Sono anni che desideriamo fare questa esperienza ed era fra le prime nell’elenco della nostra bucket list. Abbiamo prenotato con più’ di 6 mesi di anticipo e gia’ parecchie date erano fully booked.

Alle 9:15 di lunedi 20 gennaio, già’ vestiti e con gli zaini pronti ci ritroviamo nell’ufficio di Ultimate Hike, la compagnia che organizza questi track. È costato parecchio, ma ve lo dico subito, ne è valsa assolutamente la pena. Abbiamo circa una quarantina di compagni di viaggio da tutto il mondo e saliamo su un pullman dove la guida in comando, Ben, incomincia a raccontare un po’ di quello che ci aspetta e un po’ di quello che vediamo mentre lasciamo il lago di Queenstown e attraversiamo le vallate verso un altro lago, quello di Te Anau.

Ci fermiamo per un pranzo veloce e arriviamo in un punto in mezzo al lago dove lasciamo il pullman e saliamo su un veloce motoscafo che ci porta nella punta a nord.

Qui parte il sentiero del Milford track. Il primo pezzetto sono solo 2 km fino al primo lodge, Glade House. I lodge sono gestiti da Ultimate Hike e sono tutti simili, ci lavorano fisse una dozzina di persone e hanno camere matrimoniali, camere in condivisione e una grande area comune con ristorante. Sono dotati di un locale per lavare e dove far asciugare (piove sempre tanto). Hanno un generatore che si spegne alle 10 di sera e si riaccende alle 6am ma assolutamente nessuna connessione con il resto del mondo.

Il Glade House sorge su un immenso pratone verde attraversato da un fiume con acqua cristallina. Fabio ed altri decidono di provare a fare un bagno (io faccio solo le foto). L’acqua è’ gelida ma Fabio è’ riuscito a fare qualche bracciata ed è’ stato avvicinato da una anguilla enorme che ha provato ad assaggiarlo.

Per cena, ci sono grandi tavoli per cui si è’ obbligati a socializzare e per fortuna abbiamo tutti una spilletta con il nostro nome. Ovviamente raccontare del nostro viaggio per mare e’ particolare in questo ambiente e attira molto l’attenzione: non ricordo nemmeno quante volte abbiamo dovuto ripetere la nostra storia.

Mer 21

Oggi inizia il vero Track. Ci ritroviamo tutti alle sette, ci prepariamo i panini per il pranzo e poi partiamo scaglionati. Io e Fabio rimaniamo praticamente per ultimi perché vorremmo goderci questa esperienza un po’ da soli, senza essere circondati da troppa gente. Facciamo tantissime foto che pero’ non rendono l’idea dei veri colori e dell’atmosfera che si respira lungo questi sentieri. Il percorso è bellissimo: prima costeggiamo il fiume dentro una foresta che sembra magica, piena di muschio verde e con delle barbette che pendono dagli alberi.

Vediamo un cervo bello grande che si piazza proprio davanti alla nostra strada e incontriamo anche dei cacciatori, ma non glielo diciamo che abbiamo visto il cervo. E’ però’ l’unico animale che vediamo, altrimenti solo uccelli e alcuni polli che sembrano più’ simili a dei kiwi.

Raggiunti gli altri facciamo una sosta per mangiare il panino in una struttura di legno dove le guide ci offrono anche te caldo e caffè’ . Le guide che ci seguono nel percorso sono 4: una in testa, due a metà’ e una che chiude il gruppo.

Dopo un po’ di chilometri arriviamo ad un laghetto dove ci facciamo il bagno. L’acqua è meno fredda del fiume di ieri, così dice Fabio. Io comunque riesco ad entrare solo fino alla vita, ma i piedi bollenti ne hanno un gran beneficio.

Arriviamo infine al nostro lodge dopo ben 20 km. Il Lodge si chiama Pompolona ed è molto, molto bello: ha un living enorme con divanetti e un televisore molto moderno.

L’unica cosa che ci dà molto fastidio sono delle piccole mosche. Non sono proprio zanzare e scopriremo più’ avanti che sono sandflies neozelandesi…piu’ cattive di quelle indonesiane.

Ci vediamo nella lounge con gli altri per l’aperitivo e poi la cena e, come tutte le sere, le guide faranno un briefing, raccontando più o meno come sarà la giornata successiva, quale sarà il percorso, il meteo, proiettando alcune foto degli animali che potremmo vedere e dando molte informazioni.

Gio 22

Questa è la giornata più impegnativa. Il primo ritrovo è alle sei del mattino per prepararci il panino del pranzo e fare colazione . Alle 7.30, sotto la pioggia, siamo tutti pronti con lo zaino in spalla. Partiamo un po’ più compatti rispetto alla giornata di ieri perché questo cammino è molto impegnativo: prevede una salita fino a 1150 m per il passo, seguita da una lunghissima discesa fino a 200 m di altezza. Il dislivello è grande, con meno chilometri rispetto al giorno precedente, ma è comunque molto faticoso.

Camminiamo nella foresta e, piano piano, la pioggia diminuisce. Quando iniziamo a salire, fa caldo, quindi continuiamo a togliere e mettere strati di abbigliamento diversi. Impieghiamo quattro ore a fare la salita e, circondati dalle nuvole, arriviamo al passo McKinnon, dove c’è un monumento con una croce e una delle guide che ci offre il tè e tante pacche sulle spalle perché’ ce l’abbiamo fatta. Dopo un’altra mezz’ora, arriviamo al posto dove consumiamo il pranzo: siamo tutti sudati e accaldati, ma molto felici, quasi convinti che la grande fatica sia finita. Invece, poi c’è la discesa, che sembra infinita. Sembra che non si arrivi mai a vedere un pezzo in piano e dobbiamo pure fare la emergency route perche’ quella standard è’ chiusa. Però, almeno esce il sole e tutto inizia a brillare. Vediamo tantissime cascate, alcune veramente molto alte, che formano delle pozze d’acqua limpidissima e verde. C’è un pezzo anche con delle scale, che ci evitano di camminare sulle rocce a lato del fiume che stiamo seguendo in discesa.

Siamo molto fortunati con il tempo perche’ ci raccontano che nell’80% dei casi piove quasi tutti i giorni e solo qualche settimana fa hanno dovuto recuperare tutto un gruppo con un elicottero perche’ era rimasto bloccato nell’acqua di un fiume esondato.

La discesa è molto faticosa e le ginocchia soffrono parecchio, Fabio si carica ulteriormente il suo zaino per alleggerire il mio, dato che inizio a rallentare un po’ troppo e a lamentarmi e purtroppo inizia a fare male anche a lui il ginocchio. Ci rendiamo conto che abbiamo sbagliato a riempire gli zaini, abbiamo preso troppo: uno strato felpa di troppo, cambio di calze, magliette e mutande che in realtà’ si potevano lavare tutte le sere, e poi 3 batterie della macchina fotografica, il caricabatterie, il kindle e un libro vero, scarpe per la sera troppo pesanti. Lezione imparata!

Dopo quasi nove ore di cammino, arriviamo al terzo lodge, che si chiama Qintin Lodge. Anche questa è una costruzione bassa e scura immersa nel verde, praticamente identica alle altre, e abbiamo una bellissima camera. Breve e meritato riposino prima di raggiungere tutti gli altri per la cena.

Non siamo riusciti a vedere l’uccello Kea che vive su queste montagne. Sono dei grossi pappagalli molto intrepidi e tempo fa ce ne erano migliaia di esemplari ma dato che attaccavano le pecore per mangiarne il fegato (da vive!) sono state oggetto di una potente campagna distruttiva che ne ha ridotto notevolmente il numero

Una delle cose assolutamente inaspettata e’ la qualità e la presentazione del cibo in ogn lodge in cui siamo stati che è’ davvero da grande ristorante. Come sempre briefing sulla giornata successiva

Ven 23

Sempre sveglia alle 6 quando si accende il generatore e ci troviamo tutti nella longe a preparaci il solito panino per il pranzo. La maggior parte (me compresa) è’ un po’ zoppicante e cammina a papera a causa dei muscoli un po’ dolenti per la discesa di ieri. C’è’ una giapponese che ieri è’ caduta e si è’ rotta il braccio: ce l’ha appeso al collo e oggi cammina tutto il giorno con zaino in spalla. Stoica!

La giornata è’ bellissima anche oggi e vediamo tante cascate, alcune che formano delle pozze azzurrissime. Purtroppo ci sono tantissime sandflies! Facciamo tutti una prima sosta verso le 11 in una casetta dove possiamo ripararci dagli attacchi di nugoli di questi inutili insetti. Tanti si sono dotati di cappucci di rete come quelli degli apicoltori….probabilmente è’ stato detto durante il briefing pre-partenza che noi abbiamo saltato. Per fortuna però’ se ci si muove e si cammina non si avvicinano.

Il cammino non è’ per nulla difficile, quasi tutto in piano, solo che è’ davvero lungo e sembra non finire mai….alla fine facciamo 26 km che terminano al Sanflies Point….e il nome dice tutto! Mano mano che si arriva nell’ultima casetta si viene festeggiati per avercela fatta e vengono consegnate le chiavi della camera dell’albergo…eh si perché’ l’ultima notte siamo in un albergo vero!

nel frattempo è’ tornato il segnale e subito chiamo le ragazze che non abbiamo sentito per ben 4 giorni (mai successo!).

A gruppi di 15 saliamo su un motoscafo che velocemente attraversa il Milford Sound e ci porta all’hotel Mitre Peack Lodge.

sab 24

questa notte non siamo stati vincolati agli orari del generatore! Ci siamo fatti una bellissima doccia e pure un bucato in lavanderia prima di impacchettare tutto!. Ci è’ stata data la possibilità’ di tornare a Queenstown in areoplanino oppure in elicottero invece di spararci 4 ore e mezzo di pullman. abbiamo deciso che fatto 30 facciamo 31 e ci prenotiamo sull’aeroplano.

Prima però’ saliamo tutti sul traghetto che ci porta per due ore a zonzo nel fiordo fino quasi ad arrivare in mare aperto. Le montagne sono verdi e rocciose e si buttano a strapiombo sul mare, ci sono cascate perenni e andiamo praticamente sotto ad una. Vediamo delle foche che prendono il sole.

Rientrati alla base veniamo prelevati dal pilota che ci porta all’areoplanino che è’ davvero piccolo: siamo in 4 , con il pilota 5 e i bagagli pigiati dietro. Ci mettiamo le cuffie e via! Il pilota è’ davvero bravo e ci porta a vedere dall’alto gran parte del cammino che abbiamo fatto, vallata dopo vallata e poi fa un giro anche nel fiordo. Purtroppo c’è’ parecchio vento e ci ha preparato ad un po’ di turbolenza ma…caspita, facciamo una caduta che ci fa saltare e picchiare la testa sul soffitto. Comunque a me viene il voltastomaco… e’ la vertical acceleration della bolina che mi fa stare proprio male. Paesaggi stupendi: ne valeva proprio la pena!

Milford Track fatto! E abbiamo fatto più’ di 65 km in 3 giorni.

Screenshot

7 Comments

  1. Birgit

    Was für eine Erfahrung 😉 Danke fürs Mitnehmen. Eure Strapazen wurden belohnt. Nun ruht Euch aus, gebt den Knien eine Pause. 🙂 Wir grüßen Euch aus dem Ladinia. Heute traumhaftes Wetter hier in den Bergen. Ab Dienstag kommt dann wieder Schnee. Seid umarmt 🙂

  2. Birgit

    Was für eine Erfahrung 😉 Danke fürs Mitnehmen. Eure Strapazen wurden belohnt. Nun ruht Euch aus, gebt den Knien eine Pause. 🙂 Wir grüßen Euch aus dem Ladinia. Heute traumhaftes Wetter hier in den Bergen. Ab Dienstag kommt dann wieder Schnee. Seid umarmt 🙂

  3. Paul Archer

    Another great commentary on your Milford Track adventure. Well done guys.

  4. Luciano Bertuzzi

    Beautiful scenery, you’re surrounded by nature. The route isn’t easy, but I think the places were worth the considerable 65 km over three days. What a cute plane you flew, it looks like a Cessna..have a good week

  5. Anonymous

    Wonderful summary of a great trip. Brad and I did it in January 2025 and loved it!. Stunning scenery and a really well organized trip. Loved your summary – it brought it all back!. Enjoy the rest of NZ. Such a wonderful country ❤️

  6. Anonymous

    Un bel modo di sgranchirsi le gambe dopo tutto il tempo in barca !! Bravissimi, complimenti 🍾

  7. AAAA

    this seems like a perfect way to balance the days on the ocean with days with nature… superb!

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