DISTANZA: 158 Nm (25.002)
DURATA: 1 gg 1h (25 h)
EQUIPAGGIO: 2
V. MEDIA: 6,3 Kn (152 Nm/day)
MOTORE: 4 h (228)
WATERMAKER: 4 h – 400 l (677)
VENTO : 8/17 Kn
GENERATORE: 2 h (562)
PESCA: 0
Giorno 1 – 23 Settembre 2026 (152 Nm)

Dopo qualche giorno nella bella baia di Kaledupa decidiamo di partire alla volta dell’arcipelago di Bonnerate. Non credo ci siamo goduti appieno le Wakatobi: io sono stato malino con una fastidiosa infiammazione all’orecchio interno (pensiamo), che mi causa giramenti di testa e difficoltà a stare inpiedi se mi alzo di scatto. Siamo stati solo tra Hoga e Kaledupa, ma siamo riusciti a fare due bellimi snorkeling alla barriera di Hoga.
Comunque stamattina alle 8:30 dopo avere armato il BWR, con la marea ancora alta, salpiamo l’ancora e rifacciamo la passe a N seguendo a ritroso la rotta che facemmo per arrivare, appena usciti metto l’autopilota in direzione NO con buon aggio per doppiare la punta del reef e mi metto a preparare la rotta verso Bonnerate.
Dopo 5 minuti… un colpo e uno sfegamento, alzo lo sguardo e siamo su un reef!!!.
Metto indietro tutta e fermiamo la barca, ma siamo appoggiati su un corallo. Per fortuna non abbiamo colpito il reef in modo perpendicolare, ma quasi parallelo al bordo e comunque la profondità è di circa 2.5m.
Smaltito lo shock, provo con il motore, ma la barca non si muove, apro le vele per farla ruotare e sbandare un poco, ma nulla; sono preoccupato perchè la marea sta calando e l’escursione di 1,5 metri ci metterebbe in serio pericolo.
Corro a prua a liberare il pin del bowthruster e con quello piano piano ruoto la barca, Laura mi indica un angolo che sembra buono per uscire, dò qualche colpo di motore avanti e poi indietro e piano piano la barca si muove e galleggia.
Appena in acque profonde mi tuffo a vedere e, ad una prima occhiata il danno sembra limitato e superficiale, abbiamo urtato il bulbo da sotto e strusciato sulla base del bulbo dove l’antivegetativa è graffiata, non ci sono altri segni e l’attaccatura del bulbo allo scafo non ha la vernice crepata.
A 6 Kn potevamo fare un disastro se avessimo colpito una roccia frontalmente; tiro un sospiro di sollievo e riprendiamo la navigazione.
Cosa è successo: io avevo messo l’autopilota in modalità “heading” cioè a mantenere l’angolo di rotta. La marea stava calando e fuori dalla passe ci saranno stati 4-5Kn di corrente che defluivano sopra il reef sulla destra, quindi perpendicolarmente alla nostra rotta. In 5 minuti la corrente ci ha traslati verso il reef.
Avrei dovuto prestare attenzione visto che eravamo vicini a costa e in questi casi è più sicuro usare il pilota in modalità “track” che compensa per l’eventuale corrente.
Che spavento e speriamo che la mia prima analisi sia corretta e che non ci sia alcun danno.


Ripresa la navigazione e doppiato il maledetto reef, poggiamo verso O e apro il BWR.
La rotta diretta sarebbe un TWA di 140 e con il BWR non si riesce, allora provo un’andatura che non usiamo spesso: il BWR con i due lembi sullo stesso lato a fare un code zero e tutta randa. Filiamo bene sui 6-7 Kn con 10 di vento e senza bisogno di manovre.
Verso le 16:00, abbiamo abbastanza angolo per TWA 165 che è il limite del BWR; chiudo randa e rimetto il BWR aperto a farfalla per la poppa. Il vento resta sui 10Kn, senza onda significativa… un lusso.
Giorno 2 – 24 Settembre 2026 (6 Nm)

La notte scorre tranquilla, c’è una luna bellissima che fa scintillare il mare e occhieggia di tanto in tanto sotto le vele bianche del BWR. Il vento rimane stabile tra 10 e 15 e siamo per rotta diretta, Eta domani mattina.
Verso le 9:00 siamo a5 miglia dalla passe di ingresso dell’atollo di Taka Garlang nell’arcipelago di Taka Bonnerate.
Il posto è incredibile, esattamente come minerva, un atollo interamente sommerso; ci sono due passe, ma una sembra poco praticabile e il diametro é di circa 6 Miglia.
Il mare è ora un poco formato cone 1,5m di onda e per la passe le uniche immagini satellitari sono quelle di Google, Navionics non ha copertura qui. Notiamo anche che confrontando le carte C-Map e Navionics, la differenza è abissale! Navionics é sbagliata di mezzo miglio!!
La navigazione in indonesia è decisamente la piú complessa che abbiamo fatto finora.

Entriamo nella passe verso le 09:30, le carte C-Map del Furuno sono corrette, e ci ancoriamo nell’angolo a nord della passe.
Uno spettacolo, siamo ancorati in un mare verdissimo e limpidissimo.
Mi tuffo subito per vedere meglio i danni e con sollievo confermo che sono solo superficiali. Noto però che in realtà abbiamo toccato con la parte prodiera del bulbo, ma dobbiamo avere urtato un blocco fragile che si deve essere rotto. I segni sul bulbo sono graffi.
Cosa più importante, nessun segno lungo l’attaccatura.
Nell’atollo siamo in due, ma l’altra barca, un 40 piedi australiano, si vede a malapena, sul lato a sud della laguna.



One Comment
Dicono che non si è veri marinai fintanto che non si va a scogli! 😜 A me successe qualche anno fa in Sardegna nel mare … sotto casa, quello che pensavo di conoscere palmo a palmo, scoglio per scoglio e invece ci sono rimasto incastrato con la deriva. Per fortuna tutto si risolse facilmente. Buon vento!!