DISTANZA: 356 Nm (23.302)
DURATA: 3 gg 4h (76 h)
EQUIPAGGIO: 2

V. MEDIA: 4,7 Kn (112 Nm/day)
MOTORE: 4 h (189)
WATERMAKER: 3 h – 300 l (637)

VENTO : 4/28 Kn
GENERATORE: 3 h (536)
PESCA: (non abbiamo pescato)


Giorno 1 – 18 Agosto 2026 (168 Nm)

Dopo una settimana indimenticabile alle Louisiade è tempo di riprendere il mare; il mese di aglosto 2026 è intenso, tre tappe lunghe per arrivare ai primi di settembre in Indonesia a Tual. Questa tappa, fino a Port Moresby è la più corta delle tre con circa 350 miglia nel Coral Sea, prima di abbandonare il Pacifico e fare lo stretto di Torres.

Le previsioni sono buone con vento tra 10 e 20 Kn per i prossimi tre giorni; dobbiamo arrivare la mattina di Venerdì perchè dogana e immigration sono chiusi durante il week end. Comunque la sosta a Port Moresby sarà corta, giusto il tempo per fare gasolio (siamo al 65%) e la spesa; Port Moresby è considerata una delle città più pericolose al mondo.

Abbiamo prenotato allo storico yacht club che pare essere sicuro e ben protetto, nel costo del marina è incluso un viaggio al supermercato con un taxi di fiducia che funge anche da guardia del corpo!

Per fare 350 miglia pianifichiamo due giorni e mezzo, ma dobbiamo partire prima delle 15:00 per riuscire ad uscire dalla grande barriera delle Louisiade con la luce.

Alle 14:30 tiriamo su l’ancora e lasciamo la bellissima baia di Bagaman dove siamo stati tre giorni molto intensi e toccanti.
Appena doppiata la punta dell’isola che offriva un ridosso totale, abbiamo 20Kn di bolina larga con direzione SO, verso il grande canale di Jonard che collega il Mare dei Coralli al Mare delle Solomon: è un passaggio profondo che che evita alle navi in direzione N/S di girare intorno alle Louisiade e alle infinite barriere di corallo che le circondano: è l’autostrada per le navi tra l’Australia e l’asia – Cina, Giappone, Corea..

Per uscire dalla laguna delle Louisiade verso il canale di Jonard, c’è una passe abbastanza semplice e senza corrente perchè sul lato S la laguna delle Louisiade è abbastanza aperta verso l’oceano con larghi spazi tra i reef.
Filiamo veloci tra 8 e 9 Kn, all’inizio abbiamo abbastanza onda, che poi cala quando ci ridossiamo alle isole vicino alla passe.

Verso le 18:00 usciamo dalle Louisiade e rimettiamo l’AIS su visibile; siamo subito nel canale di Jonard che ha le “Traffic Separation Zones”, le corsie per le navi. Noi dobbiamo tagliare la corsia trasversalmente e la cosa mi preoccupa un poco: ci sono parecchie navi e ormai è buio. Il canale è largo circa 10 miglia e la TFZ 5 Nm, bisogna stare molto attenti. Alla fine passiamo vicini a due cargo e con uno dei due mi devo accordare con il VHF sulla rotta (port 2 port) per evitare patemi d’animo.

Chiamare le navi ed accordarsi è sopratutto un buon modo per fargli notare la nostra presenza, dirgli che siamo a vela e… verificare che ci sia qualcuno in plancia ai comandi che risponde al VHF.
In questo caso tutto ok.

Attraversato il canale, scendiamo ancora un poco verso SO e poi poggiamo per O. Durante la notte poi continuiamo a poggiare fino a circa 120 di TWA e rotta per OSO costeggiando a debita distanza i reef che si estendono verso SE dalla grande isola della Papua Nuova Guinea.

Facciamo tra 8 e 9 Kn ma l’onda ora è al traverso ed è tra 2-3m, quindi non comoda; Lauretta fa fatica a cenare, ma sappiamo che il primo giorno è il più difficile. Riso, patate lesse e uova strapazzate per Lauretta, piadina farcita con tutto per me.


Giorno 2 – 19 Agosto 2026 (141 Nm)

Durante la notte il vento cala sui 115-17Kn e il boma sbatte sulle onde, quindi alle 06:30 mi alzo e metto la ritenuta che pigramente avevo evitato. Comunque in mattinata il mare diventa meno ripido, il cielo è azzurro e spende il sole, vento al lasco… e oggi lo dichiariamo giorno di champagne sailing.

Al rilevamento delle 24 ore abbiamo fatto la bellezza di 168 Nm alla media di 7 Kn; i nostri calcoli di ETA per venerdì mattina sono saltati, dovremmo arrivare domani giovedì 20 Agosto verso sera. L’ingresso nella baia di Port Moresby non sembra troppo complicato, ma ci preoccupa la sicurezza. Scriviamo allo Yacht Club chiedendo se è sicuro ancorare davanti al marina per la notte e ci rispondono immediatamente che non ci sono grossi pericoli… speriamo bene.

Le previsioni davano vento da SE, mentre per tutto il giorno rimane da S che per noi è molto meglio: riusciamo a seguire una rotta quasi parallela alla costa da cui ci teniamo al largo di 30-40 NM con un TWA di 140 e un AWA di 120, un ottimo lasco con randa e genoa tra i 6 e gli 8 Kn di velocità. Domani in mattinata pensiamo di alzare il BWR per le ultime 50 Nm verso N e Port Moresby.

Durante il giorno apro tutta randa, per la notte la riduco un poco, ogni tanto il vento sale sui 20-22 e potrebbero anche esserci degli squall che di notte il radar non sempre segnala bene.

Ci manca la pesca, ma per quanto continuiamo a mangiare tonno, il freezer è ancora pieno a tappo e non avrebbe senso sprecare un pesce pescato.

Stasera, riso con le verdure e … tonno tataki; Lauretta sta meglio.


Giorno 3 – 20 Agosto 2026 (47 Nm)

Mi sveglio alle 0730, c’è una giornata spettacolare, e dobbiamo strambare, ossia alzare il BWR e quindi passare mure a dritta (o quasi poppa piena) in rotta diretta per Port Moresby.

Il vento è calato sui 12-13 Kn e il BWR sbatte un poco, ma ci fa fare 5-6Kn fino alle 1300 quando il vento muore sotto i 6Kn.

Proviamo a resistere, ma dopo un oretta a 3Kn accendiamo motore; il vento dovrebbe risalire nel pomeriggio, ma per questa traversata le previsioni non ci hanno proprio preso, quindi vedremo.

Alle 15:30, il vento torna sui 10 nodi, riapriamo il BWR ed è una navigazione doppio champagne. Poppa piena, con il vento che si stabilisce sui 15Kn e noi che scivoliamo sull’onda lunga di poppa in rotta diretta, sole e un cielo blu scintillante.

Il vento sale ancora un poco verso sera, sui 17-18 e la nostra ETA al canale di ingresso della laguna di Port Moresby è per le 21:00.

Entrare al buio in un porto di una grande città non è mai semplice, qui ci sono anche vari reef e un sacco di navi ormeggiate. Comunque la cartografia pare sia accurata, abbiamo il radar e Laura di vedetta (al tambucio che a prua fa freddo); schiviamo un paio di barchini che pescano vicino alla passe e con cautela arriviamo davanti allo Yacht Club che sono le 10:30.

Buttiamo l’ancora e abbiamo già avvisato il marina che domani mattina siamo pronti alle procedure di ingresso: biosecurity, customs, immigration.

Il Pacifico ci ha regalato due ultimi giorni memorabili

2 Comments

  1. Luciano Bertuzzi

    Buon vento ⛵️e occhio alla rotta 💪

  2. Giovanni

    Ancora piadina?🫓😂😘

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