9Kn di corrente! Indonesian through-flow

Dopo avere fatto lo stretto di Messina, Gibilterra, le passe degli atolli e il canale POW nello stretto di Torres, pensavamo di avere visto correnti forti, mai ci saremmo immaginati quello che abbiamo vissuto il 12 ottobre tra le isole di Rinca e Padar nel tratto di mare che separa la grande isola di Flores da Komodo.

Sapevamo delle correnti forti e poco prevedibili in questa parte dell’indonesia e nei giorni scorsi avevamo già avuto fino a 4 nodi di corrente nei passaggi tra le isole; avevamo studiato la marea e scelto l’orario per partire dal sud di Rinca verso Nord e Labuan Bajo su Flores in modo da fare lo stretto di Lintah tra Rinca e Padar con corrente a favore ma vicino alla stanca dell’alta marea.

Ebbene, ci siamo trovati a volare a 14.5 Kn con 9 nodi di corrente, par fortuna a favore, con un mare che sembrava un torrente, mulinelli giganti e onde stazionarie.
L’esperienza meritava un approfondimento!

L’Indonesian Throughflow (ITF) ed èun gigantesco scambio d’acqua tra l’Oceano Pacifico e l’Oceano Indiano: circa 15 milioni di metri cubi al secondo che passano tra le isole dell’arcipelago, da nord verso sud. Il Pacifico da questa parte è più “alto” dell’Indiano e l’acqua, semplicemente tende a livellarsi.
A nord c’è il Mare di Flores, alimentato dal Pacifico che ha ampi varchi tra le filippine e il Giappone, a sud l’Oceano Indiano. L’Indonesia è una diga gigante tra i due, piena di buchi: da Bali a Timor c’è una lunga barriera di isole e l’acqua può passare solo dagli stretti. Lombok, Alas, Sape, Lintah, Ombai… ognuno è una chiusa naturale.

In più le maree dei due mari non sono sincronizzate e questo crea la complessità maggiore per prevedere le correnti e le condizioni estreme che si verificano.

Sembra assurdo che due oceani collegati tra loro con ampi varchi non siano allo stesso livello, eppure è così. La ragione sono gli alisei: nel Pacifico soffiano da est verso ovest lungo tutta la fascia tropicale e per migliaia di miglia spingono l’acqua di superficie davanti a loro, accumulandola contro le isole dell’Indonesia e della Nuova Guinea. È la stessa acqua calda che abbiamo attraversato dalle Galápagos in poi, e qui arriva al capolinea, si accumula e crea un gradino di 20-30 centimetri rispetto all’Oceano Indiano dall’altra parte dell’Indonesia. Non sembra tanto, ma un dislivello così, spalmato su migliaia di chilometri, genera forze enormi.

Guardando la mappa, lungo tutta la fascia tropicale il Pacifico è chiuso: a est dalle Americhe, a ovest dal continente asiatico e dall’Australia. L’unico varco tra i due oceani intorno all’equatore è l’arcipelago indonesiano, 17.000 isole in fila da E a O. L’acqua entra da nord, soprattutto attraverso lo stretto di Makassar tra Borneo e Sulawesi, scende nel Mare di Flores e nel Mare di Banda e poi deve trovare un varco nella lunga barriera delle isole della Sonda, da Bali a Timor, per defluire nell’Oceano Indiano. I buchi sono pochi: Lombok, Alas, Sape, Lintah, Ombai, Timor. Tutto il Throughflow passa da questi varchi.

Il flusso cambia con le stagioni: è più forte durante il monsone di sud-est, da giugno ad agosto, quando gli alisei spingono di più, e si attenua nel monsone di nord-ovest. A ottobre dovremmo essere in transizione, ma forse il Nino di quest’anno sta cambiando le cose.

Komodo, Rinca e Padar stanno proprio in mezzo a uno di questi varchi.
Noi dovevamo risalire da sud a nord lo stretto di Lintah, tra Rinca e Padar convinti di trovare la stanca o al massimo un poco di corrente a favore. Invece ci siamo trovati con 9 nodi di corrente a favore e Tipota che filava a 14.5 Kn nodi sul fondo (SOG), mentre sull’acqua ne facevamo solo 5. Il mare intorno a noi sembrava bollire: vortici ovunque che facevano girare la prua, chiazze lisce come olio e, di colpo, onde stazionarie, ferme sul posto come le rapide di un fiume.

All’ingresso del canale facevamo 7Kn con 2 di corrente a favore, poi nel giro di un minuto siamo passati a 14 Kn e così è stato per circa 15 minuti, un esperienza unica!
Per fortuna la corrente andava dalla nostra parte. Con 9 nodi contro saremmo andati indietro!

Il Through-flow normalmente dovrebbe andare da N verso S, ma qui si somma la differenza tra le maree dei due oceani che non essendo sincronizzate possono sommarsi e creare le condizioni che abbiamo trovato.
Con la marea che sale l’acqua va di solito da sud verso nord, con quella che scende da nord verso sud; questo per fortuna lo avevamo previsto correttamente.
Quello che non avevamo considerato era la luna nuova la fase tra le maree a S nell’indiano e a N del mare di Banda.

La luna nuova era stata il 10 ottobre e noi siamo entrati nello stretto il 12. Quando sole e luna sono allineati, le loro attrazioni si sommano e le maree diventano le più ampie del mese: sono le sizigie (spring tides). L’effetto non è istantaneo per l’inderzia dell’oceano: il picco arriva uno o due giorni dopo la luna nuova. Esattamente il 12 ottobre.

Con la sizigia il Mare di Flores a nord sale e scende di più, l’Oceano Indiano a sud, che ha maree più ampie di suo, oscilla ancora di più; e siccome i due non sono sincronizzati, nei momenti in cui uno è alto e l’altro è basso il gradino d’acqua tra i due raddoppia. Quel gradino deve riequilibrarsi passando per un canale largo poche miglia (non una passe), e il risultato sono i 9 nodi che ci hanno sparato in mezzo ai gorghi. In aggiunta a tutto questo c’era il Throughflow, che non si ferma mai e che in queste condizioni viene deviato, gira tra le isole e in alcuni canali si gira anche verso N.

In aggiunta con la marea più ampia, la corrente deve spostare più acqua nelle stesse sei ore, e quindi la stanca si accorcia; in sizigia la corrente inverte in pochi minuti e riparte subito forte.

Il nome avrebbe dovuto metterci in guardia: Lintah nel dialetto locale vuol dire “sanguisuga”. Leggendo sulla storia di questo canale ho trovato parecchie descrizioni che lo definiscono come uno dei tratti di mare più pericolosi al mondo.

In compenso Tipota ha il suo nuovo record di velocità, senza nemmeno una surfata!

2 Comments

  1. Anonymous

    So happy to be on Tipota to share this unique sailing experience! We miss you guys and Tipota! Much love, Kendra & John

  2. Anonymous

    So happy to be on Tipota to share this unique sailing experience! We miss you guys and Tipota! Much love, Kendra & John

💬 Share your thoughts

Your email address will not be published. Required fields are marked *