Questo viaggio e’ il regalo di Natale che ho fatto a Fabio: 9 giorni nel western Australia dove non eravamo mai stati. In realta’ io ci ero stata bene 35 anni fa subito dopo la laurea, con Elena e le Conticello e avevo promesso a Fabio che prima o poi ci seremmo andati insieme. E’ stato difficile organizzarlo in segreto e mi sono appoggiata ad una agenzia che oggettivamente ci ha trovato degli alloggi molto belli e particolari anche se ha peccato un po’ in comunicazione e organizzazione.
Partiamo martedi 24 marzo, in realta’ con un po di ansia, perche’ a breve dovrebbe arrivare la grande scatola da 177 kg spedita da Amel con tutti i pezzi necessari per montare e collegare il motore nuovo. Ci sentiamo un po in colpa a lasciare Tipota e i meccanici da soli….ma con il senno di poi sono state preoccupazione inutili perche’ tanto la cassa e’ rimasta bloccata ad Hong Kong per una settimana a causa di un backlog di spedizioni accumulatosi per la guerra. Ci mancava anche quella!
Il volo Auckland- Perth dura ben 8 ore! Non si direbbe ma e’ davvero lungo. Atterriamo con un po di ritardo, ritiriamo una bella macchina all’Avis e ci dirigiamo verso il centro citta’. E’ una giornata spettacolare e calda che sa di piena estate. Troviamo il nostro hotel che si chiama Duxton ed e’ in centrissimo e abbiamo pure un upgrade con camera all’ultimo piano.
Usciamo subito a fare una bella perlustrazione del centro e delle due principali strade pedonali piene di negozi, baretti e tavolini. Si respira un belissima aria di vacanza.
A cena andiamo in un bel ristorante (Balthazar) e cominciamo ad assaggiare vini austaliani.







Mercoledi 25
Sveglia abbastanza presto anche a causa del fuso e andiamo verso sud a Fremantle da dove parte il traghetto Rottnest express.
La destinazione e’ ovviamente l’isola di Rottnest che dista 18 km a ovest di Fremantle e dove arriviamo dopo una mezz’oretta. Ritiriamo le e-bike in un posto dove ce ne sono centinaia … e’ evidentemente il business di qui noleggiare bici per fare il giro dell’isola.

Facciamo check-in e partiamo per il giro dell’isola fra saliscendi e viste spaziali su baie con bianche spiagge e mare azzurrisimo.
L’isola di Rottnest è ottimamente attrezzata per i ciclisti, con strade asfaltate, una buona segnaletica ed è piuttosto pianneggiante per cui i 25 km si fanno facilmente. Non ci sono automobili, tranne un pulmino che fa servizio e si ferma nelle baie piu’ belle…. e se si è stanchi si puo’ lasciare la bici e tornare con quello a Thomson Bay Settlement che è il punto di partenza.
C’e tantissimo vento ma pedalare cosi’ in posti desertici dà una grande sensazione di libertà.










Seguiamo intanto con apprensione i movimenti del ciclone Narelle che sta infierendo a nord della costa occidentale australiana e in due giorni dovrebbe arrivare a Perth e cominciamo a preoccuparci un poco per i prossimi giorni.
Prendiamo possesso della nostra tenda e cominciamo a vedere in giro i quokka.
I quokka sono anch’essi una speciale attrazione dell’isola in quanto vivono praticamente solo qui. Sono dei piccoli ed impavidi marsupiali, sono erbivori e prevalentemente notturni, dormendo di giorno al riparo fra arbusti spinosi.
Hanno una corporatura robusta, zampe posteriori ben sviluppate, orecchie arrotondate e una testa corta e larga. La cosa pero’ piu’ bella è che non hanno assolutamente paura dell’uomo e sono curiosissimi. Si avvicinano, annusano e bisogna davvero trattenersi per non toccarli perchè sono davvero simpatici e teneri.
Quando gli olandesi esplorarono l’isola a fine del 600 scambiarono questi animali per grandi ratti simili a dei gatti e chiamarono l’isola ‘t Eylandt ‘t Rottenest , che significa “l’isola del nido di ratti” in olandese.
Partita a carte e poi cena leggera mentre i quokka si svegliano e aumentano.
Il nostro alloggio è una tenda-palafitta (Discovery Resorts Rottnest Island): è vicino al mare e ha una bella terrazza coperta. All’interno si ha proprio la sensazione di stare in una tenda…. in una notte cosi’ ventosa poi e con la paura del ciclone!






Giovedi 26
Nonostante il vento e il mare il traghetto non fa una piega e puntualissimo ci riporta sulla terra ferma.
Oggi ci dirigiamo a sud seguendo la costa verso la Margaret River region. Dopo 250km ci fermiamo a Busselton dove c’e’ il piu’ lungo pontile in legno del mondo. E’ lungo 1,8 km e noi lo percorriamo tutto fino alla fine.




Poi ancora un po di strada prima di arrivare al nostro hotel (Pullman Bunker Bay Resort) che pero’ pensavo fosse in centro a “Margareth river citta’” invece e‘ in “Margaret River region” … è sulla Naturaliste Peninsula (si chiama cosi’ perchè è stata scoperta dalla nave Naturaliste), un posto bellissimo e lussuoso su una delle spiagge piu’ belle zona.
Comunque abbiamo praticamente una casa, con soggiorno e terrazzo vista lago con fontana. Contenti che siamo in una casa di mattoni adesso che Narelle si avvicina…comunque anche le previsioni dicono che si esaurirà prima di arrivare qui. Ceniamo in hotel dato che non abbiamo voglia di fare altri km per oggi. Sul terrazzo arrivano degli strani pennuti con il becco rosso…anche questi molto curiosi ed impavidi (sono dei Porphyrio).




venerdì 27

In mattinata non piove e andiamo sulla spiaggia di Bunker bay che ‘ lunga e bianchissima. Cerchiamo di immaginarci l’acqua azzurra e verde illuminata dal sole con le razze che ci nuotano…così’ come dicono le pubblicità’.
Saliamo poi in macchina e ci dirigiamo verso sud. Nella regione di Margaret River ci sono piu’ di 90 cantine tutte abbastanza vicine. In alcune bisogna prenotare ma tante hanno semplicemente Open Cellar e si paga poco per un tasting di 4 o 5 vini che poi viene scontato se si acquistano bottiglie.
La regione è famosa per il cabernet sauvignon (spesso in blend) e per lo chardonnay Facciamo una prima sosta nella winery di Fish Bone che ha open cellar dove facciamo degustazione di 5 vini e ne comperiamo 4 (rossi).
Attraversiamo l’abitato di Margaret River e arriviamo nella proprietà della cantina Leeuwin … gigantesca e tenuta benissimo!.
Abbinano arte e vino: hanno la serie con le etichette d’artista che sono il loro top ranking. Facciamo prima la degustazione e poi un buonissimo pranzo, davvero memorabile: tutto perfetto.
Incomincia a piovere e ce ne torniamo al resort …non ci resta che fare un pisolino.
Alla sera andiamo nel paese di Dunsborough che è’ il più’ vicino all’hotel per una veloce cenetta (la cucina chiude alle 8.30)





sabato 28
purtroppo continua a piovere!!
per fortuna siamo andati ieri a vedere la spiaggia. Dopo colazione facciamo un piccolo workout e poi andiamo nel paese vero e proprio di Margaret River che da il nome a tutta la regione e dista circa 50 km. Passeggiamo lungo la via principale che è piena di negozietti molto carini con oggetti di arredamento e abbigliamento surf.
Alle 5 smette di piovere e compare il sole! Ci mettiamo immediatamente le scarpe da ginnastica e andiamo a fare una passeggiata su un tratto del Cape to Cape trail che in realtà va da Capo Naturaliste fino a capo Leeuwin per 130 km. Il percorso è tutto fra bassi arbusti che non sono particolarmente profumati e il terreno passa dal roccioso al completamente sabbioso, sia bianco che rosso. Belle viste sulle scogliere ma non vediamo nessun canguro come invece ci avevano detto. Cala il buio e noi siamo ancora fra gli arbusti e la sabbia perchè abbiamo deciso di allungare la passeggiata. Arriviamo alla macchina che è’ buio pesto….pero’ almeno ci arriviamo!
Per cena torniamo nel paese di Dunsborough in una pizzeria che ci hanno consigliato ma che in realtà non ci è’ piaciuta molto.





Domenica 29
L’effetto del ciclone Narelle è passato e finalmente vediamo un po’ di sole.
Dopo colazione risaliamo in macchina e ritorniamo a Perth. Sono sempre piu’ di 300 km ma facciamo una piacevolissima pausa in un posto di mare dove pranziamo proprio sulla spiaggia e facciamo una bella passeggiata.
A Perth siamo sempre all’hotel Duxton…per ingannare il tempo io vado a fare un massaggio mentre Fabio va a fare una corsetta al tramonto.
Lunedi 30
Sveglia prestissimo: abbiamo l’aereo alle 8.30 per Alice Spings. Sono due ore di volo verso est e tiriamo indietro gli orologi di un’ora e mezza.
Ritiriamo la nostra macchina Thrifty che è una bianca Suzuki Jinny 4×4 che è un po’ piccolina ma solo a salirci sopra sembra già di essere degli avventurieri.

Andiamo nel centro di Alice Springs per prendere il permesso di circolazione nel Meereenie Loop presso il tourist information. La città è molto spoglia, c’è davvero poco e anche poca gente in giro. Troviamo il Tourist information ma ci dicono che il Loop è in cattive condizioni e ci sconsigliano vivamente di fare quella strada per arrivare a Kings Canyon ma piuttosto di prendere la Ernest Gilles Rd che è sempre sterrata.
Saliamo sul nostro bolide e via…sono 360 km di cui circa 120 su sterato. Paesaggio davvero bellissimo e unico. Vediamo gruppi di mucche selvatiche al galoppo (giuro che galoppavano), cavalli e cammelli …tutti allo stato brado.
I cammelli (in realtà sono dromedari con una sola gobba) arrivarono a metà dell’800 insieme a cammellieri afghani provenienti dagli avamposti britannici e si diffusero in tutta l’entroterra australiano, creando un collegamento tra le città costiere e le remote stazioni di pascolo di bovini e ovini; fino agli anni ’30 circa, quando furono in gran parte sostituiti dall’automobile e andarono liberi nelle praterie. All’inizio degli anni duemila ce ne erano piu’ di seicento mila e fu lanciato un programma di abbattimento che dimezzo’ la popolazione.
Non vediamo pero’ nessun canguro!




Nel tardo pomeriggio arriviamo a Kings Creek Station, primo posto abitato con una pompa di benzina mentre avevamo ancora un’autonomia di soli 30 km.
causa di un errore di comprensione e dato che non c’è connessione continua, non troviamo subito il posto dove abbiamo prenotato l’alloggio…facciamo altri 60 km su e giu’ verso il Kings Canyon e scopriamo alla fine che proprio al Kings Creek Station, dove ci eravamo fermati, c’è una busta a nostro nome con delle chiavi e delle istruzioni in stile caccia al tesoro per arrivare alla nostra tenda. 4, 5km verso sud e poi giri sulla sterrata a destra, se passi sopra uns grata hai sbagliato e devi tornare indietro. Dopo 500 mt trovi un cancello con lucchetto, il codice è 0872, superato quello continui sulla sterrata per circa 2 km…dx, sin poi sin poi su sulla collina , poi giu’ dalla collina. La tenda è la numero 3 del Dreamtime Escarpment. Non vediamo molto perchè è ormai buio. C’è un terrazza coperta, la cucina e il bagno sono all’aperto metre la camera è all’interno di una tenda, arredata in stile, con luci soffuse e aria condizionata. C’è anche un frigofero con un sacco di cibo per cena e colazione: tagliere di formaggi e bistecca alla griglia per cena!
Siamo solo noi nel deserto




Martedi 31
Ci svegliamo presto per andare a vedere l’alba sul Kings Canyon che dista una trentina di chilometri (la strada che abbiamo già fatto ieri bene 2 volte).
Arriviamo per le 7 e fa freschino ma sono previsti piu’ di 35 gradi per cui alle 9 già chiudono il percorso. Consigliano anche di portarsi cappello e 4 litri d’acqua a testa…un po’ esagerato. Pero’ nessuno ci aveva avvisato delle MOSCHE!! Sono piccoli moschini un po appicicosi che ronzano intorno alla faccia costantemente…un fastidio tipo supplizio di Tantalo, non se ne vanno con nulla. Tanti avevano il cappuccio di retina in faccia…ma noi no!
C’è prima una irta salita sulle rocce fatta di circa 500 gradini e poi si cammina sul bordo del canyon del lato a nord. Poi si scende fino ad un laghetto bellissimo dove si specchia un albero bianco che è chiamato Giardino dell’Eden e poi si risale sull’altro bordo del Canyon . In totale sono 7 km molto facili in mezzo alle rocce rosse. Alla fine pero’ eravamo nevrastenici per le mosche e non vedevamo l’ora di tornare in macchina.










Torniamo in camera e controlliamo cosa ci hanno messo nel frigo! Per questa sera abbiamo le costine d’agnello ma c’è abbastanza cibo anche per il pranzo.
Proviamo ad andare nella piscina che è fuori terra vicino ad una grotta ma siamo davvero tormentati dalle mosche per cui optiamo per riposino e libro in camera in attesa che cali il sole e anche le mosche se ne vadano a dormire.
Partita a burraco, griglia e poi accendiamo il fuoco nel braciere e guardiamo luna e stelle. Avevo chiesto una vacanza stile “viaggio di nozze” ma non mi aspettavo una cosa cosi!



Mercoledi 1 aprile
Oggi abbiamo solo 250 km fino a Yulara su strada asfaltata, per cui una passeggiata. Da un lookout vediamo Mount Connor che è piu’ grande di Uluru ma meno famoso perchè poco visitato facendo parte di una proprietà privata. Foto e via.
Breve sosta per rifornimento a Curtin Springs dove comperiamo anche i cappucci retati perchè non ne possiamo piu’ delle mosche.
Arriviamo all’Ayes Rock resort giusto per pranzo e poi ci insediamo in una camera bellissima con terrazzo perfetto per rilassamento e libro anche perchè non ci sono mosche (non so se si è capito ma non sopportiamo proprio le mosche).




Alle 17.55 inizia un’esperienza bellissima: la cena Tali Wiru nel deserto. Un pulmino 4×4 ci carica dall’hotel e ci porta a venti minuti di distanza su una collina. E’ il tramonto e si vede in lontananza Uluru. Ci offronto bollicine con canape’ e poi cena buonissima sotto le stelle (solo 8 tavoli). Per finire una breve presentazione fatta da un aborigeno che speiga vari strumenti linei da loro utilizzati. Avevo chiesto anche la luna piena per cui tutto perfetto.






giovedi 2 aprile
Ci svegliamo all’alba e andiamo al sunrise point di Uluru per vedere l’alba. Dista una quandicina di chilomentri e abbbiamo preventivamente acquistato il pass. Camminiamo un pochino e insieme a tante altre persone sonnolenti arriviamo su una piattaforma da dove, alle 6,54 vediamo il sole che piano piano illumina il monolite facendo emergere ombre nere e riflessi che diventano sempre piu’ rossi.
Ci sono ancora tante mosche che si sono svegliate presto ma questa volta abbiamo la retina per cui sentiamo molto meno fastidio.
Alle 7.10 il sole è già abbastanza alto e tutta la gente è già sparita. Noi torniamo in hotel a fare colazione e a prendere i bagagli prima di andare in aereoporto: volo per Sydney e poi per Auckland dove arriviamo dopo la mezzanotte locale






A Auckland siamo ancora in un airbnb vicino al cantiere… abbiamo dovuto estendere e prenderne un altro fino al 13 di aprile perchè i lavori sono iniziati ma…. c’è il lungo weekend di Pasqua per cui non abbiamo ancora una stima sulla fine dei lavori.
Noi abbiamo finito di gironzolare e trovare modi per far passare il tempo e vogliamo tornare in mare!

One Comment
Credo che aver alternato la scoperta di posti bellissimi in mare con altrettanti siti meravigliosi sulla terra ferma e le isole, sia stata un’esperienza meravigliosa e degna di essere stata vissuta, vi rimarranno ricordi stupendi. In bocca al lupo per Tipota💪⛵️