
Siamo arrivati nella baia di Uliveo davanti all’isola di Maskelyne sabato 18 Luglio 2026 dopo una veleggiata di 20 miglia da Lamen Bay – Epi Island. Il tempo è coperto e le previsioni sono brutte per i prossimi giorni, quindi la baia di Uliveo , protetta su tutti i lati, ci sembra il posto giusto.

Mentre entriamo nella passe a sud, ci viene incontro un piccolo gommone con a bordo Ambong Philip, che subito si prodiga per aiutarci ad ancorare nel posto migliore disponibile, siamo all’ancora insieme a due barche piccole, ed entrambe rosse… un trimarano americano e una barca d’acciaio francese.
Ambong abita nel più piccolo dei due villaggi che si affacciano sulla baia, sul lato E; tutti lo chiamano Philip, compresi i commenti su Noforeignland. Ancoriamo ed andiamo a terra a conoscerlo.
Veniamo accolti con tanto calore, tutti ci sorridono, ci salutano e ci indicano la casa di Ambong che è anche sede dello “Yach club”.
Parlando con lui ci spiega che qualche anno fa ha avuto l’idea di rendere la sua baia più accogliente per le barche che si fermano in rada e ha creato una bella tavola di legno con la scritta “Yach Club”.
Con il tempo ha aggiunto un paio di luci di segnalazione per marcare l’ingresso al villaggio con i dinghy al buio e con la famiglia ha iniziato ad organizzare servizi per le barche.
In modo molto gentile, quasi timido, ci spiega che potrebbe organizzare una cena, la Kava, una passeggiata e ovviamente lo snorkeling con i Dugonghi. Subito prenotiamo la cena e ci diamo appuntamento dopo poche ore.

Intanto ci presenta sua moglie, che ha subito iniziato a cucinare per noi, e i suoi cugini Richard e Nicptik che è anche il responsabile della scuola del villaggio e delle “comunicazioni” essendo quello che ha il cellulare con whatsapp.
Sabato ceniamo dai Philip, in uno spiazzo coperto davanti a casa loro, il villaggio non ha corrente e hanno un faretto a batterie con celle solari per illuminare il tavolo. Ambong ci racconta della sua famiglia: suo figlio è con loro, mentre la figlia sta studiando a Luganville sull’isola di Espiritu Santo.
Ci spiega che per anni ha lavorato in Nuova Zelanda, a raccogliere la frutta per la stagione, stando lontano da casa anche 6 mesi all’anno. Capiamo anche che siamo stati fortunati, perchè da lunedì a mercoledì c’è il festival delle “Canoe Races” al villaggio più grande sul lato Ovest dell’isola. Ambong e la sua famiglia sono nel comitato organizzatore
La gentilezza e la spontaneità della famiglia e di tutto il villaggio sono speciali; ci salutiamo con appuntamento alla mattina dopo per i Dugonghi: Ambong e Richard ci accompagnano e Ambong nuota con noi.

Al pomeriggio gli chiediamo di fare la Cava e loro ci preparano una bellissima coreografia con cerimonia e sedie fronte mare per noi due; compiliamo anche il guest book dello yacht club e doniamo il guidone della LNI con scritto Tipota. Scopriremo dopo che la domenica non bevono la Cava e che quindi hanno fatto una eccezione per noi in segno di ospitalità.
Piantiamo anche un giovane cocco (Un ramo cresciuto da una noce di cocco caduta) nel giardino dello Yacht Club a ricordo di Tipota… la prima barca italiana che ha ancorato a Maskelyne ci dice Ambong.
Stiamo con Ambong e la sua famiglia durante i giorni del festival e diventiamo amici; qui tutti sono imparentati tra loro e i Philip sono una delle famiglie più numerose e influenti, ma noi ricorderemo la loro gentilezza e semplicità.
