
Charlotte e Loic sono una coppia di ragazzi francesi di Marsiglia; navigano su un Jeanneau Sun odissey 37 del 2004 che hanno acquistato a Les Sables d’Olonne nel 2024. Hanno fatto più o meno il nostro stesso percorso ma non li avevamo conosciuti prima della Nuova Zelanda. Sono amici di Sovmorgon, Apnea e Aloy che hanno conosciuto a Panama.
Prima di incontrarli di persona qui ad Opua, li abbiamo pensati e siamo stati in apprensione per loro durante tutta la traversata da Minerva a qui.
Lunedì 19 Dicembre, mentre erano in navigazione dalle Fiji verso la Nuova Zelanda, circa 100Nm a NO di dove eravamo noi, hanno rotto il timone! L’asse d’acciaio, un tubo pieno di 5cm di diametro si è troncato di netto e la pala del timone si è staccata del tutto. Loic, legato, si è tuffato in oceano e ha recuperato la pala, ma la barca era ingovernabile.
Ci hanno raccontato dello sgomento e dell’angoscia; dopo il recupero della pala, esausti, hanno deciso di dormire la notte per prendere fiato. Essere alla deriva con le onde di 3m è terribile, e sapere di essere a 400Nm da terra deve essere stato un incubo per loro.






Hanno comunicato l’avaria e lanciato il Pan Pan (richiesta di soccorso, senza pericolo imminente di affondamento). l’SRC Neozelandese ha dichiarato di monitorare la situazione, ma non sarebbe intervenuto per il traino.
Nel gruppo whatsapp di quelli in navigazione verso NZ in molti davano consigli sul cosa fare, che ovviamente erano utili fino ad un certo punto…
La mattina seguente hanno iniziato a costruire un timone di emergenza, fatto usando il tangone e due pannelli di legno stretti con delle cime. Il tangone è stato poi fissato con un punto fermo sulla poppa.

Ci hanno raccontato che timonare era possibile a bassa velocità (2-3Kn), ma molto faticoso e ci riuscivano solo per 90 minuti prima di dovere darsi il cambio.
Nei 90 minuti di riposo, chi non era la timone doveva gestire le comunicazioni, regolare le vele, pensare al cibo e riposare… un incubo.
Fin da subito hanno capito che navigare così fino alla NZ sarebbe stato molto difficile, anche perchè era previsto l’arrivo di un fronte con vento forte e hanno chiesto un traino e in alternativa Gasolio.
Noi leggendo i messaggi eravamo sempre più in apprensione per loro e abbiamo iniziato a pensare a cosa avremmo potuto fare per aiutarli. Eravamo purtroppo 100Nm distanti e sopratutto sottovento a loro.
Abbiamo tirato un grande sospiro di sollievo quando Seamer un veliero in acciaio di 18m, bandiera canadese con a bordo una famiglia, padre, madre e quattro figli, ha deciso di andare a trainarli. Abbiamo poi scoperto che oltre ad essere marinai esperti, avevano già fatto operazioni di traino in alto mare in precedenza e avevano l’esperienza e le cime necessarie.
L’ammirazione di tutti gli equipaggi, per queste persone, canadesi del Quebec, è stata enorme.
Hanno navigato per due giorni verso nord, hanno agganciato Tiboulen di notte e li hanno trainati in sicurezza fino ad Opua.
Dopo avere fatto l’ingresso in NZ Charlotte e Loic erano ormeggiati vicino a Tipota e subito siamo andati a conoscerli e a congratularci con loro per come sono usciti da una situazione veramente pericolosa.
Abbiamo preso un caffè e ci siamo conosciuti; adesso lasciano la barca ad Opua e fanno un lungo giro in auto della Nova Zelanda, dopo faranno riparare Tiboulen e decideranno come e se proseguire. Speriamo di rivederli a Auckland o qui in Bay of Islands.
Quello che è successo a Tiboulen può succedre a chi va per mare e in Oceano aperto può diventare un pericolo per la vita di chi naviga. La cosa migliore su cui potere contare sono sempre gli altri navigatori.
Chapeau all’equipaggio di Seamer e a Charlotte e Loic di Tiboulen!!

3 Comments
Da gommonauta con più di 40 anni d’esperienza, sono stato aiutato ed ho aiutato, poter contare su gli altri naviganti e’ di estremo conforto, senza contare che puoi salvarti la vita o salvarla agli altri….chapeau ai soccorritori 👏
Bravissimi ! Quanta invidia e quanta ammirazione per la Vostra scelta di. fare un tour così difficile, complesso, ma anche molto pericoloso, e per le capacità , forza e competenze che dimostrate nei momenti difficili o addirittura insormontabili, ma che riuscite sempre a superare.
Truly scary story, but glad it ended well. Respect to the perseverance and ingenuity to solve the issue and thanks to the rescuer. With the front approaching, that could have gotten uncomfortable..