Da Bay of Island a Aukland

Giovedi 4 dicembre decidiamo di lasciare la Marina di Opua anche se c’è ancora vento bello forte, iniziando cosi’ la discesa verso Aukland dove vogliamo arrivare in 5 giorni; alla mattina pure il dockmaster è venuto a bussare chiedendo se eravamo davvero sicuri di partire con questo tempo e ci ha messo un po’ di dubbi. Rimaniamo indecisi per qualche ora ma nel pomeriggio decidiamo definitivamente di lasciare il porto. L’uscita dall’ormeggio non è semplicissima e ci sono raffiche sopra i 30 nodi ma per fortuna sono di prua. Strisciamo un po i parabordi ma non facciamo nessun danno. Facciamo il pieno di gasolio e poi ci dirigiamo verso Motorua dove abbiamo appuntamento con i ragazzi ad Army bay, fra due isole. Siamo stati fermi solo una decina di giorni ma riprendere il mare è sempre una grande emozione e gioia. Il tragitto è solo di una quindicina di miglia e c’è sempre tantissimo vento ma quando ci ormeggiamo le condizioni migliorano e la protezione è ottima. Facciamo aperitivo su Sovmorgon e poi grigliata di pesce pre-natalizia da noi….ebbene si, quest’anno non ho seguito la tradizione è ho tirato fuori l’alberello, messo le lucine e sempre on line la play list Christmast songs ben una settimana prima di Sant’Ambrogio.

Il giorno seguente andiamo a terra per fare il giro dell’isola Motorua: c’è infatti un bellissimo sentiero circolare che sale sulle colline e scende poi nelle 3 spiagge dell’isola. Prima pero’ andiamo a vedere un bunker della seconda guerra mondiale che guarda il pacifico e si trova su un promontorio da cui si ha una vista spettacolare sulla bay of island.

Proseguiamo fino alla prima spiaggetta ma poi…senza accorgerci prendiamo una deviazione segnata da nastrini e triangolini rosa che pero’ si fa sempre piu’ stretta e inerpicata. Per fortuna funziona Google maps e capiamo che abbiamo lasciato il percorso principale e ci stiamo addentrando nel centro dell’isola ma è impossibile tornare indietro tanto è inerpicato il percorso che abbiamo fatto… per cui andiamo avanti seguendo sempre i nastrini rosa. Scopriamo a posteriori che questo è il tracciato per i rangers che fanno pest control dell’isola, non è la passeggiata per i turisti!

Pur avendo preso un sentiero assolutamente non battuto non vediamo nè sentiamo nemmeno un kiwi che invece “si dice” essere molto numerosi sull’isola: sono pero’ animali notturni, grandi come polli e incapaci di volare, con un becco lungo e sottile

Dopo 2 ore arriviamo finalmente dall’altra parte dell’isola e con sollievo ci ricongiungiamo con il cammino giusto. Torniamo in barca e, dopo un veloce pranzo che è praticamente ormai una merenda, ci spostiamo solo di qualche miglia nell’ormeggio a nord di Weaweatorea proprio davanti ad una spiaggia bianchissima. Le giornate sono lunghe, il sole tramonta alle dopo le 9 di sera per cui ceniamo sempre piu’ tardi.

Il giorno successivo andiamo a terra e facciamo due passi fino a vedere dall’altra parte dell’isola ma non c’è un granchè, nemmeno le conchiglie per cui ritorniamo in barca e da li vediamo un grandissimo branco di grandi delfini che stanno proprio vicino a riva intorno ad un barcone di turisti e ai kajak…probabilmente gli danno da mangiare. Nel pomeriggio riprendiamo la nostra discesa verso Auckland, doppiamo capo Brett e ripariamo nella profondissima baia di Whangamumu Harbour. Siamo solo noi e qualche barca di pescatori che hanno iniziato a grigliare il pescato del giorno (beati loro …noi nemmeno un tentativo di abbocco nonostante le due canne perennemente in acqua). Facciamo il giro di tutta la baia con il sup: l’acqua è sempre molto verde e poco trasparente (mi piace di piu’ quando l’acqua è blu o azzurra ma non mi lamento).

Andiamo in esplorazione a terra per fare una lunghissima passeggiata. L’erba è alta e verdissima mentre il bosco è quello delle favole. Il sentiero è tenuto benissimo ed è praticamente una riserva: all’inizio del sentiero ci sono i bagni ed una postazione con tornelli dove si puliscono le suole delle scarpe.

Nel pomeriggio ripartiamo e facciamo circa 30 miglia fino a Paparahi Bay, un’ansa perfettamente tonda con sabbia bianca e vegetazione verdissima mentre all’interno sorge il paesino di Matapouri che è costituito solo da bellisisme case di villeggiatura ma non c’è nessun bar/ristorante. Arriviamo che è domenica per cui c’è parecchia gente in spiaggia e in molti fanno anche il bagno nonostante l’acqua sia davvero gelida (io non ho ancora fatto un bagno in NZ). Lunedi 8 dicembre è ancora una giornata spettacolare e in spiaggia non c’è proprio nessuno: siamo solo noi e andiamo a terra per fare una passeggiata sul sentiero ad anello che sale e scende sulla costa con viste stupende.

Nel pomeriggio riprendiamo la nostra navigazione verso sud per altre 75 miglia e riusciamo a tenere aperto il blue water runner per alcune ore e a fare una bella veleggiata verso l’isola di Kawau dove arriviamo verso mezzanotte facendo un ingresso al cardiopalma nel fiordo.

Kawau è molto vicino a Aukland, raggiungibile con il traghetto e ci sono tante case in stili doversi ma sempre con discesa a mare che rilassano solo a guardarle.

Pensavamo di poter pranzare al Boating club (molto famoso) ma purtroppo è aperto solo di weekend prt cui ci accontentiamo di vederlo chiuso e poi ripartiamo e, attraversando il golfo di Hauraki facciamo il nostro ingresso a Aukland.

E’ martedi 9 dicembre e finalmente, dopo piu’ di 19.000 miglia percorse in 19 mesi arriviamo a destinazione. Sarà qesto il punto piu’ a sud raggiunto da Tipota e dove potrà riposarsi per un bel po’ di mesi. L’arrivo è davvero maestoso: lo skyline della città con la sua Sky Tower si avvicina sempre di piu’ e noi siamo davvero emozionati.

Abbiamo da tempo prenotato un posto nel piccolo ma centralissimo Viaduct Harbour che si trova proprio downtown e per entrarci bisogna chiamare sul canale 73 e farsi aprire il ponte pedonale. C’è tanta gente che ci guarda, sembra di tornare dalla Coppa America ma nessuno applaude…tranne noi.

Viadukt Harbour non è un vero e proprio marina con servizi (non ci sono nè bagni nè lavanderia) ma è davvero in centro, nella zona piena di ristorantini e negozi e con una forte security a protezione (l’arbor master si chiama Malo).

SIAMO ARRIVATI!!!

7 Comments

  1. Luciano Bertuzzi

    Complimenti 👏…19.000 miglia in 19 mesi 💪….ora godetevela e riposate, ne avete diritto 😎

  2. ANNA

    Bravissimi e complimenti per l’impresa. Vi ammiro siceramente.

  3. Paul

    Congratulations on your arrival in Auckland. It doesent seem that long ago that we crossed paths in Turkey as you were commencing yout circumnavigation. Bravo!

  4. Paul & Trudy

    Brilliant! Well done, we’ve enjoyed your journals so much. Thank you

  5. Anonymous

    BRAVI RAGAZZI!!!

  6. Mario

    Applaudiamo noi per voi ragazzi….. ps Laura ancora che ti fidi nella scelta dei sentieri di Fabio, ricordo scelta simile in Liguria ahahaha

  7. Birgit

    Wahnsinn, was ihr geschafft habt. Ihr seid am Ende der Welt angekommen. Jetzt lasst es Euch mal richtig gut gehen und entspannt Euch .Es ist so schön, Euch auf der Reise zu begleiten. Seid fest gedrückt und merry Xmas 🙂 von Birgit & Günther

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