

Venerdì 22 Agosto 2026, entriamo nel marina del Royal Papua Yacht Club e dobbiamo fare le procedure di ingresso in Papua Nuova Guinea: ci dicono di andare al dock della fuel station puma e ci ormeggiamo in attesa di biosecurity, customs e immigration.
Nell’attesa, visto che siamo qua, decidiamo di fare gasolio e durante il rifornimento arrivano due signori che si presentano molto gentilmente come Brian e Steve e dicono di volerci dare il benvenuto allo Yacht Club e a Port Moresby: appuntamento per le 18:00 su Utopia, il catamarano di Brian che è ormeggiato sullo stesso pontile dove andremo noi,
Alle 18:00 dopo il massaggio di Laura e armati di bottiglia di vino bianco fredda andiamo da Brian che ci accoglie a bordo, ci fa accomodare e ci racconta la sua storia: non è uno dei soliti incontri tra navigatori, Brian ha una storia speciale!
Brian Hull ha 87 anni e vive su un catamarano che è in pratica una house boat a due piani che non penso possa navigare in mare aperto e che non si muove dal marina da anni. Di fianco a Utopia, il nome della house boat, è ormeggiato un catch, anche quello di proprietà di Brian, con sulle spalle molto mare e molti anni, dove vivono Steven e la sua famiglia.
Brian è originario della Tasmania, dove è nato da una famiglia Australiana molto agiata, poi a 17 anni è emigrato, da solo, in Papua: non ci ha raccontato bene la ragione ma abbiamo intuito fosse il desiderio di avventura e il volere abbandonare una vita standard in qualche modo già disegnata.
In quegli anni, dal 1949 al 1975, la Papua (ex Inglese) e la Nuova Guinea orientale (ex Tedesca) erano state unite ed erano un territorio amministrato dall’Australia su mandato ONU.
Poi nel 1975 all’indipendenza, Brian ha scelto di rimanere diventando cittadino della Papua Nouva Guinea dal primo giorno in cui è nato lo stato.
Brian va molto fiero della cosa e ci dice di considerarsi locale al pari o più degli indigeni perchè parla 7-8 delle quasi 800 lingue che si parlano in PNG. Ha girato l’isola in lungo e in largo per mare e per terra nei più di 60 anni che ha vissuto qui.
Utopia, la sua house-boat è proprio una casa con camere di forma regolare e soffitti alti, ha due piani e un terrazzo con barbeque sopra. La barca con cui ha navigato per 50.000 miglia è però il ketch ormeggiati lì di fianco, che ora è la casa di Steven, sua moglie, la loro figlia e il nipotino da cui Steven non si separa mai.
Brian ha mille storie da raccontare, ha fatto 5 volte la Sydney Hobart e girato la grande isola della Nuova Guinea due volte.
Nella vita ha fatto di tutto e ancora adesso ha un business immobiliare con una quindicina di dipendenti.
Non si è mai sposato e dice candidamente che non lo ha fatto perchè non sarebbe stato fedele.
Ci dice invece che si sente adottato da Steven e dalla sua famiglia con cui sembra avere un legame veramente speciale.
E’ impressionante vedere come un uomo di 87 anni sia riuscito a rimanere attivo e in gamba, vivendo in mare e praticamente badando a se stesso.
Steven è invece indigeno, ha 65 anni ed è abbastanza taciturno. Di mestiere gestisce le barche che vengono lasciate a Port Moresby per qualche periodo lungo.
Dopo l’aperitivo, Brian ci invita a cena allo Yacht club dove c’è la serata “lucky draw” e per domani ci dà appuntamento per pranzo: ci passa a prendere con la sua auto alle 13 e poi si va al suo ristorante indiano preferito nel centro business della citta che si chiama harbourside.
Andando a cena ci fermiamo a salutare Steve che sta ninnando la sua nipotina. Steve e Brian hanno navigato tanto insieme e sentendoli parlare si ha la sensazione di un legame speciale che però non riusciamo a capire fino in fondo. Pensiamo che Steven abbia dato a Brian la famiglia che lui ha lasciato in Australia e Brian sia ormai parte della sua, tutti i giorni accompagna i figli di Steven a scuola e i due sono spesso insieme a fare tutto.




L’indomani puntualissimo, Brian ci prende sulla sua Suzuki Jinny e ci mostra orgoglioso che data la sua reverenda età gli è stato assegnato il parcheggio proprio all’ingresso del club.
Il ristorante indiano è in effetti buono e siamo anche in compagnia di un tizio che arriva, saluta, mangia un boccone e se ne va… strani australiani. Ci dice Brian che è il suo avvocato.
Brian ci racconta un pò di tutto sulla PNG: dalle diverse popolazioni tra mare e Highlands, al cannibalismo che era presente fino al 1950 e anche dopo, alle lingue e ovviamente al business e alla politica e classe di governo attuale che lui chiaramente non approva.
Sulla via del ritorno ci fa fare un bel giro in macchina di un villaggio sul mare, poco ad Est del marina. Sono poveri e vivono in baracche, ma non abbiamo l’impressione di pericolosità per cui è noto Port Moresby.
Girando per la città con Brian si ha anzi l’impressione di un posto parecchio avanzato e ricco, le auto, le strade e i palazzi sono di standard occidentali, nulla a che vedere con Tonga, Fiji, Samoa…
Brian ci spiega che l’isola a forma di uccello (la Nuova Guinea) divisa tra Indonesia e Papua Nuova Guinea è ricca di tutto. Il sottosuolo ha minerali, petrolio e Gas e l’agricoltura ha tutti i microclimi possibili grazie alle montagne.
Il monte più alto qui è 4500m e pare abbia un ghiacciaio.
Nel pomeriggio Brian ci riaccompagna, ci scambiamo i numeri di telefono e ci ripromettiamo di passare prima di partire martedì 26. Purtroppo quando passiamo a salutare Brian, lui non è in barca e quindi questo rimane l’ultimo saluto di persona, il resto via whatsapp.

5 Comments
Che incontri bellissimi che fate, personaggi su cui fare un film…
Emozionante la vita di Brian e di Steven.
E’ la libertà vissuta in modo completo, con una ” abitazione ” che non ha i problemi dei comuni appartamenti nelle città , paesi e paesini della nostra Italia. Le esperienze poi vissute da Brian sono entusiasmanti!…
L’ unico problema è se si avesse bisogno di un Ospedale per problemi seri o anche quotidiani…
Emozionante la vita di Brian e di Steven.
E’ la libertà vissuta in modo completo, con una ” abitazione ” che non ha i problemi dei comuni appartamenti nelle città , paesi e paesini della nostra Italia. Le esperienze poi vissute da Brian sono entusiasmanti!…
L’ unico problema è se si avesse bisogno di un Ospedale per problemi seri o anche quotidiani…
E poi non vivono le beghe politiche che ci tormentano in ogni momento da noi…
Emozionante la vita di Brian e di Steven.
E’ la libertà vissuta in modo completo, con una ” abitazione ” che non ha i problemi dei comuni appartamenti nelle città , paesi e paesini della nostra Italia. Le esperienze poi vissute da Brian sono entusiasmanti!…
L’ unico problema è se si avesse bisogno di un Ospedale per problemi seri o anche quotidiani…
E poi non vivono le beghe politiche che ci tormentano in ogni momento da noi…
Emozionante la vita di Brian e di Steven.
E’ la libertà vissuta in modo completo, con una ” abitazione ” che non ha i problemi dei comuni appartamenti nelle città , paesi e paesini della nostra Italia. Le esperienze poi vissute da Brian sono entusiasmanti!…
L’ unico problema è se si avesse bisogno di un Ospedale per problemi seri o anche quotidiani…
E poi non vivono le beghe politiche che ci tormentano in ogni momento da noi…