Isola del sud – giro in camper

lunedi 26 gennaio

Andiamo all’aeroporto e con fatica troviamo un omone che ci consegna il camper della SouthernCampers … non è’ una società’ delle più’ conosciute ma faceva un ottimo prezzo per un camper Mercedes. Il camper è’ ben equipaggiato anche se un bel po’ sporco e scricchiolante …. cose che abbiamo patito parecchio durante il viaggio. Per prima cosa andiamo al supermercato a fare cambusa e poi di corsa nella Gibbston valley dove ci sono tante winery. Abbiamo appuntamento per una degustazione da Peregrine (medio buona, ma usciamo comunque con un cartone)) e poi andiamo a pranzo in quella di Ayrburn, che non è’ solo una winery ma un enorme complesso con giardini fioriti, fiumiciattoli, cascata e ristoranti. Rilassantissimo pranzetto.

In questa zona, e soprattuto in una vallata piu’ a est che è un po’ piu’ calda, vengono coltivati principalmente pinot noir, chardonnay e riesling. Devo dire che mi aspettavo di vedere vallate con molti piu’ vigneti invece la zona è molto circoscritta.

Andiamo quindi ad Arrowtown, paesello nato a metà’ dell’ottocento quando ci fu la caccia all’oro sul fiume Arrow (e pare ce ne fosse un bel po’). È’ stato ristrutturato molto bene nell’unica via principale che ora ha ristornati e negozi di souvenirs.

Ripartiamo fra verdi vallate deserte e andiamo a Wanaka dove abbiamo già’ prenotato un posto in un park….tiriamo fuori seggiole e tavolino e ci facciamo una bella cenetta.

martedi 27 gennaio

Colazione nel nostro dehor e poi andiamo alla lavender farm; e’ una giornata stupenda nonostante le previsioni contrarie e sembra di essere in Provenza. Colore violetto dappertutto, fiori, giardini stupendi e profumi. Prendiamo un the alla lavanda che è’ prima azzurro e con l’aggiunta del limone diventa violetto.

Facciamo una passeggiata in paese sul lungo il lago fino a raggiungere l’iconico albero che si trova in acqua da solo. Non si sa perché’ sia diventato cosi famoso comunque e’ carino e pacefull, e poi tutti si fanno qui la foto per cui facciamo anche noi.

Dopo pranzo ci rimettiamo in marcia verso nord e dopo circa 130 km arriviamo a Omarama e li’ decidiamo di prendere una deviazione e andare a Clay Cliff (così’ come suggeriva la guida). La strada è’ però’ sterrata per 10km e piena di buchi e il nostro mezzo fa del rumori inquietanti, scricchiola così’ tanto che sembra debba cadere a pezzi. Troviamo anche una vite per terra…speriamo che regga fino alla fine.

Ci sono pinnacoli di roccia rosa in mezzo ad un paesaggio piatto e deserto. Fabio fa volare il drone ma veniamo subito ripresi da alcuni turisti che sottolineano che è vietato. Sarà forse per non dar fastidio agli uccelli? Che altro motivo potrebbe esserci?

Ripartiamo, superiamo Twizel e arriviamo sul lago Pukaki che ha un colore azzurro pastello molto compatto e denso: sullo sfondo si vede il monte Cook completamente bianco, la montagna più’ alta della Nuova Zelanda con i suoi 3400 mt. Abbiamo incontrato tantissime baie intitolate al grande navigatore, e poi spiagge, ristoranti…e sono arrivati ad intitolargli anche un monte che lui non ha nemmeno mai visto. Comunque sia hanno poi aggiunto anche il nome Maori per cui per essere precisi il monte si chiama Aoraki/Monte Cook (tutto insieme) dove Aoraki significa “colui che trafigge le nuvole”

Arriviamo al Campo di Glentanner che si trova alla fine del lago dove abbiamo trovato un posto però’ senza allacciamenti di corrente….ancora cenetta nel nostro dehor.

mercoledi 28 gennaio

Ancora giornata spettacolare! Ci vestiamo da hike con scarponcini e facciamo (in camper) gli ultimi 20 km di strada a lato del lago e arriviamo alla base del ghiacciaio del monte Cook. Dopo aver superato chilometri e chilometri di terre deserte sembra che tutti siano venuti a parcheggiare proprio qui. C’e’ tantissima gente, soprattutto asiatici. Facciamo una bella passeggiata poco impegnativa (Hooker Valley Track) fino al lago Hooker che ha un colore bianco dovuto alla roccia sbriciolata portata a valle dall’acqua del ghiacciaio che si scioglie. Al nostro ritorno avremo una bella sorpresa: abbiamo preso la multa perchè non abbiamo pagato il parcheggio (ma non ce n’eravamo accorti).

Ripartiamo ma ci fermiamo lungo la strada per farci un bel pranzetto casereccio guardando il lago. Certo che la vita in camper assomiglia molto a quella in barca. In realtà’ con la barca puoi scegliere la rotta che preferisci ma non ti puoi fermare ovunque, mentre con il camper devi seguire almeno una strada ma ti puoi fermare più’ o meno ovunque.

Dopo un settantina di km arriviamo sul lago Tekapo, anch’esso di formazione glaciale e anch’esso di un colore chiaro molto particolare. Abbiamo un bellissimo posto con power da cui si ha una bella vista sul lago. Aperitivo e poi ci facciamo una grigliata di carne.

Giovedì 29 gennaio

Per oggi ho prenotato un giro a cavallo “lake view”. Il centro cavalli è vicinissimo e ci andiamo in camper. Vengono allevati una quarantina di cavalli bellissimi che sono qui a riposarsi dopo aver vissuto nel mondo delle corse, sono infatti tutti decisamente ben tenuti e hanno un codice sul lato del collo che rappresenta data di nascita, nome e codice a barre per il pedigree. Con noi c’è’ anche un’altra coppia americana per cui, con la guida, siamo in 5 cavalli in fila. Passeggiamo su e giu per la foresta facendo anche pezzi abbastanza irti e pieni di rocce e vediamo scorci bellissimi sul lago.

Pranzo sul lago proprio di fronte all’unica attrattiva del paese: la piccola chiesa del buon Pastore in pietra che si ritaglia proprio nel blu del lago. Risaliamo in camper e ci dirigiamo verso sud: oggi abbiamo parecchi chilometri da fare. Percorriamo la valle di Waitaki che punta diretta verso i mare e ha alcuni laghi artificiali e poi, raggiunta la costa, andiamo verso sud. Facciamo una breve sosta a Oamaru che è’ una delle più’ vecchie città’ che ancora sfoggia palazzi vittoriani in pietra bianca ed è’ attraversata dalla ferrovia. Superiamo Dunedin e ci spostiamo sulla Otago Peninsula che chiude una strettissima baia. La strada è’ davvero bellissima, segue il contorno del mare e delle baie e poi c’è il tramonto per cui tutto è ovviamente piu’ bello. Arriviamo al nostro camp a Portobello (ebbene si, un paese che si chiama Portobello) e ci facciamo una grigliata al bbq comune…però’ fa parecchio freddo.

Venerdi 30 gennaio

Oggi andiamo sulla punta della Otago Peninsula dove sorge il Royal Albatross observatory. Un ragazzo appassionatissimo ci racconta tutto di questi incredibili volatili che da anni vengono su questa punta di terra a nidificare. Sono uccelli enormi con un’apertura alare di 3 metri che a 6 mesi pesano più’ di 8 kg, sono monogami e le coppie si ritrovano qui a covare le uova ed alimentare i cuccioli. Ad alcuni hanno attaccato il gps così’ li possono seguire: ce ne è’ uno che ora è’ in Cile ma prima o poi ritornerà’. Stiamo un po’ con il binocolo dietro il vetro dell’osservatorio e vediamo 3 albatross che covano e poi ne arriva uno volando che fa 3 giri davanti a noi. Che emozione!

Andiamo poi in centro a Dunedin che è la seconda città piu’ popolata dell’isola del sud dopo Christchurch). Fu fondata dagli scozzesi a metà dell’800 e vide una veloce crescita nel periodo della caccia all’oro. Vi sono concentrate le migliori università per cui nei periodi invernali la popolazione aumenta del 30%. Pranziamo in una delle più’ antiche e storiche birrerie la Speight’s dove facciamo una degustazione di 6 tipi diversi di birre. Questa birreria fu fondata nel 1876 e nel giro di pochi anni divenne la piu’ grande birreria della nuova Zelanda.

Facciamo poi un giro per i principali monumenti della città: quello più’ bello e’ la vecchia stazione ferroviaria che ha davanti un bellissimo giardino all’italiana.

Andiamo al nostro camp di questa notte che è’ proprio in città’ e ci vediamo con i Deriska che stanno facendo più’ o meno il nostro stesso giro ma in senso opposto: abbiamo i camper affiancati e prendiamo un aperitivo tutti insieme scambiandoci consigli per i prossimi giorni.

Andiamo poi tutti insieme a cena in centro, nella piazza ottogonale.

Sabato 31 gennaio

Continuiamo la nostra strada verso il Southland e cerchiamo di imboccare la southern scenic route ma sbagliamo qualcosa e finiamo per diversi chilometri su una sterrata che sale sui monti…. Il camper scricchiola tutto e troviamo un’altra vite per terra…chissà’ se riusciamo davvero a consegnarlo intero. La maggior parte del percorso lo facciamo però’ lungo mare con scorci molto belli.

Andiamo a Nuggets Point dove, dopo una breve camminata, si raggiunge un faro che sembra controllare una serie di piccoli isolotti dove dicono vengano tanti sea lions, soprattutto dopo il brutto tempo…..noi ne vidiamo solo qualcuno

Seguiamo le indicazione per il camp che abbiamo prenotato ma ancora la via si fa sterrata, non c’è segnale (mai fidarsi solo della tecnologia in posti così’ sperduti) e arriviamo su un pratone con tende di surfisti. Non c’è nessun servizio e non troviamo un posto adeguato per cui decidiamo di andarcene (ancora strada sterrata) e troviamo un altro camp senza prenotazione ma troviamo un angolino tranquillo

Domenica 1 febbraio

Come previsto il tempo si mette al brutto, fa freddo e piovvigina. Vicinissimo c’è’ Lost Gypsy Gallery, un posto pazzesco costruito da un tizio che ha più’ o meno la nostra età’ e circa 20 anni fa, dopo aver girato una ventina di anni con un bus, si è’ fermato qui e ha iniziato a produrre oggetti meccanici ed elettrici, carillon, trenini e qualunque cosa si possa far muovere. Ha una grandissima fantasia. Il bus ora è’ una collezione di “cose” mentre tutt’intorno c’è’ una infinità di esperimenti e cose che si muovono. Guardiamo tutto con il sorriso sulla bocca, girando manovelle, schiacciando bottoni e pedali. Davvero molto affascinante.

Proseguiamo sotto la pioggia. Quando piove le pecore nei prati si immobilizzano e smettono pure i brucare l’erba.

Arriviamo a Curio bay dove abbiamo nel camp un posto in primissima fila con vista sulle onde che frangono sugli scogli. Purtroppo non riusciamo a vedere ne’ i pinguini con gli occhi gialli e nemmeno i pinguini blu (quelli alti 25 cm, i più’ piccoli del mondo) che si nascondono proprio qui. Andiamo a fare una passeggiata sulle rocce e nediamo gli alberi pietrificati e tante alghe enormi.

Al museo ci raccontano la storia di questa baia che si chiama “foresta pietrificata”: migliaia di anni fa c’è stata una grande eruzione e subito dopo tantissima pioggia con straripamento di fiumi e inondazioni. Gli alberi sono caduti e sono stati sommersi dall’acqua che però a quel punto era satura di silice e ha praticamente pietrificato il legno.

lunedi 2 febbraio

Prosegue il brutto tempo e noi continiuamo sulla Southern scenic route e arriviamo a Slope bay, il punto piu’ a sud dell’isola del sud e il punto piu’ a sud a cui noi siamo mai stati. C’è tantissimo vento ed evidentemente ce ne è sempre perchè pure gli alberi non riescono a crescere diritti. Facciamo l’iconica foto davanti al cartello con le distanze polo-equatore.

Arriviamo infine a Invercargill e per prima cosa andiamo nel negozio “E. Hayes & Son” che è una enorme ferramenta che raccoglie pero’ anche una collezione di moto sparse qua e là fra le corsie e soprattutto c’è la vecchia e originale Indiana del 1920 con cui Burt Munro fece il record del mondo di velocita’ sul lago salato di Bonneville nel 1967 (record tuttora imbattuto). Una storia pazzesca raccontata molto bene in un film con Antony Hopkins e che ovviamente ci guardiamo prima di andare a dormire.

In una ferramenta non si puo’ resistere e troviamo cose che possono sempre servire in barca, come un avvitatore ad impulsi (!!).

martedi 3 febbraio

Decidiamo di rimanere un’altra notte nello stesso camp e di passare quindi qui un altro giorno. Andiamo a piedi fino al Bill Richardson Transport World ed e’ una grandissima sorpresa. E si che ne abbiamo girati di musei di macchine ma una cosa così’ non ce l’aspettavamo proprio. Una raccolta infinita di macchine, camion, trattori e anche molto altro: jukebox, macchinine, ferri da stiro…davvero tutto super curato e molto esperienziale. Ci passiamo piu’ di 2 ore! Tutto’ comincio’ anni fa con uno dei Richardson che ha cominciato a collezionare macchine e a comperare altre collezioni. Una decina di anni fa gli eredi hanno deciso di allargare le collezioni e di aprire il museo al pubblico per attirare turismo. Davvero da vedere

Poi a piedi andiamo a Queens park che si trova in mezzo al paese ed è’ davvero bello peccato che sia stato flagellato dall’ultima tempesta e ha tanti alberi a terra e lavori in corso.

Camminiamo poi su quella che dovrebbe essere la via principale ma sinceramente non offre nulla di che’, ne’ negozi ne’ baretti e arriviamo quindi alla seconda esposizione “motoristica” (abbiamo preso il biglietto combo) che è’ la mecca delle moto (si chiama proprio cosi) : qui ci sono più’ di 300 moto da tutto il mondo e di tutte le età’.

Esce il sole e ci rilassiamo davanti al nostro camper dopo aver camminato quasi 15 km. Conosciamo anche 4 neozelandesi di Auckland che con 2 camper stanno facendo un giro di un mese. Chiacchieriamo e ci diamo appuntamento per marzo. Cena in un ristorante pretenzioso che proprio non raccomandiamo (Euna).

Mercoledì 4 febbraio

Giornata stupenda e calduccia. Volevamo andare a Bluff, paesino che si trova sulla penisola vicino a soli 25 km perché’ ci era stato raccomandato per le sue particolari ostriche. Abbiamo poi scoperto che queste ostriche si possono vendere e mangiare solo a partire dal 1 marzo per cui la visita ha perso il suo scopo principale … inoltre, dopo un po’ di ricerca, abbiamo potuto concludere che non ne valeva la pena. Abbiamo quindi optato di allungare di poco la strada di ritorno verso Queenstown e andare a vedere Riverton/Aparima (sempre nome doppio). Ha una enorme spiaggia con sabbia dura molto bella (Munro faceva le gare in moto proprio su queste spiagge), tante ville sparse e una via centrale con pochi negozi. Andiamo al museo gestito da un omino molto appassionato: viene raccontata la storia di questo angolo di terra che è una delle città piu’ antiche della Nuova Zelanda (anni 30 dell’800) inizialmente abitata dai cacciatori di foche e dai balenieri.

Ci rimettiamo quindi in marcia verso nord e ci fermiamo per pranzo sul greto sassoso di un fiume. Pranzetto molto bello “svuota frigo” perché’ domani dobbiamo riconsegnare il camper.

Arriviamo a Queenstown nel tardo pomeriggio. Facciamo un bel giretto a piedi e poi, dopo un aperitivo “svuota bottiglie” andiamo fuori a cena

Giovedi 5 febbraio

Ci troviamo all’aereoporto con l’omone del camper per la consegna del mezzo. Non manco di sottolineare la sporcizia e lo scricchiolamento.

Sono stati 10 giorni molto belli, siamo stati fortunati con il tempo e abbiamo visto tante cose per cui esperienza sicuramente positiva pero’ devo essere sincera: sono molto felice questa sera di dormire in un letto vero…anche se è ancora un Airbnb a Auckland (non è la barca).

AGGIORNAMENTO TIPOTA: Essendo periodo di vacanza qui in NZ, i vari professionisti sono a turno in ferie per cui la sistemazione delle varie cose va un po’ a rilento. Abbiamo deciso di sostituire completamente il motore e già ordinato uno Yanmar. Il customer Service di Amel ha mandato un elenco dettagliato dei pezzi necessari e la maggior parte è reperibile qui mentre alcuni devono essere mandati dall’Europa. Intanto le assicurazioni (la nostra e quella della Volvo) si stanno parlando). Nel frattempo è stato sostituito completamente il freezer e l’asse dell’elica e sono stati fatti altri passi avanti. Noi avevamo già pianificato di stare 3 settimane in Italia …per cui li lasciamo lavorare tanquilli.

One Comment

  1. Luciano Bertuzzi

    La permanenza forzata, causa rottura del motore, non è poi andata così male anzi….avete visto posti e cose molto belle. In bocca al lupo per lo Yanmar nuovo 💪

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