
Sabato 14 agosto lasciamo dunque la Blue Lagoon e ci spostiamo due isole piu’ a ovest sempre sulla Calvados Chain, nella grande baia a nord di Bagaman Island. L’isola è di origine vulcanica e la baia è il risultato di una antica caldera sprofondata. Qui siamo molto ridossati e staremo tranquilli anche con il forte vento previsto in aumento.
Ci ormeggiamo e ovviamente arriva subito una canoa e a bordo c’è Moses che parla un buon inglese e si propone per fare un lavoretto: lui lavora il legno e ci “vende” di scolpire il nome Tipota su una lastra di legno. Ovviamente diciamo di si senza nemmeno un piccolo dubbio.
Scopriamo che qui sono tutti specializzati nella lavorazione del legno: la foresta sulla collina ha grandi alberi con legno simile al teak, molto duro. Con i pochi strumenti a disposizione riescono a ricavare lunghe assi che poi trasportano con la canoa nell’isola piu’ grande, Misima.
Anche Uajaki, cugino di Moses arriva con la sua canoa il mattino successivo: lui ci propone di fare una barchetta di legno con inciso il nome di Tipota. Anche a Uajaki diciamo ovviamente di si.



Andiamo terra in esplorazione e a trovare sia Moses che Uajaki. Nella grande baia ci sono 3 o 4 raggruppamenti di capanne che raccolgono essenzialmente gruppi famigliari che comunque sono collegati fra loro. Si conoscono tutti e sull’intera isola vivono meno di 300 persone. Il villaggio di Moses è abbastanza grande e pieno di bambini: è sabato e sono tutti a casa. La scuola che serve tutta la costa si trova a 45 minuti a piedi su per la collina ma abbiamo capito che i maestri in questi giorni non ci sono. Vediamo da vicino sulla spiaggia una grande piroga a vela che viene utilizzata per gli spostamenti piu’ lunghi e la vediamo anche partire e strambare …. ma sono davvero bravissimi! Moses ne sta costruendo anche un’altra e ci mettono circa 3 mesi di lavoro.
Vediamo anche come fanno a costruire le vele: hanno piantato a terra dei picchetti collegati con delle corde e in questa forma cuciono pezzi di plasticaccia verde ricavata da grandi sacchi con cui trasportano la copra. Incredibile pensare che poi riescano ad andare cosi veloci e coprono anche distanze di 40/50 miglia navigando senza alcuno strumento.












Mentre Moses continua a lavorare alla targa con scritto Tipota andiamo a trovare Uajaki che è nel villaggio poco lontano e ha una casa un po’ in alto sulla collina con una bellissima vista. Ci sediamo nella veranda a chiacchierare mentre lui prova a venderci altro. Ha tre figli ma quella che ci colpisce particolarmente è la seconda, Sally: avrà 9 / 10 anni ed è molto spigliata e sveglia. le piace andare a scuola e vorrebbe dei libri.
Verso sera Moses ci porta a bordo la sua opera d’arte che è di gran lunga piu’ bella di quello che immaginavamo. La paghiamo in usd anche se scopriremo poi che qui non hanno presente che esiste il tasso di cambio per cui fanno 1 kina=1 usd mentre invece il rate è x5. Subito l’appendiamo mentre ci facciamo una birra con lui: Moses è molto sveglio e anche un po’ commerciale e ci propone di farne un’altra con le 4 farfalle che ha notato sulla prua. Ovviamente diciamo ancora di si’.
Scopriamo che in realtà qui hanno imparato a offrire questi oggetti quando alcuni anni fa il rally di barche a vela che partiva dall’Australia passava di qui per cui avevano da lavorare e personalizzavano targhe e barchette.
Nel frattempo arrivano a trovarci altre canoe e ci chiedono un po’ di tutto, sapone per lavare, penne, ami, zucchero.
Il giorno successivo andiamo ancora al villaggio ma Moses sta andando un po’ lento nonostante abbia anche un apprendista per cui dovremo stare qui un giorno in piu’ per aspettare che finisca il quadretto…ma non ci dispiace per nulla.
Nel frattempo puliamo il fondo della barca che era sporchissimo con tanta mucillagine verde soprattutto a prua e tantissimi bernacols sul bulbo che Fabio deve togliere usando le bombole. Si va anche in testa d’albero a pulire gli arridatoi delle sartie e poi tanti altri lavoretti.
Uaiaki viene a bordo e ci consegna la barchetta che è davvero venuta benisismo. Lo paghiamo e gli diamo anche pile e carta vetrata e tutta la cartoleria che mi è rimasta per la figlia Sally a cui piace andare a scuola. Ci chiede se abbiamo dei giornali per sapere cosa succede nel mondo …. questo è incredibile, vero? Inimagginabile per noi
Ancora un giro al villaggio al tramonto e mentre ce ne stiamo andando il gruppo di bambini ci rincorre e ci fa vedere la schiena di David che ha delle ferite aperte e putride… ha decisamente bisogno almeno di una disinfettata. Torniamo da Moses perchè la madre non parla inglese e poi lo portiamo a bordo dove lo copro di mercurio cromo, metto la connetivina e gli metto una maglietta pulita. David è bravisismo e non fa nemmeno un lamento. Non gli do’ antibiotici anche se ne avrebbe davvero bisogno, ma non mi fido. Le ferite sono state provocate da una pianta urticante che ha creato ulcere che si sono poi infettate e qui sembra essere proprio normale, nessuno era particolarmente allarmato. Da notare che il medico piu’ vicino si trova a Misima: una giornata di navigazione sulla piroga a vela.






Il giorno successivo torniamo a terra a controllare la schiena di David che è incredibilmente migliorata e ci facciamo una lunga passeggiata fino al villaggio successivo che pero’ è quasi disabitato ma pieno di maiali. La scuola che serve tutta l’isola invece è ancora piu’ a ovest nell’altra baia ma non ci andiamo.






La mattina di martedi 18 agosto arriva Moses con l’opera d’arte e porta anche moglie Laila e figlia Delaila. In diretta scolpisce sulla tavola anche i nomi delle nostre ragazze mentre io compilo il guest book che mi ha lasciato il padre di Moses, il “vecchio” del villaggio: siamo la prima barca del 2026. Beviamo caffè e chiacchieriamo. Ci regalano anche una collanina e un’altra mascera di legno molto buffa. Moses vorrebbe tanto avere un cellulare ma sull’isola non c’è connessione per cui non se ne farebbe molto ma un giorno o l’altro se lo comprerà. Vorrebbero stare ancora un po’ ma noi dobbiamo proprio partire per poter arrivare con la luce alla passe di uscita dalla grande laguna.
Speriamo di aver portato un poco di aiuto a queste persone ma certo che ce ne vorrebbe infinitamente di piu’… hanno davvero bisogno di tutto e sembra cosi’ difficile capire da dove cominciare.










3 Comments
Hi!
We read this while at the gym together this morning. Thank you so sharing—we found it so interesting. Will you all sail through Indonesia?
Hello!!! Really you are following us so close? We are so happy!! Yes, we are sailing to Indonesia starting tomorrow…. 7 days and we’ll do the entry in Tual. A big kiss to everyone
After this trip It will be very difficult to live in Milan..