Il 30 settembre nel pomeriggio lasciamo Bonerate e ci dirigiamo verso sud ovest andando incontro alla grande isola di Flores. Ci sono tanti ancoraggi a nord di Flores e anche parecchi posti da vedere all’interno dell’isola ma purtroppo il tempo stringe e il monsone incomincia a singhiozzare per cui cerchiamo di guadagnare rotta a ovest e andiamo a Bari Bay dove arriviamo dopo una favolosa notturna con il jennaker e vento costante intorno ai 15 nodi.



Facciamo molta fatica a trovare uno spot per buttare l’ancora perchè come sempre a bordo del reef c’è molta profondità e roccia. Troviamo uno spot solo a 29 metri.
Siamo venuti in questo posto anche perchè avevamo letto di un meraviglioso spettacolo offerto da migliaia di pippistrelli che al tramonto si spostano da un’isola ad un altra…. ma in realtà non ne vediamo nemmeno uno …sigh! Forse hanno cambiato definitivamente isola.
Dopo quasi 2 mesi di sole e cielo azzurro arrivano delle nuvole nere da terra e anche la pioggia che con piacere da’ una bella sciacquata alla barca salatissima.
Il giorno successivo facciamo un lunghissimo e faticosissimo giro in sup nella baia. Andiamo a vedere il villaggio dove stanno costruendo una grande barca di legno. Ci sono bellissime assi di teak stese ad asciugare e Fabio recupera due tavolette di scarto perchè possono sempre servire per fare i lavoretti. Dato che c’è parecchio vento contrario, solo Fabio si avventura in sup verso la barca e poi torna a prendermi con il Potino. Anche la seconda sera, senza pioggia, dei pippistrelli nemmeno l’ombra.
Il 3 ottobre mattina decidiamo di partire ma l’ancora è bloccata. Facciamo un bel po di tentativi ma nulla da fare. Decidiamo di mandare in perlustrazione il drone sottomarino ma anche lui ha dato forfait. Fabio prova a ripararlo ma sembra impazzito e le eliche vanno senza nessun comando. Ne consegue che l’unica soluzione è l’immersione. L’ancora è a 29 metri ma la catena si è impigliata sotto alcune rocce e Fabio riesce a liberarle finendo tutta una bombolina e infine riusciamo felicemente a partire.






Facciamo solo 10 miglia e arriviamo a Gili Bodo (o Sebabi), isola disabitata dove ancoriamo proprio fra due reef e davanti ad una spiaggia bellissima.
Vediamo delle scimmie che vanno a caccia di cibo sul bagnasciuga e al tramonto andiamo anche noi a terra. In un angolo della spiaggia, protetto dagli alberi, qualche velista nel passato ha iniziato a costruire un piccolo rifugio costituito da una capanna, delle sedie, tavolini, sculture di legno e tanti oggetti costruiti con quanto raccolto sulla spiaggia. Davvero un posto unico e siamo solo noi.
La passeggiata sulla spiaggia con il sole che cala sul profilo delle isole dell’arcipelago di Komodo rimarrà memorabile e decidiamo di fermarci ben 3 notti.
Lo snorkeling sui due reef è molto bello, con tanti coralli e anche parecchi pesci. Fabio fa anche volare il drone che riprende i bellissimi colori del mare prima di….schiantarsi su un albero. Subito ci fiondiamo a terra e grazie al gps e ad un suono emesso dal drone, facendoci strada fra la sterpaglia, riusciamo a recuperarlo. Non è nemmeno tanto acciaccato.
Facciamo un bellissimo falo’, il primo da soli noi due e bisogna dire che avere a disposizione tavolini e seggiole rende la cosa piu’ comoda anche se ormai siamo organizatissimi: cuociamo il pane, poi spiedini di tonno e un po’ di mango.















Il terzo giorno arriva anche il trimarano Tribalance con a bordo una coppia kiwi con due bimbi (uno di solo 1 anno): andiamo a salutarli e subito decidiamo di fare un altro falo’ insieme. Noi portiamo spiedini di tonno mentre loro portano riso e un curry con del vino bianco. Ancora un fantastico tramonto con tante chiacchiere.
Il 6 ottobre alziamo l’ancora (questa volta al primo colpo) e andiamo verso Komodo. Ci contatta Anne O’riordan, una ex collega di Accenture che ha controllato sul tracking e ha visto che siamo vicini: lei e il marito sono su un barcone a fare una settimana di immersioni nel parco. Condividiamo le posizioni e li raggiungiamo. Non c’è nemmeno un alito di vento per cui si galleggia senza dover ancorare e con il Potino li portiamo a bordo di Tipota per un caffe’. Dire che il mondo è piccolo e’ poco. Dopo un po’ di chiacchiere e aggiornamenti vari ci salutiamo e noi ci dirigiamo verso Lubuan Bajo dove ancoriamo nella baia a nord, di fronte al Sylvia resort.







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Oh my, love you connected with Anne!
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