di una coppia di americani che si sono fermati alcuni giorni. Hanno visto che Helene non ci vedeva da un occhio a causa della cataratta e quindi li hanno portati entrambi a Port Moresby (3 giorni di navigazione), organizzato l’intervento e poi li hanno riportati indietro. Ma quanta gente di cuore c’è ancora in giro!

Sulla sua isola Warren si deve occupare di tutto. Va a pescare con la sua canoa e coltiva un po’ di tutto su vari appezzamenti, alcuni sulla sua isola altri su quella vicina cercando a fatica terreni ben esposti e riparati dal vento che pero’ sono tendenzialmente molto scoscesi perchè qui di pianure proprio non ce ne sono. Inoltre costruisce le capanne, le canoe e quando serve va a Misima per gli approvigionamenti. Si occupa anche di insegnare un po di inglese ai bambini prima che raggiungano l’età per andare in boarding school su un’altra isola… pero’ senza carta e quaderni non è semplice. Insomma, è il capo famiglia nel senso piu’ originale del termine.

E’ anche molto religioso e ogni tanto va in ritiro spirituale in una capanna in cima alla collina dove rimane qualche giorno senza cibo e senza acqua.

Le prime cose che ci chiede quando viene a bordo sono beni proprio basici come farina, riso, zucchero. Ci chiede anche dell’acqua potabile perchè ultimamente ha piovuto davvero poco e l’acqua del pozzo che ha costruito è imbevibile. Noi attingiamo alla nostra cambusa e prepariamo una grande borsa stagna (ci ha chiesto anche questa che gli serve sulla sua canoa) a cui aggiungiamo biscotti, crackers, cacciaviti e qualche maglietta.

Anche Warren ci racconta della tradizione del Kula e ci fa vedere il suo tesoro di due pietre. Mi regala delle bellissime conchiglie e una delle tipiche collanine fatte e mano con dischetti di corallo rosso. Quando Warren viene a bordo per la seconda volta perchè vuole connettersi con il suo cellulare a internet è molto piu’ rilassato della prima volta. Chiacchiera di piu’, vuole chiamare le persone che ha incontrato qui quest’anno e facciamo anche un ripasso di whattsapp perchè non lo adopera da due mesi. Abbiamo l’impressione che abbia bisogno anche di compagnia e di chiacchiere. Si fuma un sigaro con Fabio e non vorrebbe proprio andare via.

Prima di lasciarci Warren recita una commuovente preghiera e ci augura tanto bene e salute…adesso siamo noi a essere imbarazzati e ci sentiamo molto fortunati di averlo incontrato.

E’ molto dispiaciuto che lasciamo la sua isola cosi velocemente ma davvero si balla troppo e non si riesce a dormire per cui nel pomeriggio lo salutiamo e noi ci spostiamo di qualche miglia in un’altra baia.

Warren ci rimarrà sempre nel cuore .

2 Comments

  1. Luciano Bertuzzi

    Deve essere stata una gran bella persona, encomiabili gli americani che hanno portato la moglie per l’intervento di cataratta, fare del bene senza aspettare nulla in cambio, stupendo 😍

  2. Gianpiero Brnetti

    Certo che le persone che vivono in luoghi sperduti e lontano dalla cosiddetta civiltà, mostrano la vera natura di soggetti buoni , altruisti, sinceri , puliti dentro, amanti della natura e di altri uomini e donne che pure non conoscono . Forse è così che saremmo tutti, se fossimo lontani dal mondo ” civile ” , dalle invidie, dalle gelosie , dalle guerre e dalle lotte politiche che ogni giorno ci consumano…

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