DISTANZA: 189 Nm (24.487)
DURATA: 1 gg 4h (28 h)
EQUIPAGGIO: 3

V. MEDIA: 6,8 Kn (162 Nm/day)
MOTORE: 5 h (219)
WATERMAKER: 4 h – 300 l (650)

VENTO : 9/21 Kn
GENERATORE: 3 h (551)
PESCA: (1)


Giorno 1 – 10 Settembre 2026 (165 Nm)

Non doveva essere una traversata, ma lo è diventata strada facendo: il nostro programma prevedeva di lasciare l’ancoraggio di Palau Woha (quello davanti alla famosa lingua di sabbia bianca che emrge con la marea bassa) e di navigare una trentina di miglia fino a Nguitutin, un piccolo gruppo di tre isolette nella direzione di Banda Neira, la nostra destinazione per la traversata che era prevista per domani notte.

Siamo in tre con Tim che ci ha raggiunto a Tual per una settimana, lui grande pescatore, non ha mai pescato nulla di grosso alla traina e quindi abbiamo organizzato di fare insieme la traversata fino a Banda Neira, da dove lui prenderà un traghetto Domenica 13 per Ambon (a Banda c’è solo un piccolissimo aereoporto e un solo volo a settimana che è pieno). Ovviamente speriamo di pescare qualcosa di grosso con lui.

Abbiamo preparato il BWR e alzato l’ancora verso le 10:00, appena fuori dalla baia, come previsto abbiamo un bel vento in poppa piena tra i 10 e i 15 nodi; ci godiamo la bella giornata, anche se non abbocca o pizzica nulla alle due canne che abbiamo a poppa.
Nel pomeriggio il vento cala tra 8 e 10 Kn, e facciamo 4-5 Kn solo grazie alla corrente a favore di 1-1.5 Kn.

Al tramonto siamo vicini all’isola di Kumer dove l’ancoraggio a Nguitutin sembrava bello, in un canale profondo e protetto dall’aliseo dietro un reef che dalle immagini satellitari sembrava molto bello. Entriamo nel canale verso le 17:30 dall’ingresso a N, ma il fondale rimane stabile sui 30m. Il reef è sommerso e non offre protezione, ma sopratutto sale di colpo da 30 a 1m in pochi metri. Giriamo nel canale per vedere se c’è qualche punto ancorabile, ma purtroppo nulla: fondale di roccia a 30-40m.

Decidiamo di provare sul lato N dell’isola che è ridossato, ma ormai è quasi buio e dobbiamo fare molta attenzione usando le immagini satellitari (Google, e Navionics) e sopratutto il forward scan.
Inoltre il nostro fish finder della furuno ci dice con una certa accuratezza se il fondale è roccioso o sabbioso/fangoso.

Nulla da fare giriamo una buona mezz’ora, ormai è buio, e il fondale è sui 50m e sale di colpo a 3-4 come se ci fosse un muro. L’isola è in effetti vulcanica e intorno il mare è profondo quasi 1000m. Non troviamo neanche una chiazza di sabbia dove avremmo pututo ancorare anche sui 30m, contando sul ridosso e sul mare aperto sottovento.

Alle 18:30, decidiamo di cambiare programma e di fare la traversata verso Banda Neira questa notte.

Cambiamo il BWR con il gennaker rosso e ci mettiamo in rotta verso l’isola di Hatta a 10 Nm da Banda Neira dove pensiamo di passare la notte di domani.

Durante la notte il vento sale (era previsto) intorno ai 15-20Kn e con le raffiche siamo al limite del gennaker che è davvero grande (185 mq). Per fortuna il vento più forte lo abbiamo durante il mio turno e verso le 03:00, cala un poco, con le raffiche che non superano più i 20 Kn.
Il fondale in questa traversata passa da 1000 a più di 7000 metri e siamo nel mare di Banda, tra le isole Molucche, quelle famose per le spezie e per i vulcani attivi.


Giorno 2 – 11 Settembre 2026 (24 Nm)

Alle 07:30, sto dormendo in quadrato e sento agitazione, Laura mi chiama, ha abboccato qualcosa!
Tim combatte per una quindicina di minuti e con qualche patema tiriamo a bordo un bellissimo wahoo di 20-22 Kg; un pescione lungo e combattivo che non pescavamo dalla prima traversata del pacifico.
Siamo molto contenti per Tim che finalmente ha pescato alla traina e per la prima preda su Tipota nell’oceano indiano.

Entro le 10:00, pulito sfilettato e messo nel freezer che è di nuovo pienissimo; il wahoo ha la carne bianca e molto delicata, quasi dolce al sapore, abbiamo imparato che va asciugato molto attentamente e che è delizioso crudo.
Per pranzo, poisson cru con il wahoo – ottimo.

Arriviamo all’isola di Hatta poco dopo, l’ancoraggio che avremmo scelto è segnalato su Noforeignland, non ha review, ma dalle immagini satellitari sembra bello. Purtroppo la storia si ripete, fondali di 50m che sale di botto, davvero in pochi metri; niente sabbia.
Banda Neira e il suo grande vulcano sono in vista, avvisiamo il nostro agente che arriveremo oggi e ci conferma che la boa prenotata per domani è libera.

Nelle poche miglia finali che facciamo a motore, mi distraggo un attimo e passiamo a pochi metri da una delle piccole piattaforme che qui usano per pescare, l’esca artificiale si impiglia e dobbiamo tagliare, per fortuna non la urtiamo e non abbiamo nulla nell’elica.

Verso le 16:00 entriamo nella baia di Banda Nera che è davvero spettacolare con vegetazione verdissima, mare profondo e il vulcano che troneggia verso ovest. Prendiamo la boa e ci prepariamo ad andare a terra, contenti per la pesca e un poco stanchi per questa traversata imprevista.

One Comment

  1. Luciano Bertuzzi

    Il wahoo è uno dei predatori marini più rapidi in assoluto, capace di punte superiori agli 80 km/h..Alle Hawaii è chiamato “ono” che significa “delizioso”…con un ottimo vino bianco deve essere squisito 😋

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