
Ed eccoci ancora a fare le valigie. Questa è la vacanzina regalo del mio compleanno che Fabio ha preparato con grande cura da mesi. Questa volta lussuosa: niente barca o camper ma solo bellissimi alberghi e cene di stralusso. Ha scelto un tour operator molto figo che ha fatto tutte le prenotazioni e ci ha fornito una app dove c’è tutto quanto da fare/dove andare elencato giorno per giorno, dal link a google maps ai biglietti d’ingresso.
lunedi 9
Ritiriamo l’auto all’Avis dove impieghiamo piu’ del previsto perchè vogliono la patente tradotta in inglese. Per fortuna anche in questo caso esiste una app che te la traduce e certifica per poche decine di euro.
Ci mettiamo dunque in viaggio verso sud: abbiamo da fare 240 km prima di arrivare a Rotorua.
Facciamo una sosta a Hamilton dove pranziamo e andiamo a vedere i giardini botanici, costruiti su una vecchia discarica negli anni 60 e che sono strutturati in un modo molto interessante: 28 giardini differenti raggruppati in diverse collezioni: il giardino cinese, quello giapponese, quello all’italiana, il contemporaneao, quello all’inglese, quello maori e quello indiano ecc ecc.







Arriviamo nel tardo pomeriggio al nostro hotel che è Hana Lodge e si trova a Rotorua all’interno di un parco enorme che ricorda molto Hobbiton ed è seminato di installazioni artistiche (compreso un gigantesco coniglio rosa che entra nella tana). L’albergo ha pochissime camere e a cena siamo solo noi.




Martedi 10
Dopo colazione saliamo in macchina e in una mezz’ora siamo a Waimangu Vulcanic Valley, una delle zone con maggiore attività geotermica al mondo.
Dopo una bella passeggiata fra laghetti e sfiatatoi e un po’ di puzza di zolfo si arriva ad un lago e parte l’eplorazione in barca. E’ questo il lago di Rotomahana che si è formato in seguito all’eruzione del monte Tarawera nel 1886. Prima dell’eruzione era questo un luogo famoso per delle bellissime terrazze di silice bianche e rosa che erano considerate l’ottava meraviglia del mondo e attiravano turisti da tutta europa ….che viaggio doveva essere a metà dell’800 arrivare fino a qui. Comunque ora le terrazze sono sommerse e ci sono leggende maori che raccontano anche di foreste sommerse … per ora si vedono solo fumi e geyser sul bordo del lago.







Lasciato il lago andiamo a Rotorua città, alle terme Wai Ariki che sono fra le piu’ grandi. Abbiamo “viaggio rigenerante: 2 ore di cultural wellness“. Viene definita “cultural” perchè ci raccontano anche alcune credenze e pratiche maori. Prima di entrare nello spazio con tutte le piscine di acqua calda ci mettono di fronte ad una pietra sacra (di ossidiana) che proviene da Maketu e simboleggia il legame con la terra e gli antenati. Noi accarezziamo la pietra bagnandola con l’acqua mentre una persona recita in maori una benedizione per liberarci dallo stress e dalle preoccupazioni (speriamo funzioni).
Facciamo poi saune, docce fredde (solo Fabio), bagni in piscine all’aperto di varie temperature e chiudiamo con i fanghi
Tradizionalmente, i guerrieri Māori utilizzavano questo fango per creare una pasta, applicandola su cicatrici e ferite, oggi invece il fango più chiaro viene utilizzato per trattamenti corpo e viso, mentre quello più scuro offre un sollievo a chi soffre di artrite e reumatismi.
Si potevano fare le foto ma noi non ci siamo portati i cellulari per cui solo immagini di repertorio.
Andiamo poi a cena in centro da Poco &tapas
mercoledi 11
Rifacciamo le borse e ci dirigiamo verso il lago Tapou che dista circa 80 km a sud.
Facciamo una sosta a Orakei Korako Geothermal. Un battellino ci porta sull’altra sponda di un fiume e da li parte un sentiero su passerelle di legno che passano sopra alle formazioni di silice coloratissime, superando geyser e pozze di acqua. Ci sono fino a 23 geyser naturali attivi che eruttano liberamente in quest’area in continua evoluzione. I colori vanno dal bianco a tutte le tonalità di ocra e un punto di osservazione si chiama “tavolozza di pittore” tanti sono i colori che si vedono.
Ovviamente fa un po’ piu’ caldo rispetto all’altra sponda del fiume e c’è un poco di odore di zolfo, vediamo anche il fango bollire.
Una delle attrazioni principali è la grotta termale di Ruatapu (Buco Sacro) profonda 35 metri che è una delle sole due grotte conosciute al mondo situate in un campo geotermico







Facciamo una sosta veloce per vedere le Huka falls. Non sono delle cascate tipiche con acqua che fa un grande saldo, anzi il dislivello è piuttosto basso ma la quantità di acqua che passa è imponente. Il fiume Waikato si restringe da circa 100 metri di larghezza a un canyon di soli 15 metri prendendo quindi velocità e il volume d’acqua che scorre attraverso spesso si avvicina ai 220 metri cubi al secondo, rendendola una delle cascate con la portata più elevata al mondo. L’acqua è di un colore bellissimo e sembra ghiaccio fuso.
Arriviamo infine sul lago Taupo dove abbiamo già il biglietto per un giro su un battello. Il lago è calmissimo ed è la vecchia caldera di un altro vulcano e circondato da basse montagne mentre il battello è pilotato da una ragazza che fa tutto: racconta al microfono cosa vediamo (ma in un inglese molto newzealander e non capiamo molto), prepara il te, cuoce dei muffin e cala due canne a poppa per pescare le trote. Eh si perchè pare che il lago sia pieno di questi pesci che pero’ non possono essere commercializzati per cui ognuno se li pesca per se’. Lasciate le canne con un peso a piu’ di 30 mt di profondità, la trota abbocca e proprio Fabio ha l’onore di portarla a bordo…poi pero’ la rilasciamo. Tutti applaudono.






Comunque l’obiettivo di questa crociera era vedere un bassorilievo scolpito su una parete di roccia che rappresenta un viso di Maori. Pensavamo fosse una cosa antica in realtà è stata fatta negli anni 70. Lo scopriamo a posteriori perchè come dicevo non si capiva molto dalle spiegazioni della ragazza.
Facciamo amicizia con una coppia di vecchietti canadesi molto in forma e curiosi. Lui ha 84 anni e deve curare la madre di 108 e si sono ritagliati ora il tempo per questo viaggio. Sono interessatisismi alla nostra storia e ci tempestano di domande. Veramente teneri.
Prendiamo possesso della nostra camera di albergo e poi andiamo ad una cena super gourmet: 5 portate da superchef con tante foglioline e petali posizionati con le pinzette (Embra).
giovedi 12

Nonostante le previsioni la giornata è spettacolare e perfetta per la gita di oggi: andiamo al Tongariro National park che dista 135 km. Quando ci avviciniamo distinguiamo nettamente i tre vulcani uno dei quali ha la forma perfetta di cono.
Nel parco ci sono tantissimi sentieri, alcuni dei quali ritenuti fra i migliori del mondo. Ce ne sono di lunghi 4/6 giorni che fanno lunghi giri dei vulcani ma noi scegliamo due percorsi da 2 ore ciascuno. Come sempre sentieri tenuti benissimo che passano in tratti aridi, costeggiano fumiciattoli o passano all’interno di fitti boschi. Il Silica rapids walk è di 7km, attraversa una foresta di faggi e poi costeggia un torrente che in alcuni punti è color dell’oro, fino a raggiungere le terrazze color bianco crema delle rapide di Silicae. Il secondo è il Taranaki falls che è un loop con la cascata situata circa a metà percorso. Le cascate di Taranaki precipitano per 20 metri dal bordo di una grande colata lavica, eruttata dal Ruapehu 15.000 anni fa, in una pozza circondata da massi.
Da segnalare che nel villaggio da cui partono la maggior parte dei percorsi non c’è nulla da mangiare!
Torniamo felici e un po’ stanchi a Taupo giusto in tempo per una cena al Bistrot.






venerdi 13
Ed infine è arrivato anche il giorno giusto di questo lunghissimo compleanno che abbiamo iniziato a festeggiare un mese fa a Lisbona.
Oggi andiamo verso sud est per 150 km su una strada di montagna bellissima. Boschi, praterie, vallate e passi…davvero bellissimo e ovviamente la giornata di sole a rendere tutto ancor piu’ bello.
Arriviamo a Napier un po’ presto per cui non possiamo fare subito check in nel nostro bellissimo hotel: il County hotel.
Fu costruito nel 1909 come headquarters per Hawke’s Bay County Council ed è uno dei pochi edifici sopravvissuti al terremoto del 1931. All’interno tutto di legno e con moquette rossa, e con particolari originali che portano indietro nel tempo: lampade, velluti, quadri e vetrate colorate. davvero bellissimo e di charme.
Facciamo una passeggiata sul lungo mare ed un primo giretto fra le vie pedonali del centro e poi andiamo nella winery piu’ antica della Nuova Zelanda, la Mission Estate che si trova su una collina poco fuori il centro del paese.
Missione Estate fu fondata nel 1851 da un gruppo di missionari francesi che porto’ alcune viti nella regione di Hawke’s Bay e la conoscenza per coltivarle. Mission Estate produsse il primo vino neozelandese nel 1963 e, nel 1983, creò il primo Chardonnay ottenuto da grappoli interi e fermentato in botte …. e Hawke’s Bay divenne capitale nazionale dello Chardonnay.
Ci godiamo il tramonto con la vista sulla vallata gustandoci ovviamente uno chardonnay e facendo una partita a burraco e poi a seguire una bellissima cena.
Tanti auguri!!




Sabato 14
Oggi abbiamo un tour guidato di Napier. Si inizia con la proiezione di un filmato molto suggestivo che fa vedere foto e spezzoni di video della vita a Napier alla fine degli anni 20 e poi la distruzione arrecata dal terremoto di grado 7.8 avvenuto a febbraio del 1931. La città fu rasa al suolo e in seguito venne velocemente ricostruita seguendo lo stile dell’apoca, cioe’ l’Art Deco. Napier è ora considerata la capitale dell’Art Deco e ogni anno il terzo we di febbraio si torna indietro nel tempo e tutto è in stile: la gente si veste in costume, ci sono balli, feste e competizioni varie. Dev’essere molto bello!
Con la guida passeggiamo nel paese e ascoltiamo tante storie da lei che ha sempre vissuto qui ed è imparentata con tutti. Entriamo in un negozio che vende tutto anni 20/30: vestiti, gioielli e scarpe. Davvero sembra tornare indietro nel tempo e quindi mi compero una borsetta fatta di perline.








Nel pomeriggio andiamo ad Havelock north, cittadina focalizzata sulla produzione di frutta e vino (sempre Hawke’s bay) che viene semplicemente chiamata “villaggio”. Pensavamo avessimo semplicemente un wine tasting ma in realtà si tratta di una vera e propria esperienza in quello che viene chiamato lo studio enologico di Smith & Sheth. Sean (il sommelier narratore) ci racconta per piu’ di 3 ore storie di personaggi, di ricerche di terre, di prove di vigneti e di vini. Siamo soli in una grande sala tutta nera con botti dove sta riposando il vino. C’è anche uno chardonnay messo in botte solo da qualche settimana. Smith & Sheth sono due personaggi che hanno comperato cantine in tre regioni: Hawke’s Bay dove producono con il nome Cru, a Molborough con il nome Pyramid Valley e in Central Otago con il nome Lowburn Ferry.
Esperienza davvero memorabile. Ovviamente comperiamo alcune bottiglie che ci facciamo spedire a Auckland.



A cena andiamo al “the central fire station” di Napier: la vecchia centrale dei pompieri restaurata dove mangiamo benissimo
domenica 15
Eccoci ancora in marcia diretti a sud, attraversando la regione di Wairarapa (acque scintillanti) in direzione Martinborough per 270 km.

Facciamo una sosta nella carinissima cittadina Greytown, fondata nel 1854 e che prende il nome dal suo primo governatore Grey. Le è stato conferito il titolo di città più bella della Nuova Zelanda nel 2017. La via principale ha ancora il sapore di un villaggio dell’800 con case di legno e porticati ed è ben manutenuta, con tanti negozietti e boutique fra cui è davvero piacevole passeggiare.
Arriviamo nel primo pomeriggio a Martinborough e siamo nell’hotel che si trova proprio in piazza (ovviamente si chiama Martinborough hotel). E’ un piccolissimo insediamento che si chiama “villaggio” ed è stato fondato nell’800 da un tizio che di cognome faceva ovviamente Martin, ha una sola piazza centrale da cui partono delle vie che si orientano come nella union flag. Qui tutto gira intorno al vino. Ci sono tantissime cantine qui intorno, circa una ventina tutte vicine che organizzano tasting, visite e pranzi.
Intanto noleggiamo le biciclette e facciamo un primo giro esplorativo al tramonto prima di sceglierne una per la cena: andiamo a Tirohana Estate dove beviamo bene e mangiamo cosi’ cosi ma in mezzo ai vigneti.






lunedi 16
Ancora una bellissima giornata! Montiamo sulle nostre bici e gironzoliamo fra i vigneti. Non c’è in giro nessuno. Facciamo una prima degustazione a Ata Rangi: arriviamo alle 11 e c’è chi ha già assaggiato 4 vini e se ne sta andando. Stiamo seduti di fronte al vigneto e degustiamo: buoni ma non ci convincono e non ne comperiamo.
Trasliamo poi nella cantina di Poppies che ha i tavoli fra i filari. Qui beviamo bene, mangiamo bene e ci rilassiamo ancora meglio al sole con sigaro. Sosta davvero bellissima.
Riconsegnamo le biciclette e risaliamo in macchina in direzione Wellington che dista un’ottantina di chilometri.





Entriamo a Wellingon…ed è città: traffico, palazzi e tanto rumore cche non vedevamo da giorni. Il nostro hotel si chiama Ohtel e si trova sul lungo mare. E’ molto bello, curato nei minimi particolari e abbiamo anche un giradischi con vecchi LP a disposizione in camera.
Ci facciamo un primo giretto esplorativo e andiamo a Cuba street che è una delle vie piu’ vecchie della città che prende il nome da una delle prime navi che hanno attraccato qui. E’ pedonale ma alle 6 è quasi già vuota e tutto e’ chiuso. C’è una abbondante di hippy e persone punk e anche di senzatetto. la prima impressione non è un granche.




martedi 17
Questa mattina abbiamo un’altra esperienza che si chiama “walk, eat and repeate”. Ci troviamo con John alle 9,30 e gironzoliamo per la città con lui per piu’ di 3 ore ascoltando tante storie e fermandoci in 5 posti per assaggiare cibi tipici. John è neozelandese ma è cresciuto in Portogallo e poi, lavorando sulle navi commerciali ha fatto una lunga sosta in Nuova Zelanda e ha conosciuto sua moglie che è maori e con cui ha vissuto 20 anni in australia. Sono poi tornato in NZ e lui ha aperto una società che organizza questi tour molto particolari e ora ha già 5 dipendenti e lavora quasi tutti i giorni. Con lui scopriamo angoli nascosti come un hotel che è praticamente un museo, stradine interne e tante storie e leggende. Assaggiamo la pavlova (anche se qualcuno pensa che sia di origini australiane), dei roll di pan care’ con il formaggio che si mangiano a colazione, la bibita L&P lemon&paeroa che si beve fin da bambini, andiamo in una pescheria per delle ostriche (purtroppo non ci sono ancora quelle di Bluff) e una whitebit e(frittata con i gianchetti), poi ovviamente in un posto specializzato in meat pie, in una cioccolateria artigianale e finiamo con un bicchiere di chardonnay in riva al mare. Bellissimo modo per visitare una cottà e conoscerla.
Weellington sorge sulla punta a sud dell’isola del nord ed è la capitale della NZ anche se è terza per dimensione dopo Auckland e Chistchurch. Sorge sullo stretto di Cook dove corrono venti fortissimi ed ha dunque il primato di città piu’ ventosa del mondo per velocità media del vento.
In questo difficilissimo stretto fa servizio il traghetto che collega le due isole e ci mette circa 5 ore. Questo tratto di mare è molto complicato a causa dell’effetto “imbuto” tra le due isole, delle correnti di marea opposte che causano onde molto ripide e disordinate e dall’ esposizione ai quaranta ruggenti. Andiamo al museo marittimo e leggiamo di un po’ di storie di naufragi … tanto per rimanere sempre all’erta.
Prendiamo infine l’iconico trenino a cremagliera rosso che si inerpica sulla collina dove ci sono i botanical gardner e poi ci facciamo una bella passeggiata a scendere.









mercoledi 18
Richiudiamo le borse per l’ultima volta e voliamo a Auckland dove ci sistemiamo nel solito airbnb vicino al cantiere. Ovviamente andiamo subito a trovare Tipota. E’ molto impolverata ma ci sono stati alcuni piccoli progressi.
Ci accorgiamo pero’ che si è rotto il testimone della drizza del genoa…domani c’è da lavorare!

One Comment
Work never stops.. Truly inspiring