Mercoledi 3 giugno lasciamo Namata Bay e con un bellissimo venticello giriamo intorno a Taveuni e percorriamo 25 miglia fino alla baia di Viani. Siamo sull’isola principale di Vanua Levu ma la strada non arriva fino a queste baie a est per cui l’unico mezzo utilizzato in queste zone è la barca e addirittura il paese piu’ vicino a cui la gente locale si appoggia si trova sull’isola di Taveuni di fronte.

Ci mettiamo un bel po’ di tempo a trovare il punto giusto per l’ancora: ci sono tanti boomi e ci incagliamo. L’acqua è molto torbida e abbiamo piu’ di 20 metri di fondo per cui mandiamo in perlustrazione il nuovo drone subacqueo (lo chiamiamo Nautilus) che hanno regalato le ragazze e dopo un po di tentativi riusciamo ad ormeggiarci per bene.
A terra c’è un resort con 3 bungalow, un ristorante, il centro diving Academy Dive e la scuola elementare che raccoglie i bambini della zona. Siamo venuti qui perchè la baia è proprio di fronte al Rainbow reef, uno dei posti piu’ belli al mondo per fare immersioni…ne abbiamo già prenotate due il giorno successivo.
A cena andiamo a terra sempre con Niklas e Ester nel ristorante del resort che è gestito da una decina d’anni da Marina che è tedesca e ha aperto il diving Academy Dive e il ristorante. Il posto è molto spartano ma davvero tenuto benissimo e con tanti angolini carini sulla spiaggia. La cena pero’ è cumulativa per cui dividiamo un lungo tavolo con altre due coppie che sono qui ovviamente per le immersioni.


Siamo sullo stretto di Somosomo che è il canale che separa Vanua Levu da Taveuni. Ad ogni cambio di marea, l’acqua si incanala attraverso lo stretto, scorrendo lungo le barriere coralline e fornendo nutrienti e cibo a una varietà impareggiabile di vita marina. Questo flusso avanti e indietro (in entrata da nord, in uscita da sud) crea le condizioni ideali per la crescita rigogliosa dei coralli molli, dando vita a diversi siti di immersione. Condizioni come queste sono relativamente rare: è insolito che un volume così grande di acqua di mare ricca di nutrienti venga forzato attraverso un passaggio stretto e poco profondo, adatto alla crescita dei coralli.
Alle 8 abbiamo appuntamento a terra e ci arriviamo insieme allo school boat che scarica i bambini saltellanti alla scuola elementare. La scuola è frequentata da circa 50 bambini dall’asilo fino al grade 8 e hanno diversi insegnanti. Grazie all’ambasciata tedesca delle Fiji hanno da poco installato un desalinizzatore a pannelli solari.
Mentre tutti entrano in classe, noi ci prepariamo per le prime due immersioni: la prima al Nuku reef e la seconda sul Purple Wall. Ci dicono che non è il giorno giusto per il White wall e che è meglio andarci il giorno successivo per via delle correnti…. o per venderci una immersione in piu’.




Nuku Reef
La prima immersione è a Nuku Reef a rimaniamo estasiati comprendendo perchè questo posto viene chiamato Rainbow Reef. Coralli di ogni colore e tantissimi pesci. Fabio fa delle foto bellissime con la Go Pro ma i video sono ancora piu’ belli, solo che sono tantissimi.






Purple wall
Sembra di essere all’interno di un documentario del National Geographic. Pareti intere di coralli purple e pinnacoli a non finire.




La seconda sera andiamo ancora a terra per cena e ancora condividiamo il tavolo con le altre coppie e abbiamo ovviamente tanto da raccontare e da ascoltare.
White wall.
Il secondo giorno facciamo una sola immersione alla Great White Wall, dove la Dendronephthya (il corallo molle bianco che dà il nome al sito) ricopre quasi ogni centimetro di barriera corallina. . Siamo solo noi e Sovmorgon sulla barca del diving e ci posizioniamo sopra al reef ma la corrente non è ancora giusta e dobbiamo aspettare.
Con pazienza rimaniamo a galleggiare per quasi due ore mentre ogni tanto la nostra guida si mette la maschera e guarda sotto alla barca per vedere se la magia si sta verificando, cioè se la corrente è tale per cui i coralli diventano bianchi.
Finalmente ci immergiamo e siamo quasi subito sulla parete perfettamente verticale che veramente sembra imbiancata di neve, con cristalli di ghiaccio che via via si fanno sempre piu’ densi.
Scendiamo fino a 38 metri mentre la corrente ci fa scorrere lentamente lungo la parete. Entriamo poi in 3 tunnel completamente rivestiti di coralli e pieni di pesci e alla fine riemergiamo praticamente al Purple Wall. Sicuramente una delle immersioni piu’ belle mai fatte.







Organizziamo una cena su Tipota per salutare Petunia che tornerà in Germania insieme a Mads (Apnea) e speriamo di rivederli l’anno prossimo da qualche parte quando riprenderanno anche loro il giro. Ester e Niklas (Sovmorgon) dovremmo invece rincrociarli fra qualche giorno.



