
Il Lau Group è composto da circa 60 tra isole e isolotti e si trova nella parte piu’ orientale delle Fiji, piu’ vicino alle Tonga per cui ne ha subito anche l’influenza. Quelle piu’ a nord sono piu’ verdi e rocciose di origine vulcanica mentre quelle a sud sono essenzialmente fatte di coralli.
L’isola di Vanua Balavu dista poco piu’ di 100 miglia verso est da Savusavu e decidiamo di fare una notturna, si’ un’altra notturna dopo solo 3 giorni dall’arrivo. Partiamo subito dopo pranzo e abbiamo un bel vento che ci fa andare di bolina consentendoci una bellissima veleggiata che ci fa un po’ dimenticare le ondate dell’ultima traversata.

Vanua Balavu ha diversi villaggi e bisogna fare il sevusevu per potersi ormeggiare. Arriviamo al mattino davanti al piccolo villaggio di Daliconi e buttiamo l’ancora. Ci vestiamo appropriatamente con pareo (bisogna avere le ginocchia coperte) e maglietta e, insieme a Sovmorgon e ad un’altra barca andiamo a terra per fare il nostro primo sevusevu.
Nella cultura fijiana è obbligatorio chiedere il permesso per ancorare e addirittura nuotare nelle acque dell’isola e per sbarcare a terra. La cerimonia del sevusevu consiste nell’essere presentati al capo villaggio insieme al dono di kava. Una volta completata questa procedura, il visitatore viene accolto nel villaggio e gode degli stessi diritti degli abitanti. La procedura puo’ essere piu’ o meno lunga a seconda che si debba anche bere l’infuso di kava che non è per nulla gradevole.



In spiaggia ci accoglie con stretta di mano un turaga ni koro che ci accompagna da un altro personaggio spaparanzato in una capanna. Quest’ultimo ci fa sedere mentre va a cambiarsi e poi lo seguiamo alla casa del capo villaggio che siede per terra in veranda con altri due uomini. Lasciamo le scarpe fuori e ci sediamo sulla stuoia intrecciata anche noi in fila. Due uomini parlano un buon inglese mentre il capo villaggio parla solo fijano. Ci fanno un po di domande tipo “da dove venite, dove andate, cosa volete fare sull’isola” e poi parte il rito in fijano che inizia con 3 battiti di mani e poi una specie di preghiera (non sappiamo cosa abbiano detto) che si conclude sempre con il battito di mani. Per questa volta non dobbiamo bere l’infuso, per fortuna. Compiliamo un guest book e poi molto gentilmente ci chiedono se vogliamo fare una donazione per la costruzione di una strada che porta alla scuola: attualmente è in terra battuta e quando piove diventa una palude e i bambini arrivano in classe tutti sporchi e la maestra li rimanda indietro. Alla scuola vanno 21 bambini sotto i 13 anni mentre in totale nel villaggio vivono 154 persone. Qui vivono solo di pesca e coltivano un po di vegetali ma nel paese principale di Lomaloma c’è anche un alimentari e l’ufficio postale. Devo dire che mi da’ piu’ soddisfazione fare un’offerta per la scuola piuttosto che portare la radice, pero’ è giusto anche preservare le tradizioni.





Terminata la cerimonia siamo dunque liberi di andare dove vogliamo sull’isola: ci spostiamo dunque alcune miglia a nord, nella Bay of island e ci rimaniamo per 4 notti. Ci ormeggiamo in una stretta insenatura con un roccione in centro insieme a Sovmorgon e mettiamo due cime a terra. Davvero un paradiso!




Facciamo spedizioni in tender a vedere delle grotte e a fare snorkeling. L’acqua è torbita per via dell’eccessivo plancton ma troviamo alcuni punti con tanti coralli e tanti pesciolini. Vediamo anche uno squalo e una tartaruga. Andiamo a zonzo anche con il sup ed è una cosa meravigliosa zigzagare fra queste rocce a forma di fungo dove non si sa come riescano a crescere arbusti e veri e propri alberi.
Usiamo drone, go pro e anche il nuovo drone sottomarino che hanno regalato le ragazze e che è andato a filmare l’ancora ma non ha registrato nessun pesce.






3 Comments
Sembra un posto meraviglioso…mi fermerei lì un mese 🤩
Meraviglia!!!! 😘😘
Good tips on the etiquette of the islands!
Sounds like you’re enjoying yourselves.
Please give a big hug to Ester and Niklas.
Hopefully we’ll be away from NZ in time to meet up with you somewhere along the way