Da Auckland alle Fiji

Lunedi 11 maggio atterra Luca che ci accompagna in questa traversata. A Luca piace fare le lunghe traversate: con noi ha fatto Biscaglia fino a Palma nel 2023 e l’Atlantico nel 2024, conosce la barca e soprattutto siamo un equipaggio ben rodato.

A causa dell’alta pressione sulla Nuova Zelanda, le previsioni continuano a cambiare e i vari modelli non sono mai concordi e coerenti se non da un giorno al giorno successivo…. non ci sono previsioni attendibili a medio termine. Sono tante le barche in Nuova Zelanda in attesa di ritornare nella fascia equatoriale e continuano a spostare l’appuntamento con i custom per l’uscita da NZ ma noi …. imperterriti decidiamo di partire comunque martedi 12 maggio nonostante su Predictwind venga segnalato vento quasi sempre rosso= almeno 25 nodi e mare giallino=3-4 metri d’onda per la prossima settimana. Non partire pero’ significa stare ad aspettare la prossima finestra un po’ piu’ favorevole che dovrebbe pero’ arrivare a giugno per cui noi decidiamo di salpare consci che sarà un po’ complicato, mentre tanti altri decidono di restare e aspettare.

Per espletare le pratiche di uscita dalla NZ dobbiamo andare in barca allo Z Pier che è pero’ vicino e ha un piccolo ufficio. Nessun controllo della barca ma tantissime domande.

E cosi’ dopo 6 mesi alle 9.30 salutiamo lo skyline di Auckland che è tutto grigio, umido e freddo. Siamo felicissimi di tornare in mare per davvero, di alzare le vele e andare verso il caldo.

Nel golfo di Hauraki siamo protetti e dobbiamo andare a motore ma appena superata Great Barrier Island: bum, bum, bum, splash, splash, fiiiuu, fiuuuu. Effettivamente ci sono 25 nodi di vento con raffiche fortissime e 4 metri d’onda…. e cosi’ va avanti per i primi 3 giorni mentre la situazione si calma un poco (ma solo un poco) gli ultimi 2 giorni prima di arrivare a Minerva. Ovviamente arriva subito anche il mal di mare per me e Luca. Non è stato devastante con vomito ecc ma solo tanta nausea, testa pesante e voglia di stare sdraiaiti con gli occhi chiusi ma siamo sempre riusciti a fare i turni di notte. Fabio invece nemmeno un po di nausea. Sentiamo di una barca che ha dovuto tornare indietro in NZ perchè un membro dell’equipaggio ha iniziato a vomitare sangue.

Le onde sono davvero grandissime e passano sopra alla coperta a prua e alcune piu’ grandi si schiantano sulla dock house lato destro e l’acqua entra copiosamente attraversando le coperture di tela e bagnando il pozzetto: è praticabile solo la panchetta sottovento.
Abbiamo in pozzetto anche il nuovo cuscinone FatBoy, ma anche su quello è difficile incastrarsi data l’inclinazione e non essere sbalzati dalle onde.

Il terzo giorno sono successi un po’ inconvenienti mica da ridere: il pilota automatico ha smesso di funzionare (ci credo con tutte quelle botte) ma per fortuna è partito quello di scorta; si è rotto il windex segnalatore del vento ma per fortuna perchè seno’ saremmo stati ancora piu’ agitati a continuare a leggere le raffiche sopra i 40kn; e poi si è trovata un po’ di acqua salata nel motore e questo lo ha sistemato al volo Fabio stringendo un po’ di fascette.

Nessuna voglia di mangiare e quasi impossibile cucinare. Avevo preparato torta salata con spinaci e parmigiana che hanno coperto alcuni pasti a cui si sono alternate piadine oppure solo crackers e formaggio.

Fino al giorno 4 temevamo di non riuscire a fermarci a Minerva per tirare un po il fiato essendo stata prevista la formazione di un ciclone (pure il ciclone ci mancava!). Io ho addirittura suggerito di cambiare destinazione e andare in Nuova Caledonia ma poi per fortuna le previsioni sono cambiate un poco per cui riusciamo a fare rotta sull’atollo.

Superiamo anche una grande milestone che sono le 20.000 miglia di Tipota!

Comprensibilmente non ci sono molte foto di questa traversata anche se gli ultimi due giorni sono andati meglio dei primi … ma forse solo perchè ci siamo abituati.

Domenica 17 maggio esce anche il sole, togliamo la felpa, passiamo ai pantaloni corti e siamo davvero troppo contenti di fare una pausa.

Le onde sono sempre grandi e mentre sono seduta in orizzontale sulla panca bagnata di sopravento arriva un’onda gigantesca che mi lancia contro la poltrona del timone. Per fortuna solo qualche sbucciatura e un’altra botta sull’osso sacro (ero caduta anche dalla scaletta) …. solo il pensiero di rompersi qualcosa in queste condizioni vengono i brividi.

Ancorati a Minerva

Purtroppo arriviamo sulla passe di Minerva che è mezzanotte : non le condizioni ideali per entrare con marea discendente e 25 nodi sul naso.

Il nostro nuovo motore Yanmar è partito potente, io e Luca a prua con le torce ad analizzare le onde per capire se stazionarie o in movimento e finalmente a mezzanotte e mezza buttiamo l’ancora e andiamo a dormire nel nostro letto.

Sono passati 5 giorni a mezzo che sono sembrati interminabili, abbiamo percorso 886 miglia con una media di 156 miglia al giorno che non è niente male!

A Minerva passiamo due giorni: il primo ad aggiustare tutto quello che si è rotto (autopilota e windex) e a pulire, mentre il secondo proviamo ad andare sulla barriera con il Potino a caccia di aragoste. Questa volta siamo super attrezzati con ben 2 reti grandi e il lazzo. Purtroppo pero’ le onde sull’esterno sono troppo grandi e la corrente troppo forte per cui dopo due tentativi desistiamo.

Arriva anche Sovmorgon con Niklas, Ester e Petunia che invitiamo a cena: Luca prepara una buonissima pasta Felicetti alla bottarga mentre Fabio fa il tonno. Una cena come si deve dopo tanti giorni.

Mercoledi 20 ripartiamo: direzione Savusavu che dista 420 miglia e dovremmo arrivare sabato 23. Ho già mandato per email tutta la documentazione che è richiesta da custom, immigration, health e biosecurity almeno 48 ore prima dell’arrivo. Non si puo’ arrivare con frutta e verdura mentre bisogna dichiarare tutto il resto compreso alchol e tabacco per i quali ci sono pero’ dei limiti pro capite…vedremo!.

Questo pezzo di traversata si è rivelato decisamente piu’ tranquillo del precedente: abbiamo finalmente vento di poppa per cui teniamo il blue water runner per circa un giorno prima di passare al gennaker per un altro giorno e poi bolina larga con grande rollio per l’ultimo giorno.

L’evento piu’ straordinario è stata la pesca di un grosso tonno pinna gialla. Dopo aver perso ben 2 terminali acchiappati probabilmente da pesci troppo grossi, il tonno pinna gialla abbocca che è già buio. Lo tiriamo a bordo con il rafio in tre. E’ davvero molto bello…sembra fatto di marmo e si continua a dibattere come un forsennato mentre noi balliamo sulle onde e cerchiamo di tenerlo a bordo. Fabio cade di testa e picchia sulla lampada frontale che gli fa alcuni tagli su fronte e naso. Sangue di Fabio e sangue di tonno si mescolano ma finalmente usciamo da questo turbinio e comincia la fase di sfilettamento, imbustaggio, sottovuoto, freezer. Ora il freezer è pieno zeppo: i giorni successivi nemmeno caliamo la canna.

Per ingannare il tempo io e Luca ci siamo cimentati nella costruzione degli soft shackle in dyneema e ne abbiamo prodotti una buona quantità; potremmo addirittura fare una bancarella.

Dopo un’ultima notte molto turbolenta arriviamo alle 9 del mattino a Savusavu ed entriamo nel canale di fronte al paese ormeggiandoci al quarantine dock di Nawi Marina.

Siamo molto stanchi ma davvero felici di avercela fatta: questa era una delle tratte piu’ difficili di tutto il giro del mondo se non la piu’ difficle.

Il nostro vicino in attesa sul quarantine dock l’anno scorso ha fatto dal Giappone all’Alaska e ha detto che in confronto alla scorsa settimana era stata una passeggiata.

11 Comments

  1. Tim

    Bula!

  2. Anonymous

    That is an A-team!!! Auguri!!!!!

  3. Luciano Bertuzzi

    Well done 💪

  4. Ed

    Congrats on getting to Fiji!!!! Sorry I missed the journey with you.

  5. Paul

    The Meltemi’s in Greece are not so bad afterall? Congratulations on your courageous passage.⛵️

  6. Anonymous

    Well done Fabio and Laura, what an adventure!

    1. Gianpiero Benetti

      Bravi!

  7. Anonymous

    che bello fare parte del vostro equipaggio!! godendo tutti questi momenti, senza soffrire il mal di mare!!!

  8. Jack

    You two make an amazing team. When you make a movie of your trip, there will be no need to hire an actor/actress. You will be able to play your own parts better than any one else!

  9. Claudia

    Fortissimi!!

  10. Dimitris

    I am glad to see the adventure is still on :))))
    Greetings from Rhodes
    Dimitris

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