
Lunedi 31 agosto, al tramonto, buttiamo l’ancora nel largo canale che si trova fra due isole, proprio di fronte alla città di Tual: siamo arrivati in Indonesia!

Tual è il capoluogo dell’arcipelago delle Isole Kei che è composto da 66 isole di cui 53 sono abitate. Si trova al confine fra il mare di Arafura e quello di Banda e da non molto è diventato un porto abilitato alle procedure di ingresso in Indonesia.
Dato che abbiamo sentito e letto tanti racconti a proposito della complessità delle procedure burocratiche indonesiane abbiamo deciso di prendere un agente che ci segue e che ci mette in contatto con altri agenti locali. Si chiama Raymond, vive a Bali e organizza vari rally di barche durante l’anno. Raymond ci ha procurato i visti personali e la Vassel Declaration e ci ha messo in contatto con Fatma, agente a Tual a cui abbiamo mandato tutti i documenti per tempo e che ha allertato e organizzato la Clearance. Non è che ci sarebbe proprio bisogno di prenotare…. qui arrivano pochissime barche…saranno una o due a settimana, per cui non hanno molto da fare.
Martedi 1 mattina alle 9 Fabio va a terra con il tender a prendere gli ufficiali della Biosecurity che salgono a bordo e controllano cibo, bagni e medicine. Abbassiamo la bandiera gialla e aspettiamo la chiamata per andare a prendere i Customs che invece controllano gli strumenti (MMSI e ais), vino (nessun problema ma non si puo’ portare a terra) e ancora le medicine. L’Immigration con lo sticker sul passaporto invece viene completata a terra da Fatma. Alla fine ci danno un libretto verde con dentro parecchi documenti che dovremo far vedere nei principali porti in cui andremo. Nell’irrisorio compenso di Fatma (circa 50 euro) sono compresi anche alcuni servizi tra cui portarci in giro con la sua macchina.
Per pranzo Fatma ci porta da Malinan un posto molto carino con terrazza sul mare dove siamo solo noi. Conosciamo il gestore Sabto, persona molto gentile che parla un ottimo inglese e angiamo per la prima volta cose tipiche come il sea grape (sono delle alghe con piccole bacche a grappolo), il Sir Sir, foglie di cassawa saltate in padella belle piccanti e un pescione bollito e fritto. Ci starebbe bene una birretta ma qui sono veramente molto ligi e non c’è alcool in nessun posto.



Ed infine recuperiamo anche il nuovo Starlink Mini registrato in Indonesia che abbiamo comperato on line e fatto consegnare ad un altro agente sempre del network di Raymond. Abbiamo preso un nuovo Starlink intanto perchè cosi’ abbiamo un altro back up che tra l’altro consuma molto meno e in secondo luogo perchè fino a qualche settimana fa sembrava che Elon Musk implementasse nuovi piani tariffari per cui conveniva avere l’apparecchio registrato nel paese in cui si naviga…per fortuna pero’ ha ascoltato tutte le ragioni, le lamentele e le petizioni dei naviganti per cui all’ultimo momento ha cambiato idea e ha introdotto un nuovo piano che si chiama Personal Maritime che consente i dato illimitati in tutti i paesi del mondo incluse le aree costiere… intanto pero’ noi abbiamo lo Starlink Mini registrato in Indonesia.
Il giorno dopo Fatma ci porta con la sua macchina rossa alla sua lavanderia di fiducia, all’ATM ” ma quella che funziona sempre”, poi da un suo parente a comperare la verdura, in un negozio di hardware ed infine al traditional market che è molto grande e rifornito e ci torneremo di sicuro per fare rifornimento prima di partire.
Abbiamo anche da risolvere un bel problema: Fabio ha trovato sale in sala macchine dovuto ad una perdita della pompa dell’acqua del generatore. Abbiamo il kit riparazione ma bisogna smontare la pompa e rimontarla … impieghiamo parecchie ore con il patema di sbaglare qualcosa nel rimontaggio (non osiamo pensare a quali sarebbero le conseguenze) ma alla fine il generatore romba come nuovo.
Per festeggiare torniamo a cena da Sabto che ha preparato una gigantesca aragosta (costo solo 15 euro) …. ma niente vinello.








Giovedi 3 settembre facciamo invece un’esplorazione in tender seguendo le anse che il mare forma spingendosi all’interno dell’isola fino a formare quasi due laghi. Ci sono colori bellissimi di acqua verde, azzurra e poi bianca. Buttiamo l’ancorotto perchè vorremmo fare due passi sulla spiaggia (ci manca camminare ) pero’ c’è la bassa marea ed è pieno di roccette e alghe e non c’è una vera spiaggia.. Ci sono alcuni pescatori chini a terra e andiamo a interrogarene uno che si chiama Rome e parla pure un po di inglese e ci fa vedere che raccoglie con il martello delle specie di ostriche che si annidano nelle radici di bassi coralli. Ci sono anche delle specie di cetrioli di mare che pero’ sembrano davvero dei serpenti.
Ci fermiamo a pranzo da Forganza che pare essere il ristorante piu’ rinomato del paese. In effetti è in una posizione bellissima sull’ansa del mare …. e hanno anche la birra!












Con un po’ di ritardo festeggiamo anche il grande traguardo di aver completato l’oceano Pacifico ed essere entrati nell’Indiano avendo percorso piu’ di 25.000 miglia…. siamo davvero ancora emozionati e quasi increduli. Avevamo messo da parte una buona bottiglia di champagne per questo momento e la stappiamo con grande gioia e una buonissima cena preparata da chef Fabio.
Venerdi 4 settembre andiamo con Fatma all’aereoporto ad accogliere Tim che ha fatto un lungo viaggio con pernotto a Silawasi per arrivare fin qui. Come sempre ha una valigia piena di regali e cose che Fabio ha fatto recapitare. Tim rimarra con noi una decina di giorni fino a Banda Neira.

4 Comments
Wow. Welcome to Indonesia. I love reading what you are up to. It is always something different. Congrats on the generator repair. We are getting a new one in November!
Wow. Welcome to Indonesia. I love reading what you are up to. It is always something fascinating. Congrats on the generator repair. We are getting a new one in November!
Oops double post! 😊
Indonesia, it seems sadness…or not ?