
Venerdi 23 ottobre, accompagnamo per un po di strada Piro che va all’aereoporto e torna a Milano mentre noi ci fermiamo a Mataram a fare la spesa. Dobbiamo tornare in motorino pieni di sacchetti di cibo fresco e poi diamo una bella rassettata alla barca.
Puccio arriva da Singapore giusto per una cenetta indonesiana al baretto del Marina e poi molliamo subito gli ormeggi perchè abbiamo tanta strada da fare (in totale saranno piu’ di 700 miglia) e il vento è davvero poco.
Facciamo un’ottantina di miglia con turni che vedono Fabio fino alle 3, Laura dalle 3 alle 6 e Ale dalle 6 alle 9 e in mattinata ormeggiamo a Palau Saor, isoletta del gruppo delle Kangean, nel mar di Bali.
Sembrerebbe un arcipelago sperduto e disabitato sulla carta in realtà ci sono parecchi villaggi e soprattutto tutte le isole sono abbondantemente coltivate.
Andiamo subito in esplorazione sulla lingua di sabbia vicina e facciamo un inaspettato bel snorkeiling






Il giorno dopo a colazione facciamo il debrief con il conto all’indietro dei giorni e delle miglia che dobbiamo fare per arrivare a Bellitung il 31 ottobre, avendo Ale il volo il 1 novembre e soprattutto noi dobbiamo uscire dall’Indonesia in quanto il 2 novembre ci scade il visto di 2 mesi (sono già passati 2 mesi dall’ingresso in Tual!!). Capiamo dunque che dobbiamo partire subito.
Navighiamo per piu’ di 2 giorni con un venticello che per fortuna non molla ma non supera mai i 10-11 nodi, per cui andiamo pianissimo. Ale riesce a fare parecchie call. Ad un certo punto il mare si mette a ribollire di pesci, letteralmente un ribollio ovuque: sono piccoli sgombri di 30-40 cm che sarebbero da prendere con le reti, mentre alle nostre canne non abbocca nulla e agganciamo solo un grande ramo. Fa molto caldo per cui ad un certo punto rallentiamo per fare la traina e rinfrescarci un poco.
All’alba, per la prima volta dopo settimane, incontriamo anche uno squall… quest’anno c’è grande siccità in Indonesia a causa del Nino.







Il 27 mattina arriviamo finalmente a Gili Noko, una piccola isoletta con sopra una pineta a est di Bawean. Il cielo è molto grigio e in alcuni punti carico di pioggia e ci dispiace non vedere questo bellissimo posto con un sole pieno.

Prima di andare a terra ci fermiamo a salutare i nostri vicini di barca: Land of Plenty con Chris e Silvy. Sono francesi/canadesi simpatici e subito organizziamo grigliata a terra per la serata.
Andiamo sull’isola e devo dire che camminare fra i pini con gli aghi secchi fra i piedi fa proprio strano. Deve essere un posto da gita giornaliera dall’isola principale Bawean: ci sono alcune famiglie locali che si rilassano all’ombra e bambini che giocano. Ci viene chiesto di pagare il ticket di pochi euro per stazionare qui.
Passeggiamo sulla sabbia e, grazie alla bassa marea, arriviamo fino al villaggio che sorge sulla vicinissima isola. Percorriamo alcune stradine ma non c’è nessuno anche perchè e il momento della preghiera. Non c’è nulla e nessuno tranne 3 bambine carinissime che ci seguono tutto il tempo e ci salutano fino a quando ritorniamo sull’isola dei pini.
Nella sabbia ci sono tantissime piccole stelle marine.
Dopo un riposino per qualcuno e qualche call per qualcun altro (Ale) si va ancora in spiaggia per la grigliata con Land of Plenty. Grigliamo spiedini di tonno e beviamo il pastisse portato da Chris. Come sempre ci raccontiamo le nostre storie con particolare enfasi sugli incagliamenti (mal comune mezzo gaudio). Anche loro faranno probabilmente l’Indiano l’anno prossimo per cui magari ci rivedremo.












Mercoledi 28 dopo uno snorkeling fra i coralli e un caffe’ con Chris e Silvy da noi, partiamo: destinazione Belitung che si trova a circa 350 miglia. Alziamo subito il blue water runner e andiamo a vela per tutto il giorno, poi verso sera cambiamo con il gennaker ed infine alle 2 di notte non c’è proprio piu’ storia e bisogna accendere il motore.
Alla mattina successiva peschiamo un bellissimo esemplare di pesce vela: in una mezz’oretta, lo sfilettiamo, impacchettiamo sotto vuoto ed è in freezer. Lasciamo fuori i pezzi piccoli per la tartare di mezzogiorno.
Nel pomeriggio ancora un cambio: sostituiamo il gennaker con il blue water runner ma riusciamo a tenerlo solo fino alle 2.30 di notte e poi si va ancora a motore.





La notte passa a controllare tantissimi pescherecci superilluminati che schiariscono l’orizzonte: sono i “bagan” , tipici dell’indonesia. Sono grandi canoe con lunghi e larghi bracci laterali che non servono per stabilizzare bensi per sostenere potenti luci (alimentate da generatore) e reti. Ne vediamo fin da quando siamo entrati in Indonesia e alcuni diventano proprio piattaforme fisse. Quelli che invece incontriamo in queste notturne vanno velocissimi e non vengono identificati neppure dal radar. Bisogna stare con gli occhi ben aperti ed essere pronti a cambiare rotta.




Facciamo tante ore a motore prima di arrivare a Bellitung, non c’è proprio vento ma alla fine buttiamo l’ancora sabato 31 ottobre nell’angolo nord ovest dell’isola, nella zona piu’ bella e nota, proprio di fronte allo Sheraton Resort dove Ale ha prenotato l’ultima notte avendo il volo per Singapore alle 6 del mattino (evitandoci dunque una svegliataccia, grazie Ale).

Belitung non è molto conosciuta pur essendo a solo un’ora di volo da Singapore e vive essenzialmente di turismo locale anche se si sta investendo per rendere l’isola piu’ attrattiva per i turisti internazionali. Ha bellissime spiaggie bianche, bellissimi coralli ed è circondata da una miriade di isolotti la maggior parte dei quali disabitati. Ci dispiace davver non poterci fermare a lungo ed esplorare la costa a ovest.
Noi andiamo in esplorazione sulle isolette vicine che sono molto diverse da quelle incontrate finora: ci sono formazioni rocciose bianche e levigate dal vento e dall’acqua. I colori del mare in contrasto con il bianco della roccia e del verde della vegetazione potrebbero essere bellissimi ma purtroppo la giornata è molto uggiosa e il cielo bianco rende tutto uniforme.
Ci vestiamo belli belli e andiamo al ristorante del resort dove Ale ci offre una fantastica cena a base di pescato alla griglia e poi ci saluta. Cena davvero memorabile: ci torniamo anche domani!








