Komodo con i Malloy

Arriviamo a Labuan Bajo il 6 ottobre nel pomeriggio e ci ormeggiamo nella baia a nord circondata da isolotti e coralli. Siamo a 10 minuti di macchina dal paese principale ma il resort di fronte a noi che si chiama Sylvia ha a disposizione macchine e taxi, ha un comodisismo pontile, un ristorantino (non buono) e ci smaltisce pure la spazzatura.

Fa davvero caldissimo e per la prima volta in 3 anni montiamo il tendalino. L’operazione porta via solo pochi minuti e fa tantissima ombra su gran parte della barca.

Conosciamo Geoffry, un agente/tour operator suggerito sempre da noforeignland che ci da’ una mano a espletare un po di incombenze: acquisto tikets per l’ingresso nel parco naturale, lavanderia, spesa, gasolio. Per la spesa ci accompagna in macchina in centro e proviamo ben 2 supermercati ma purtroppo non riusciamo a trovare tutto quello che ci serve.

Il gasolio invece ci viene consegnato sulla spiaggia in 7 taniche da 35 litri che poi devono essere filtrate e riversate nel serbatoio. Non proprio comodo.

In paese ci facciamo anche un massaggio da 90 minuti per 25 euro in totale…che affare!

L’8 ottobre pomeriggio andiamo all’aereoporto ad accogliere i Malloy: John e Kendra, genitori di Jax. Avevamo provato ad organizzare un po’ di giorni su Tipota quando eravamo in Nuova Zelanda ma i lavori al motore erano andati per le lunghe per cui avevamo spostato a ottobre in occasione anche di appuntamenti di lavoro di John a Singapore. Hanno fatto davvero da “boat mules” e quando apriamo i bagagli come sempre sembra Natale fra le spare parts ordinate da Fabio e i regali che ci portano loro (fra cui una bottiglia di Sassicaia e una di barolo spaziali). Andiamo fuori a cena a festeggiare il compleanno di John.

Il 14 ottobre partiamo dopo colazione e si alza anche una bella brezzolina che ci consente di andare a vela. Dopo tanta indecisione dovuta al fatto che ci sono davvero tantissimi posti dove ancorare e da vedere, decidiamo di fermarci a Turtle Point. Appena arrivati ci sono già dei barconi alla boa ma alcuni ragazzi ci aiutano a prendere l’ultima rimasta libera. Quando le barche dei turisti se ne vanno (tranne una che rimane tutta la notte) noi andiamo a fare snorkeling. Non vediamo tartarughe ma un’infinità di pesci colorati che danno davvero l’impressione di essere dentro ad un acquario.

Aperitivo con lucine e risotto all’aragosta preparato da Fabio che pero’ sta male e non si gode la serata.

Il giorno successivo ancora prima di colazione siamo in acqua a cercare tartarughe. L’acqua è trasparentissima e si vedono pesci già dalla barca. Sono già arrivate delle barche con i turisti e alcune di loro buttano cibo. In effetti vediamo parecchie tartarughe e tanto altro pesce. Prendiamo poi il tender e andiamo in esplorazione su una spiaggia bianca con acqua verdissima e li si che vediamo tartarughe e razze. Purtroppo anche qui, pur essendo all’interno di un parco naturale c’è parecchia immondizia che si è accumulata nella parte alta della spiaggia. Ma che gran peccato, chissà quando anche gli indonesiani impareranno per davvero a non buttare plastica in mare.

Andiamo anche sull’isolotto di fronte dove non c’è nessuno e facciamo un bellissimo snorkeling e soprattutto siamo solo noi.

Nel pomeriggio salpiamo e ci dirigiamo verso sud. Nel canale fra Rinca e Komodo ci sono 6 nodi di corrente…a favore per fortuna.

Ci ormeggiamo al tramonto proprio di fronte al villaggio di Komodo: il cielo è un po’ lattiginoso e il mare uno specchio il che rende l’atmosfera quasi incantata e magica.

Alle 6.30 del giorno successivo abbiamo appuntamento sulla testa del pontile del villaggio di Komodo con la nostra guida per andare a caccia di dragoni.

La guida parla un ottimo inglese e con lei attraversiamo il paese prima di salire sulle prime colline. Ci racconta davvero tante cose.

I dragoni possono arrivare a misurare 3 metri di lunghezza e a pesare 50-60 kg, i maschi sono piu’ grandi delle femmine.

Il suo morso è letale grazie alla combinazione di ghiandole velenifere che rilasciano tossine (causando calo di pressione, shock e problemi di coagulazione) e fino a 60 diversi tipi di batteri presenti nella saliva. Nel 2017 un turista si è avvicinato troppo ed è stato morso: non c’era ancora l’ospedale e l’hanno dovuto portare a Labuan Bajo dove è morto.

Il dragone può compiere scatti brevi fino a 20 km/h e utilizza una lingua biforcuta per fiutare le prede a grande distanza: mangiano galline, cinghiali e daini

Sono noti per il loro cannibalismo: gli adulti non si fanno problemi a mangiare i giovani esemplari se il cibo scarseggia. Per questo motivo, appena nascono, i piccoli draghi corrono ad arrampicarsi sugli alberi, dove trascorrono i primi anni di vita cacciando insetti e uccelli al sicuro dai loro famelici genitori.

Hanno uno stomaco incredibilmente elastico e mascelle flessibili simili a quelle dei serpenti. Questo permette loro di ingoiare enormi pezzi di carne intere, arrivando a consumare fino all’80% del proprio peso corporeo in una sola sessione. Se si sentono minacciati subito dopo aver mangiato, possono vomitare il pasto per alleggerirsi e scappare più velocemente

Sono abili nuotatori in grado di spostarsi da un’isola all’altra via mare

Ne abbiamo visti 12 stesi a terra a riposare e uno che camminava con aria aggressiva e con la lingua biforcuta che continuava ad uscire. Bleahhh

Tornati in barca ci spostiamo solo di poco e ci ormeggiamo di fronte alla famosa spiaggia rosa. Da lontano non sembra rosa ma quando si arriva a terra l’effetto c’è per davvero! Siamo fortunati perchè non c’è quasi nessuno e ci possiamo godere 4 passi in tranquillità oltre ad una fresca birretta venduta da Mama Tia

Dalla spiaggia rosa ci spostiamo verso est dove c’è un isolato ancoraggio di fronte all’isola di Giggo. Durante la navigazione traviamo una forte corrente dovuta alla somma dell’effetto della marea con quello del livellamento fra il mare di Flores e l’oceano indiano.

La baietta dove buttiamo l’ancora è riparatissima e siamo davvero solo noi. Proviamo ad andare in perlustrazione con il tender ma c’è la bassa marea e non riusciamo a superare il reef, per cui le donne si dedicano a maindfullness mentre i maschi meditano e basta.

La mattina successiva, con l’alta marea, riusciamo ad andare su una spiaggia molto bella, con sassi rosa e che nasconde una piccolissima spiaggetta dentro alla roccia e ci facciamo un lungo bagno rinfrescante e tante foto. Salpiamo in tarda mattinata avendo fatto il calcolo per avere marea crescente e corrente a favore e facciamo il canale fra due isole dove siamo attorniati da mulinelli, chiazze di mare piatto e pezzi di mare turbolento. In alcuni momenti sembra di essere dentro ad un fiume all’interno del mare e la prua sbanda in modo considerevole. Arriviamo ad avere fino a 9 nodi di corrente a favore che ci spingono fino a 14 nodi di velocità verso nord. E’ davvero impressionante.

Arriviamo all’ancoraggio di Sabior Besar dove buttiamo l’ancora proprio vicino ad un lungo molo serpeggiante con di fronte un bellissimo scoglio calcareo circondato da coralli. Si potrebbe anche fare una hike sulla cima della collina ma preferiamo fare lo snorkeling: c’è ovunque corallo e tanto pesce.

Il 13 ottobre in mattinata facciamo drift snorkeling, rimanendo agganciati al tender mentre la corrente ci spinge via e, come in un film, vediamo coralli, pesci e tartarughe.

Torniamo poi a Labuan Bajo a motore e salutiamo i Malloy che volano a Boston… ma prima un’ultima birretta insieme.

2 Comments

  1. Anonymous

    Amazing it looks like a dream come true!!

  2. Bridget Brennan

    Wow, those Komodos!! I love reading about your adventures, thank you as always for sharing them. My husband is a sailor, and on Sunday mornings I enjoy reading your stories aloud to him over coffee!

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