Sarah, Malo, Alan – Viaduct

Verso Luglio 2025, quando eravamo alle Tuamotus, abbiamo iniziato a pianificare i 6 mesi in Nuova Zelanda, tra Dicembre 2025 e Aprile 2026 quando nell’emisfero meridionale le zone tropicali sono colpite dagli uragani (qui chiamati cicloni): la Nuova Zelanda è infatti fuori dalla fascia a rischio e solo molto raramente qualche ciclone raggiunge il nord dell’isola del nord e in forma di solito non disastrosa.
La tappa in Nuova Zelanda è una “milestone” per quasi tutti quelli che fanno il giro del mondo.

Abbiamo scritto a Carmine e Marcella che anni fa sono arrivati in NZ con il loro Amel Super Maramu e poi ci si sono fermati parecchi anni. Sono stati gentilissimi e ci hanno suggerito di fermarci ad Auckland dopo l’ingresso ad Opua e di goderci e riabituarci alla vita di città. Ad Auckland, che è soprannominata la città delle vele, ci sono un sacco di marina e il golfo di Hauraki è stupendo, ma tra i tanti, Carmine ci ha suggerito Viaduct Marina, un marina proprio nel cuore della città.

Viaduct è un quartiere che si trova ai piedi della collina dove si trova la torre simbolo della città, la via che sale, Queen’s street è la via dello shopping e sebbene la città abbia diversi quartieri con parecchia vita, questo è considerato il centro di Auckland.
Il quartiere sorge intorno al Marina, è moderno e davvero pienissimo di locali che sono pieni a tutte le ore del giorno. Sulla banchina principale si trova anche il museo marittimo e la marina stessa è chiusa da un ponte pedonale che si alza su richiesta per fare passare le barche.

Ho scritto al Viaduct Marina e subito mi ha risposto una signora estremamente gentile e disponibile di nome Sarah Barrell. Oltre alla prenotazione ci ha aiutati a trovare i vari professionisti che ci servivano per i lavori su Tipota e si è offerta di riceveri i pacchi degli ordini on-line.

Dopo tanti contatti via mail, il 10 Dicembre 2025 siamo arrivati ad Auckland e abbiamo conosciuto Sarah di persona; è inglese ed è una navigatrice esperta, gestisce l’intero marina da un ufficio spettacolare nel Tramco Building.
Ci ha accolto con un sorriso e subito ci ha aiutati a sistemarci.

Il giorno successivo abbiamo conosciuto Malo, un signore Francese di La Rochelle che parla un poco di italiano. Anche lui velista e molto gentile. Malo ed Alan sono i due “mariner” e aiutano Sarah nella gestione del marina.

Quando ci si è rotto il motore, e abbiamo cominciato a pensare al rientro da Gulf Harbour ad Auckland, abbiamo contattato Sarah e Malo che subito si sono dimostrati pronti ad aiutarci. L’ingresso in Viaduct è pittosto complesso, bisogna entrare in un canale, fare una S nella banchina esterna, aspettare che si alzi il ponte pedonale e poi entrare nella banchina interna dove ci sono i posti barca.
Senza motore è impensabile entrare e anche con un traino è una cosa complicata.

A vela da Gulf Harbour ad Auckland

Ebbene Sarah non solo ha accettato di venirci a prendere fuori dal canale (cosa del tutto non scontata in quasi tutti i marina del mondo), ma era pronta a farlo venendo ad Auckland durante le sue ferie: per sfortuna i problemi del motore si sono rivelati più garvi del previsto e non è servito che interrompesse le ferie.

Siamo tornati ad Auckalnd a vela il 9 di Gennaio 2026 e ad accoglierci nel golfo di Hauraki c’era Alan. Abbiamo assicurato il gommone a poppa per la propulsione avanti e indietro (e per fermarsi) e usato il timone e l’elica di prua di Tipota per direzionare la barca, non c’era molto vento e siamo entrati senza troppi patemi. Sarah ci aveva bloccato un posto all’inglese sopravvento!

Il lunedì successivo, 12 gennaio, dovevamo portare la barca in cantiere, a Orams Marine, circa 1,5 NM an Est del canale di ingresso in Viaduct. Questa volta ad aiutarci sul gommone c’erano Sarah e Malo; il vento era sui 15 nodi, ma sopratutto bisognava entrare nel bacino del carro ponte di Orams di poppa.
Questa volta abbiamo dato a Sarah le cuffiette, per cui ci parlavamo direttamente; gommone a poppa fino al bacino Orams e poi a frenare l’abbrivio una volta puntata la poppa verso il bacino del carroponte. E’ filato tutto liscio e per le 15:00 la barca era in secca.

Come ha detto Sarah alla fine, queste cose sembrano semplici quando tutto va bene… ma di solito non lo sono.

Sarah, Malo ed Alan sono un team speciale, persone gentili e disponibili ad aiutare, competenti e marinai veri, disponibili, quando serve, a fare anche quello che non è previsto dai normali compiti di un marina.

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