DISTANZA: 546 Nm (16891)
DURATA: 5 gg 21h (141h)
EQUIPAGGIO: 2
V. MEDIA: 3.8 Kn (92 Nm/day)
MOTORE: 25h (1173)
WATERMAKER: 6h – 600 l (354)
VENTO : 0/15 Kn
GENERATORE: 3h (351)
PESCA: 3
Giorno 1 – 10 Settembre 2025 (56 Nm)

Ci svegliamo con calma nell’atollo di Maupihaa e prepariamo la barca per la traversata verso Samoa; sono 1050 Nm in un tratto del pacifico dove l’aliseo non è costante e l’influenza dei fronti nel sud pacifico si fa sentire. Verso le 11 attraversiamo la passe, è una giornata stupenda ma non c’è vento. Si vede il fondale e nella passe ci sono comunque 2 kn di corrente ad uscire, comunque niente al confronto dei 6,5 kn che abbiamo avuto quando siamo entrati.
Le previsioni danno un vento da SE che dovrebbe alzarsi nel pomeriggio. Siamo a motore in un mare liscio come l’olio con le onde lunghe che comunque non superano i due metri, hanno periodo lungo e non danno fastidio.
Abbiamo due canne, una con il classico polipetto australiano e l’altra con un Rapalà testa rossa: il freezer ha ricominciato a funzionare ed è vuoto, prono per il pesce.
Verso le 14:00 sento un odore strano, apro la sala macchine e il disco dello shaft break è rovente (!!). Era già successo tra Panama e le Galapagos ed è una cosa molto pericolosa che potrebbe portare ad un incendio. A Raiatea ho messo il nuovo shaft break che ha funzionato fino ad oggi, ma evidentemente e diversamente da quanto scritto nelle istruzioni, il sistema non era stato “factory purged” e c’era dell’aria nel circuito dell’olio. Per fortuna ormai so come funziona e dopo averlo raffreddato, faccio l’operazione di spurgo e la calibrazione del freno; ripartiamo e il disco non scalda più.

Verso le 18 è ormai evidente che il vento previsto non sta arrivando e le nuove previsioni lo danno in arrivo solo domani pomeriggio. Prendiamo la decisione di non proseguire a motore, di spegnere tutto e galleggiare in attesa del vento.
Mentre aspettiamo di passare l’atollo disabitato di Manuae (senza passe) abbocca qualcosa: finalmente il rumore del mulinello che urla, non lo sentivamo dalle Tuamotu. Ferro e comincio a recuperare, non è grande, probabilmente un tonnetto che però salta e si slama… peccato abbiamo voglia di pesce fresco.
Il tramonto è spettacolare e per le 19 spegniamo il motore: una sensazione strana essere nel mezzo del pacifico in calma piatta a galleggiare e muoversi solo con la corrente, la randa è su, ma solo per limitare il rollio. Stasera niente turni, ma sonno vigile, nell’attesa che si alzi il vento
Giorno 2 – 11 Settembre 2025 (109 Nm)
Una notte surreale! fermi in mezzo al pacifico, allarmi AIS e Radar accesi e siamo andati a dormire entrambe; non ci era mai capitato finora.

Ci svegliamo al mattino e il vento ancora non c’è; durante la notte la corrente ci ha fatto fare una traiettoria strana, prima verso nord e poi verso SO, comunque nelle 24 ora abbiamo fatto solo 56 Nm.

Verso le 11:00 si alza una leggera brezza, alziamo il gennaker e riusciamo finalmente a muoverci; inizialmente facciamo 3 nodi e si riesce a fare persino il bagno alla traina.
Le previsioni non erano corrette e purtroppo ora prevedono vento forte e mare formato per gli ultimi giorni della traversata. Io continuo ad insistere con l’ufficio dogane delle Cook per avere il permesso di fare sosta a Suwarrow, sarebbe ideale per evitare il cattivo tempo, senza allungare di molto…ho poche speranze però.

La giornata è bella e il vento piano piano sale sui 10-12 nodi facendoci filare bene con il gennaker. Verso sera (sembra un appuntamento) il mulinello urla, ferro e capisco che è grosso…. dopo mezz’ora di combattimento si slama :((
Sia ieri che oggi ha abboccato al Rapalà testa rossa e quello di oggi ha piegato l’amo dell’ancoretta sulla coda; era quella originale, e la cambio con una più grande.
Per consolarci, aperetivo al tramonto a prua
Nella serata il vento va sui 15 nodi, ma decidiamo di tenere il gennaker. Verso le 22:00 ci passano sopra nuvoloni neri, siamo tra due zone perturbate e il tempo non è stabile, speriamo bene.
Giorno 3 – 12 Settembre 2025 (114 Nm)
Giornata decisamente movimentata!

Dopo una notte con gennaker relativamente tranquilla verso le 11 urla il mulinello di destra, ferro e inizio a recuperare e chiamo Laura che stava riposando. Mentre lei sta avvolgendo il gennaker, urla anche il mulinello di sinistra, blocco quello di destra e ferro a sinistra, blocco anche quello e torno a recuperare a destra, intanto Laura ferma la barca e prepara il raffio che ora ha una sagola di sicurezza per non perderlo.
Dopo una ventina di minuti abbiamo a bordo due bei wahoo del pacifico, 7-8 Kg ciascuno, dal colore della pelle direi un maschio ed una femmina. Finalmente abbiamo ricominciato a pescare! Era dalle Tuamotu che non pescavamo nulla e il freezer era vuoto, avevamo proprio voglia di pesce fresco.
Sfiletto gli wahoo che hanno una carne bianca e buonissima, Laura li mette sotto vuoto e in freezer, lasciando fuori un bel pezzo di filetto per il poisson cru che faremo stasera.
Riapriamo il gennaker e pranziamo. Verso le 14:00 arriva la mail che aspettavamo da un mese: l’autorità doganale delle Cook Islands ci ha dato il permesso di fermarci nell’atollo di Suwarrow. E’ un ottima notizia per vari motivi: è una riserva naturale e deve essere un posto molto bello e remoto, ma sopratutto ci consente di evitare il brutto tempo che è previsto da martedì a giovedì prossimi e che avremmo preso di sicuro sulla via di Samoa. Sono previsti 25kn e temporali con onda sui 3m, navigare tre giorni in quelle condizioni, anche se con vento in poppa, non ci allettava. Predict Wind dava un indice di roll assolutamente alto.
Passiamo un oretta a compilare i vari form per l’ingresso alle Cook, Suwarrow non è un porto di ingresso ufficiale e quindi tecnicamente non si possono fare le procedure di ingresso e uscita, dobbiamo giustificare la sosta per motivi meteo, che in effetti ci sono tutti.

Alle 15:00 passiamo i 157,5 gradi di longitudine Ovest e quindi cambiamo di fuso orario, ora siamo a GMT-11, il prossimo fuso è l’ultimo prima della linea di cambio data.
Verso le 16:00, come nei due giorni passati, urla il mulinello di destra, la canna con il rapalà testa rossa a cui ho cambiato gli ami ieri. Ferro e subito si capisce che è qualcosa di grande, si prende subito 200m di filo e ci mettiamo quasi due ore a stancarlo e a portarlo in superficie. Tira talmente forte che sposta la poppa, io sto alla canna e Laura con il motore tiene la lenza a poppa evitando che il filo vada sotto la barca o sui pannelli solari o peggio sul tender che è sui davits. la lenza tesa si taglia facilmente toccando qualsiasi cosa. Finiamo per fare tanti giri seguendo il tonno.
Una lotta che dura due ore, poi lo vediamo, un bellissimo tonno pinna gialla, molto molto grosso.
Non riusciremo mai a tirarlo su a braccia con il raffio e quindi lo lavoriamo per un’altra ventina di minuti per sfiancarlo nella speranza che l’acido lattico lo uccida. Alla fine lo portiamo a poppa, abbassiamo la piattaforma e Laura lo arpiona con il raffio, ma non c’è modo di tiralo su.

GPS track of the 2h fight

Mentre Laura lo tiene vicino con il raffio io mi sdraio sulla piattaforma e riesco a passare una cima dalle branchie e farla uscire dalla bocca, per fortuna ho i guanti perchè l’animale è ancora vivo.
Prendiamo la cima e tirando in due lo portiamo sulla piattaforma e da lì con un notevole sforzo di entrambe, lo tiriamo a bordo!
Un animale bellissimo con le lunghe pinne gialle, è lungo circa 170cm e dovrebbe pesare da 60-65 Kg.
Le foto sono d’obbligo e lo alziamo con un paranco usando il boma, oscilla molto sulle onde, ma riusciamo a farci le foto d’ordinanza con la preda, siamo stanchi, ma contenti.
C’è sangue dappertutto e inizio a sfilettare la bestia: si fa fatica perchè è davvero grosso, ma dopo due ora abbiamo una trentina di Kg di ottimo tonno in tranci, messo sottovuoto e nel freezer.
La rotta per Suwarrow è in poppa, quindi dobbiamo abbassare il gennaker e alzare il BWR, lo facciamo al buio. purtroppo il vento cala come previsto e facciamo solo 3-4 Kn.
Sono ormai quasi le 20:00 e finalmente ci prepariamo il poisson cru con un misto di wahoo e tonno pinna gialla.
Purtroppo il vento cala ancora sui 7-8 Kn e si balla, si prepara una notte scomoda.
Giorno 3 – 12 Settembre 2025 (64 Nm)

Durante la notte il vento muore e accendiamo motore nella speranza di trovare un poco di vento più a nord. Alle 10 spegniamo ma siamo in bonaccia totale, una atmosfera surreale che non ci era mai capitata in oceano.
Questa traversata si sta rilevando molto più complessa del previsto, siamo a 250Nm da Suwarrow w da li 500 Nm per Samoa e poi 350 Nm per Tonga. Il meteo è complesso con le perturbazioni che passano a sud e creano queste bolle di bonaccia e poi delle accelerazioni di Aliseo. I modelli meteo che di solito sono precisi in oceano, diventano poco affidabili per le ariette di 5 Kn.
La giornata scorre molto lentamente, sonnolenta.
Abbiamo aperto il gennaker e tra bavette e corrente facciamo 2-3 Kn, non ha senso andare a motore, e non abbiamo abbastanza carburante comunque per arrivare a Samoa che è il prossimo posto civilizzato dove trovare gasolio: non ci resta che aspettare il vento.

Dovremmo avere 10 nodi da domani e fino a 20 lunedì, non credo che arriveremo a Suwarrow con la luce lunedì, dovremo tarare la velocità (sperando di averne) per arrivare martedì.
Per fortuna l’oceano è un olio e non si rolla sull’onda lunga, si legge, si dorme e si guarda Netflix.
Oggi non abbiamo calato le lenze perchè non ci muoviamo e poi il freezer è pieno. Abbiamo mangiato Wahoo e tonno tataki… sono buonissimi.
Sarebbero le condizioni ideali per vedere le balene, ma finora non ci è ancora capitato e Laura ci terrebbe tantissimo.
Giorno 4 – 13 Settembre 2025 (106 Nm)


Oggi siamo riusciti a muoverci con il gennaker, durante tutto il giorno ci sono stati refoli di vento di 4-6 Kn e li abbiamo seguiti strambando tre volte; di media ci siamo mossi a 3 Kn, poi verso sera finalmente il vento è salito sui 6-7 e poi verso le 10 su 10-15 Kn stabilizzandosi da SE.
Abbiamo abbassato il gennaker e tirato su il BWR e finalmente facciamo 6-7 Kn in direzione di Suwarrow con TWA di 165 da sinistra.
Durante il giorno abbiamo sistemato le carte nautiche della Nuova Zelanda che il plotter non leggeva, il problema era la formattazione della Sd Card. Abbiamo anche provato a sistemare un problema al radar che ogni tanto non viene visto dal plotter. Probabilmente un contatto ballerino da qualche parte: abbiamo controllato e pulito con CRC elettrico quelli alla base dell’albero e speriamo basti; per ora funziona.
Nel pomeriggio bagno alla traina
Alle 22:00 mancano 160 Nm e dovremmo arrivare a Suwarrow nella notte tra lunedì e martedì, il vento dovrebbe rinforzare un poco, ma rimanere sotto i 20 Kn; probabilmente dovremo aspettare l’alba per entrare nella passe.
Giorno 5 – 14 Settembre 2025 (90 Nm)


Risveglio con squalls e mare confuso. Erano previsto 15 Kn costanti da SE, ma evidentemente i temporali hanno cambiato le cose e siamo di nuovo in bonaccia con onda fastidiosa. Due o tre aquazzoni sciacquano la barca, ma l’aria umidiccia e senza vento non è piacevole.
Il vento è sui 5-7 Kn e continua a girare, facciamo due orette di bolina, viriamo un paio di volte, poi di nuovo BWR di poppa e poi mezzora a motore e poi di nuovo bolina e poppa… insomma uno sfinimento fino alle 15:00 quando il cielo si rasserena e il vento torna da SE e noi torniamo a navigare sui 6 Kn: Eta per le 6:00 davanti alla passe di Suwarrow.

La passe dovrebbe essere abbastanza tranquilla anche se l’ancoraggio (l’unico consentito sull’isola che è parco naturale) è sottovento all’aliseo con l’intera laguna come fetch. Speriamo non ci siano troppi boomies.
Sia io che Laura finiamo il libro che narra la storia di Tom Neil, che ha vissuto da solo sull’isola per 5 anni e siamo molto curiosi di arrivare e vedere i luoghi che descrive.
Intanto i customs delle Cook ci hanno mandato il permesso formale per entrare e siamo più sereni.
Un altro bel tramonto con il BWR, ma abbiamo dormito poco e la bonaccia stanca decisamente di più del vento. Questa traversata con medie basse rispetto al nostro solito si è rivelata più complessa del previsto
Giorno 6 – 15 Settembre 2025 (7 Nm)

La notte il vento è rimasto stabile ma si è alzata onda al traverso (da Sud) per la perturbazione che sta passando più a sud; quindi molto rollio sia per la prima parte della notturna, con il BWR, che per la seconda con il Genoa.
Per le ultime miglia abbiamo tenuto solo il genoa per rallentare e arrivare alla passe di Suwarrow con la luce e al cambio di marea (08:00).
All’ingresso della passe abbiamo, finalmente, visto lo spruzzo di una balena; la abbiamo seguita e abbiamo visto che erano tre, ma si stavano allontanando e non erano un vena di dare spettacolo. Comunque Laura era contentissima.
L’ingresso nella passe non è stato difficile, avevamo 2.5 Kn di corrente uscente ma il canale è largo e profondo.
Una volta entrati… il paradiso. Siamo da soli nell’atollo e non ci sono neanche i rangers del parco a cui avremmo dovuto fare vedere l’approvazione ricevuta dalla dogana. Scendiamo a terra (anche se vietato) per vedere se c’è qualcuno alla stazione dei rangers, ma tutto è serrato e sembra che non ci passi anima viva da mesi.
Una traversata lenta con una media giornaliera sotto le 100 Nm, snervante, con continue bonacce e vento imprevedibile, ma con la gioia della pesca il girno 3 e l’arrivo a Suwarrow oggi.
Ci fermeremo qualche giorno aspettando che passi il cattivo tempo a sud e per goderci questo angolo di paradiso tutto per noi

2 Comments
Buon Paradiso, ve lo siete meritato 💪
Wow you have a book here. Fabulous!!